Ceuta, una PsyOp sionista: l’immigrazione di massa come arma di destabilizzazione geopolitica?


La fantomatica invasione di migranti marocchini nell’enclave coloniale spagnola a Ceuta, è una “operazione psicologica” (PsyOp) sistematizzata dagli apparati d’intelligence vicini a Trump e Netanyahu; screditare la Spagna governata dal socialdemocratico Pedro Sanchez, politico organico all’ideologia post-modernista, per far pagare al governo spagnolo la sua opposizione – perlopiù moderata – allo sterminio dei palestinesi di Gaza.

Partiamo da una ricostruzione analitica dei fatti, menzionando il giornalista investigativo Mike Whitney per la testata online uzn.com:

L’invasione di migranti marocchini in Spagna potrebbe essere la falsa notizia più inverosimile di tutti i tempi. Secondo la versione ufficiale, circa 60.000 uomini, per lo più in età militare, hanno invaso la città spagnola di Ceuta il 31 luglio con l’intenzione di trovare lavoro e “migliorare la propria vita”. La verità, tuttavia, è che l’intero incidente è stato una farsa mal orchestrata, volta a far perdere consensi al governo spagnolo di sinistra e al suo presidente apertamente antisionista Pedro Sánchez. I burattinai dietro questa patetica farsa sono i soliti noti, Bibi Netanyahu e il “piccolo” Marco Rubio (allineato con i malleabili leader marocchini), per fabbricare una finta crisi che avrebbe “dato una lezione alla Spagna”. Come forse ricorderete, Sánchez ha criticato aspramente il massacro in corso a Gaza perpetrato da Bibi e si è ostinatamente rifiutato di permettere a Trump di utilizzare le basi militari spagnole per trasportare munizioni e bombardieri in Israele. In risposta, Netanyahu ha minacciato pubblicamente Sánchez solo poche settimane fa in un criminale discorso ancora disponibile su X.” 1. Ceuta, una crisi orchestrata…

Il re del Marocco, Muhammad VI, un oligarca che possiede l’80% del Paese, è organico alla lobby della destra israeliana: Rabat, infatti, ha aderito agli “Accordi di Abramo”, un tentativo trumpiano di ricostruzione della “Nato araba”, e viene supportata da Israele nella repressione dei movimenti di liberazione nazionale, principalmente il Fronte Polisario d’orientamento marxista, nel Sahara occidentale. In questa circostanza, la dittatura marocchina ha dato seguito ai flussi migratori subito dopo un provvedimento “svuota carceri”, delegando ad un esercito di sottoproletari la “riconquista” del territorio lasciato alla Spagna subito dopo la proclamazione d’indipendenza sopraggiunta nel 1956. Una PsyOp – per alcuni aspetti potrei dire SionOp, data la chiara matrice sionista – da dare in pasto ad una società, come quella europea, tendenzialmente fascistizzata sul “modello” della dittatura israeliana.

In Italia, per la destra trumpiana (compreso l’ex stalinista Marco Rizzo) qualche migliaio di disperati, privi perfino d’indumenti, veniva trasformato in una armata occupante, una chiara operazione di “guerra cognitiva” che, partendo proprio dal linguaggio, occulta l’unica occupazione reale del nostro tempo: la militarizzazione del territorio predisposta dalla NATO.

Una cosa è certa: l’immigrazione di massa, manipolando alcuni settori del sottoproletariato (definito da Marx “proletariato di straccioni”), viene considerata da alcune fazioni dell’imperialismo occidentale un’arma di destabilizzazione geopolitica da utilizzare contro i movimenti di liberazione nazionale di matrice terzomondista. Se la “sinistra neoliberale” non ha compreso quest’aspetto, la destra trumpiana ha rilanciato la bufala fascistoide sul Piano Kalergi sovrapponendo l’islamofobia all’antisemitismo tardo-ottocentesco.

L’articolo di Mike Whitney è stato intitolato “Ceuta, una crisi orchestrata: la migrazione come arma geopolitica contro la Spagna anti-israeliana”, ciò nonostante il governo Sanchez è tutt’altro che antisionista: Tel Aviv, essendo l’epicentro d’una dittatura liberal-globalista mondiale, non tollera nemmeno una opposizione moderata come quella del PSOE (il Partito Socialista Spagnolo), assumendo i connotati d’una dittatura tecno-fascista. Il serial killer (definizione pertinente dalla prospettiva della Criminologia Clinica) Netanyahu è il dittatore post-moderno più pericoloso del pianeta.

Nonostante la sconfitta israeliana in Iran, che fa il paio con la disfatta saudita nello Yemen, la dittatura lombrosiano-sionista non ha attenuato minimamente le sue ambizioni: distruggere, con cinismo e nell’indifferenza, almeno i ¾ del pianeta.

Immagine da Google

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