Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato del Prof. Angelo d’Orsi al quale esprimiamo la nostro totale solidarietà:
COMUNICATO DI ANGELO D’ORSI (23 dicembre 2025)
Ieri
22 dicembre, all’ANPI di Napoli, Sezione Napoli Orientale “A. Ferrara”,
si è svolta la mia prevista conferenza su “Russofilia Russofobia
Verità”, quella che era stata boicottata per due volte, in parte
ricuperata a Roma all’Istituto di Cultura e Lingua Russa sabato 20, che
aveva comunque un titolo diverso. Oltre a me, era invitato Alessandro Di
Battista, che ha parlato per primo, con un intervento breve e
appassionato. A me toccava disegnare il quadro storico dei due opposti
concetti (filia e fobia, in relazione al mondo russo).
Alla
fine chi coordinava (il presidente della Sezione ANPI, Franco Specchio)
ha dato la parola al pubblico. Si alza in piedi urlando a squarciagola
un giovane, mentre si toglie la camicia ostentando una maglietta
inneggiante all’Ucraina. Contemporaneamente il medesimo gesto compiono
un manipolo di suoi sodali che occupavano due file di sedie (mentre
molte decine di persone erano in piedi, o sdraiate sul pavimento), e si
sparpagliano per l’aula cercando di infilare nei vestiti dei presenti
una spilletta con coccarda ucraina. Ovviamente il pubblico (quello
venuto per ascoltare ed eventualmente interloquire) non l’ha presa bene.
Segue
parapiglia, il giovane energumeno che aveva dato inizio alle ostilità
si precipita verso la cattedra e vi sale sopra cercando di strapparmi il
microfono dalle mani, fino a romperlo, mentre suoi amici si avventano
verso di me e il presidente Specchio, cercando ripetutamente di infilare
le loro spillette nelle nostre camicie, un gesto violento e arrogante
che noi respingiamo. Il clima si surriscalda e un paio di amici cercano
di farmi uscire, ma veniamo inseguiti da colui che appare manifestamente
il capo della banda, che correndomi dietro, cerca di provocarmi con
domande alla Calenda o alla Picierno (cosa ci faceva in Russia?! Et
similia…). Non aspetta risposte, manifestamente, perché se le dà da solo
accusandomi di essere “complice” di non so quali nefandezze.
L’inseguimento
dura un paio di minuti, finché i simpatici ragazzi vengono fermati da
un improvvisato servizio d’ordine, il che mi consente, guidato da un
paio di amici, di guadagnare attraverso un percorso alternativo
un’uscita secondaria, perché gli ammiratori di Zelensky (mi si
riferisce) mi aspettano all’ingresso principale della Federico II.
Aggiungo che l’impianto microfonico, che era stato opportunamente
testato qualche ora prima, stranamente non funzionava e dopo infruttuosi
tentativi, si è dovuto provvedere a un nuovo microfono e a un
altoparlante alternativo.
Grazie
a tutto lo scompiglio, il sottoscritto non è riuscito a raggiungere in
tempo utile la stazione di Piazza Garibaldi dove avrebbe dovuto salire
su un treno per Roma, ed è stato costretto a fare un altro biglietto per
un diverso treno. È il caso di ricordare che negli scorsi giorni Carlo
Calenda aveva lanciato una ridicola petizione contro la conferenza, di
concerto con una aspirante assegnista dell’ateneo napoletano, con il
medesimo obiettivo. E il giorno prima a Napoli l’onorevole Pina Picierno
si è esibita mentre accendeva il candelabro ebraico, e alla piccola
festicciola sembra fossero presenti alcuni degli stessi giovani
energumeni che hanno interrotto con violenza il dibattito.
A
distanza di pochi minuti essi hanno inviato un comunicato ripreso
dall’ANSA nel quale ribaltano i ruoli, spacciandosi per vittime. I
firmatari sono i soliti, ben noti provocatori della politica nazionale:
Azione, Europa, Radicali, e altra cianfrusaglia. Mentre uscivo inseguito
e accusato di “rifiutare il confronto”, la mia risposta è stata
semplicemente: “Non parlo con i fascisti”. Già, perché a Napoli abbiamo
subito un agguato organizzato, che nulla ha a che fare con il “dialogo”,
con il rispetto di un luogo “sacro” come l’Università, e con quello che
si deve, o si dovrebbe, a chi ha passato la vita a studiare, insegnare,
pubblicare, e che si cerca di intimidire con azioni squadriste.
Conclusione:
il clima politico-mediatico in Italia sta diventando irrespirabile. E
io mi sento costretto ad annunciare che ANNULLO TUTTE LE CONFERENZE
PROGRAMMATE e NON NE ACCETTO ALTRE, se gli organizzatori non sono in
grado di:
a) assicurare spazi capienti a sufficienza con posti a sedere sulla base di una ragionevole previsione delle presenze;
b) adeguati impianti di amplificazione, verificati prima di ogni conferenza;
c) servizio d’ordine interno;
d)
informativa alla Digos e alle forze dell’ordine, per evitare di esporre
i relatori, nella fattispecie il sottoscritto, alla mercè di ucronazi
locali e dei loro supporters.
Prego perciò tutti coloro che mi abbiano rivolto inviti, o intendano farlo, di inviare (alla mail ormai nota) una comunicazione precisa in relazione ai quattro punti sopraelencati. Altrimenti considero appunto annullati tutti gli impegni. GRAZIE.