C’è un limite alla tolleranza


Un “amico” (di cui non faccio il nome) su facebook ha così pubblicamente commentato un mio post sulla questione palestinese e su Hamas:

“… ha perfettamente ragione; c’è un limite di civiltà, moderna e contemporanea figlia del corso storico e filosofico occidentale, a cui siamo tutti legati. Le atrocità eseguite da Hamas trovano termine di paragone solamente in quelle nazifasciste, bolsceviche e nord coreane.

Ho avuto modo di visionare immagini fotografiche e video diffuse sul web, ma anche da amici e colleghi israeliani che fanno rivoltare lo stomaco a qualsiasi individuo appartenente alla società dei lumi.

Nessuna rivoluzione nella contemporaneità, insisto, può giustificare tali accadimenti barbari e disumani.

La religione, in questo caso, è l’elemento determinante per la quota di violenza aggiunta, la giustificazione ed anche il fine. Ciò vale per tutti, anche nell’altro campo.

È l’occidente, laico e laicista, che salverà il mondo. Non siamo tutti uguali.

PS. pari e patta con i russi”.”

Il commento è palesemente di parte e in cattiva fede perché parla di atrocità con l’esclusivo obiettivo di criminalizzare Hamas, paragonando le supposte atrocità da questa commesse a quelle dei nazifascisti e dei bolscevichi (ovviamente accomunando tutto e tutti indistintamente nello stesso unico calderone) per poi, solo in un secondo momento, aggiungere che ”Ciò vale per tutti, anche nell’altro campo”.

Ma è evidente che è solo un bluff, un maldestro tentativo di mostrarsi equilibrato all’interno di un commento che trasuda sciovinismo da ogni poro, perché la sua posizione è dichiaratamente filoisraeliana. Naturalmente si dimentica (si fa per dire…) che quelli dell’”altro campo” sono un pezzo fondamentale di quell’ “Occidente laico e laicista che salverà il mondo”, aggiungendo pure che “non siamo tutti uguali”.  Qui siamo in pieno “suprematismo”, con una vis razzista neanche tanto malcelata.

Ora, tutti coloro che mi seguono e che mi leggono sanno che sono molto tollerante e che credo fermamente nella dialettica e nel dibattito franco e democratico. Però c’è un limite a tutto, anche e soprattutto alla decenza.

Non posso tollerare che dopo una spaventosa pulizia etnica (destinata a continuare), il massacro di 70.000 persone (quelle accertate, la rivista Lancet parlava un anno fa di 180.000 vittime) di cui 20.000 bambini, 200.000 tra feriti e mutilati (operati e amputati senza anestesia perché il laico e laicista Israele non fa passare i medicinali, bombarda gli ospedali e spara scientemente sul personale sanitario), la distruzione dell’80% delle abitazioni di Gaza, lo sfollamento forzato di due milioni di persone, la gente ammazzata dai soldati dell’IDF e dai loro sgherri mentre viene fatta affollare come le bestie per un piatto di minestra o mentre fugge per cercare di mettersi al riparo, la riduzione in uno stato di abbrutimento di milioni di persone ridotte alla fame e in condizioni igieniche e sanitarie spaventose, ci sia qualcuno che possa ancora postare simili commenti che di fatto coprono e giustificano l’operato di uno stato razzista, criminale e terrorista. E dopo tutto ciò ha anche la faccia tosta di paragonare Hamas ai nazisti…

Me ne sono arrivati altri di commenti simili nei giorni scorsi.

Mi dispiace ma, come dicevo, c’è un limite a tutto, anche alla tolleranza e allo spirito democratico. Chi scrive queste cose non è affatto democratico e men che meno tollerante, perché un conto è criticare e avere opinioni – razionalmente argomentate anche se radicalmente diverse da quelle del sottoscritto – sui fatti del mondo, cosa assolutamente legittima, e un altro è straparlare con modalità e parole che diventano di fatto provocatorie.  Soprattutto di fronte alla vera e propria ecatombe a cui siamo costretti ad assistere da un paio di anni a questa parte.

Non tollererò più simili nefandezze e bannerò subito chi le scrive.

Palestinians carry the bodies of relatives killed in an Israeli strike, at Nasser Hospital in Khan Younis, southern Gaza Strip, Tuesday, June 17, 2025. (AP Photo/Mariam Dagga)

Fonte foto: Il Post (da Google)

7 commenti per “C’è un limite alla tolleranza

  1. Giulio larosa
    17 Ottobre 2025 at 14:57

    Fai bene!

  2. maria
    18 Ottobre 2025 at 8:20

    il suo amico dimentica le esecuzioni sommarie israeliane di sempre e la pratica del tiro al piccione Ricordate la marcia del venerdì dei palestinesi di Gaza ?Una dei tanti orrori

  3. Ciapapürass
    18 Ottobre 2025 at 16:13

    Non ti curar di loro Fabrizio e tira dritto, è inutile argomentare con chi piuttosto che vedere preferisce cavarsi gli occhi; non cambieranno mai idea, è la loro ‘comfort zone’, immutabile ed iperuranea…

  4. Enza
    18 Ottobre 2025 at 17:30

    Ho sviluppato un’intolleranza severa verso i furbetti, i doppiogiochisti, i doppiopesisti, i lecchini, gli ipocriti, i piangi e allatta, i falsi e in malafede, i cretini provvisti di laurea.
    Molti ne ho eliminato e, via via, altri ne vo’ eliminando. Si sta benissimo.
    Dunque, avanti così. Non perderci neanche un attimo del tuo tempo e della tua luminosa, onesta, coraggiosa vita.

    • Fabrizio Marchi
      18 Ottobre 2025 at 18:05

      Ti ringrazio tanto degli apprezzamenti. Fa sempre piacere e ti solleva il morale quando qualcuno apprezza il tuo lavoro… 🙂

  5. Marcus
    19 Ottobre 2025 at 18:41

    Aveva ragione Hosea Jaffe quando diceva: “Non prendetevela solo col capitalismo, prendetevela anche con la gente!”
    Perché questa gente è il Nemico, quello con la maiuscola. Suprematisti che non ricordano, o fanno finta di non ricordare, la Nakba, il genocidio congolese, le guerre dell’oppio o il sentiero delle lacrime.
    Presto la Storia presenterà un conto molto salato al cosiddetto”Occidente”, come sarebbe ora. Inevitabilmente, questo conto lo pagheremo tutti noi “occidentali”, chi più chi meno. Ma spero che quando arriverà il momento, le persone di tal risma pagheranno con tutto ciò che hanno.

  6. Panda
    20 Ottobre 2025 at 15:48

    E’ grottesco e insopportabile anche l’uso dell’illuminismo per giustificare la fredda e metodica barbarie occidentale (es.: https://cepr.net/newsroom/new-study-estimates-over-half-a-million-people-die-each-year-due-to-unilateral-economic-sanctions/).

    Uno dei meriti del libro della Neiman di cui avete parlato di recente è proprio correggere questo “rovescismo” (il termine è di D’Orsi) storico: “I pensatori illuministi inventarono la critica all’eurocentrismo, e furono i primi ad attaccare il colonialismo sulla base di idee universaliste. Per capirlo non servono i testi più difficili del periodo, basta un’edizione economica del Candido di Voltaire. Non c’è miglior invettiva contro il fanatismo, la schiavitù, le razzie coloniali e altre malefatte europee.”

    “Sebbene non fosse uno scrittore raffinato, di solito Kant faceva una certa attenzione alle parole. Usava di rado il termine “male”, eppure eccolo qui, chiaro come il sole: il colonialismo crea ogni sorta di male che affligge l’umanità. E mentre Kant loda la saggezza di Cina e Giappone nel chiudere le porte agli invasori europei, la sua critica al colonialismo non si limita alla conquista di antiche e sofisticate culture. In un’epoca in cui le nascenti potenze coloniali giustificavano lo sfruttamento dei territori indigeni in Africa e in America sostenendo che fossero terre libere abitate da genti selvagge, Kant trovava ingiusto il loro comportamento perché «degli abitanti non tennero assolutamente conto».
    Diderot si spinse ancora oltre, sostenendo che le popolazioni indigene minacciate dai colonizzatori europei avrebbero avuto dalla propria parte ragione, giustizia e umanità se avessero semplicemente ucciso gli invasori come le bestie selvagge cui assomigliavano. Gli ottentotti, insistette, non avrebbero dovuto farsi ingannare dalle false promesse della Compagnia olandese delle Indie orientali che aveva fondato da poco Cape Town.

    Scappate, ottentotti, scappate! […] Afferrate le vostre asce, tendete i vostri archi e fate cadere una pioggia di dardi avvelenati su questi stranieri. Che non ne rimanga nemmeno uno a riferire in patria la notizia della loro disastrosa sconfitta.31

    Aggiornate la tipologia di armi e sarete perdonati per aver pensato di essere davanti a una citazione di Frantz Fanon. E non si tratta di un passaggio insolito: il filosofo del XVIII secolo invitò alla violenza anticolonialista almeno tanto quanto lo psichiatra del XX secolo, e spesso con più fervore.”

    Il tuo “amico” di matita i nemici dell’illuminismo non ha da cercarli a Gaza: può bastargli uno specchio.

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