La legge sul cosiddetto “consenso libero e attuale”, già approvata
all’unanimità alla Camera da tutte le forze politiche e bloccata in extremis al
Senato in Commissione Giustizia su iniziativa della leghista (comunque una
femminista di ferro) Giulia Bongiorno, sancisce la fine dell’oggettività della
legge, principio fondamentale al quale dovrebbe ispirarsi qualsiasi stato di
diritto. Questa legge, laddove fosse
approvata – cosa che a mio parere avverrà tra non molto tempo sia pure con
delle leggere modifiche che non ne intaccano la sostanza – consegna di fatto
gli uomini, tutti, alla benevolenza o al capriccio delle donne. Saranno queste
ultime a decidere se, quando e da chi hanno subìto molestie o violenze e spetterà
agli accusati dimostrare la loro innocenza (inversione dell’onere della prova).
Verrebbe, dunque, meno un altro principio fondamentale dello stato di diritto e
cioè la “probatio giuridica”, che stabilisce
l’obbligo di fornire le prove dei fatti a sostegno della tesi accusatoria nell’ambito
di un processo. Possiamo quindi ben dire che in tal caso saremo ufficialmente fuoriusciti
dallo stato di diritto per entrare in un’altra condizione, quella in cui si pone,
formalmente e di fatto, il genere maschile alla mercè di quello femminile. In
buona sostanza, ci troveremmo in uno stato assoluto.
Del resto, anche un autorevole magistrato come il Presidente
del Tribunale di Milano, Fabio Roia, con incredibile nonchalance, ha dichiarato
che (cito dal quotidiano La Repubblica) “Con
questa nuova legge dimostrare la volontà del rapporto sarà un problema degli
uomini. Se io fossi un pm davanti ad una
donna che mi dice di aver subìto violenza, la prova c’è già. Poi naturalmente
andrà valutata nel dibattimento. Diciamo che se l’uomo non è sicuro del
consenso della donna, farà meglio ad astenersi”. Il paradosso (magari ce ne fosse solo uno…) è
che se questo “principio” fosse esteso all’intero scibile, chiunque potrebbe
accusare chiunque altro di qualsiasi reato ed essere creduto sulla parola, solo
per il fatto che lo sta denunciando. In barba al vecchio Cesare Beccaria che viene
giustamente fatto studiare a scuola mentre la politica (la minuscola è d’obbligo)
sforna leggi liberticide gettando alle ortiche secoli di lotte e battaglie per
i diritti. A conferma di ciò l’approvazione del DDL sul femminicidio, diventato
ormai legge essendo stato votato all’unanimità anche alla Camera nello stesso
momento in cui si arenava in Commissione Giustizia al Senato la modifica del
609 bis (il “consenso libero e attuale). Sulle ragioni di questo slittamento rimando
alla nota a piè di pagina.*
Tornando a noi, nel momento in cui tale aberrazione giuridica
fosse approvata, la parola di un soggetto di sesso femminile sarà sufficiente
per stabilire la verità di un fatto, vero o presunto, perché con questa legge
una donna che volesse rovinare un uomo per le ragioni più disparate potrebbe
inventarsi qualsiasi cosa ed essere creduta, a prescindere, per definizione,
diciamo così. La sua testimonianza diventerà una prova, di più, un fatto
oggettivo, una verità che non ha necessità di alcuna indagine.
Viene a questo punto da chiedersi come potrà (se potrà) essere
stabilito questo “consenso libero e attuale” dal momento che “verba volant,
scripta manent”. Ogni uomo dovrebbe quindi munirsi di un contratto in forma
cartacea da far sottoscrivere alle donne con cui si approccia, anche molto
prima dell’eventuale evento sessuale, dal momento che in linea teorica anche un
apprezzamento o un tentativo di corteggiamento, magari giudicato maldestro,
ovviamente a insindacabile parere della donna destinataria delle sue attenzioni,
potrebbe essere percepito o considerato come un comportamento molesto o
violento. Ma in realtà neanche la carta scritta metterà al riparo gli uomini perché
anche quella firma potrebbe essere stata estorta con l’inganno, con la manipolazione
psicologica o subdolamente estorta approfittando del suo stato, vero, presunto
o inventato di sana pianta (tanto che cambia, se la parola di una donna è già
una prova?…) di alterazione da alcool
o droghe. Non solo. Una donna potrebbe anche firmare quel contratto ma cambiare
idea successivamente, durante lo stesso atto sessuale o anche a distanza di
anni, e naturalmente essere creduta anche in questo caso. Si potrebbe ovviare
con una telecamera fissata, che so, sulla fronte dell’uomo (tipo pila per fare
luce), che filma tutto ciò che accade, da quando si esce per andare a cena fino
alle possibili effusioni sessuali del post cena. Ma anche e soprattutto l’utilizzo
di una telecamera (ci sarebbe da ridere se non fosse una cosa purtroppo molto
seria…) potrebbe essere considerato come una forma di violenza perché, oltre a
violare la privacy, chi garantisce che quel girato non sarà invece utilizzato
per ragioni fraudolente (diffuso su canali porno o sui social ecc. )? Niente da fare. Bocciata anche questa.
Una possibile soluzione – si fa per dire – potrebbe essere
quella di darsi alla castità, ma neanche in questo caso si sarebbe al riparo, perché
una donna alla quale siamo antipatici potrebbe
sempre inventarsi di aver subìto violenza e naturalmente essere creduta anche
se non l’abbiamo sfiorata neanche col pensiero, dal momento che la sua parola
costituisce già una prova, anzi, la prova.
Che fare, dunque? Niente. Stando così le cose non è possibile
fare niente. Siamo in un regime assoluto, totalitario (si fa un gran parlare
del totalitarismo e spesso a sproposito; ecco, questo invece è un esempio
concreto) dove una parte della popolazione è oggettivamente consegnata nelle
mani dell’altra.
Se volessimo buttarla sull’ironia, tutto ciò, se non si
trattasse di un affare maledettamente serio, potrebbe fornire formidabili nonché
esilaranti spunti per delle gag di film comico-demenziali; penso ad alcuni
personaggi dei film di Carlo Verdone o, cambiando completamente genere, a
quelli di Woody Allen. Qualsiasi persona di buon senso, infatti, e anche
relativamente sana (non è ovviamente il caso della Boldrini che è stata l’ispiratrice
di questo provvedimento, e di tante altre come lei) sa perfettamente che quello
dell’erotismo e della seduzione è un terreno impossibile da normare,
caratterizzato da luci, ombre, ambiguità, detti e non detti, paradossi, controsensi,
comportamenti contraddittori, variabilità dell’umore, atteggiamenti palesi e ripensamenti
successivi, aperture a volte ardite e successive ritirate, provocazioni sfacciate
e repentine chiusure, verità e menzogne, che si mescolano assieme in quello che
viene appunto chiamato il “gioco” del corteggiamento. Per non parlare del sesso mercenario (mi
riferisco a quello volontario e consapevolmente praticato), al sesso “rubato”,
occasionale, che si fa nei bagni delle discoteche oppure nelle situazioni più
disparate, praticando l’autostop o negli appuntamenti al buio presi in una
chat. E che dire di quello che si fa nei club privè, oppure di quello sadomaso
che viene praticato solo in Italia da decine e decine di migliaia di persone e
da centinaia di associazioni “bondage” e “fem-dom? Chi e come si decide in
questi ultimi casi dove finisce il gioco erotico e inizia la violenza? Boldrini
e socie, di “sinistra” e di destra, vorrebbero regolamentare tutto ciò, che è
come pensare di contenere un oceano in un acquario, naturalmente
criminalizzando il genere maschile. A proposito, come ci si regola con i
soggetti “fluidi” biologicamente nati maschi che però si percepiscono femmine?
Vale la loro parola come prova oppure no?…
Ciò detto, qualora fosse approvata, vediamo quali saranno le inevitabili
conseguenze di questa oscena e criminale legge, dettata solo da ragioni
ideologiche (altrettanto criminali), sul breve-medio e sul lungo periodo.
Sul breve-medio periodo ci sarà un’impennata delle false denunce
nei confronti degli uomini, soprattutto nei casi di separazione, al fine di
ottenere vantaggi in sede giudiziale; avvocati e avvocatesse senza scrupoli si
scateneranno insieme alle loro assistite. Ma lo stesso avverrà in tutti gli
ambiti, a cominciare da quello lavorativo dove naturalmente alcune donne ne approfitteranno
per denunciare colleghi e soprattutto dirigenti
(o minacciando di farlo) per ottenere avanzamenti di carriera, vantaggi economici
o di altro genere. Con il tempo ci sarà un crescendo, che coinvolgerà potenzialmente
tutte e tutti. La paura di un possibile ricatto peserà psicologicamente su
tutti e aleggerà sempre in tutti i rapporti intercorrenti fra uomini e donne,
di qualsiasi genere essi siano, professionali, affettivi, amicali, sessuali. Questa
legge equivale ad una pistola con il colpo in canna puntata costantemente alla
tempia degli uomini che potrebbe in linea teorica sparare in qualsiasi momento.
Tutto ciò porterà sul medio-lungo periodo ad un inevitabile e ulteriore incancrenimento
della relazione fra donne e uomini,
dominata a quel punto dal sospetto e dal timore del ricatto. Una società come
la nostra, già devastata dalla competizione, dall’individualismo sfrenato, dalla
atomizzazione sociale, dalla logica del profitto e dalle pulsioni narcisistiche,
vedrà irrimediabilmente tramontare, ancor più di quanto non sia già ora, la
possibilità di avere relazioni affettive e sessuali realmente autentiche, non
importa che durino una settimana o una vita.
E’ evidente che siamo di fronte ad un salto di qualità con il
quale il femminismo, ormai ufficialmente ideologia dominante, cala la maschera
(l’aveva già calata da tempo in realtà…). L’obiettivo è paralizzare gli uomini
e metterli in una condizione di oggettiva sottomissione. In altri contesti lo avrei
definito uno stato di polizia, in questo caso potremmo parlare di “stato
fondato sul ricatto” o di “stato di genere”. Il risvolto ancor più paradossale
è che questa legge a dir poco liberticida e sessista nello stesso tempo, viene astutamente
presentata come una misura per proteggere le donne dalla violenza maschile, come
se fino al giorno prima della sua probabile promulgazione fosse stato lecito e
legale agire in modo violento nei confronti delle donne. “Finalmente!” ha esclamato
l’on Boldrini in Parlamento. Si tratta di un messaggio subdolo che, insieme al bombardamento
mediatico e manipolatorio a cui siamo sottoposti H24, riesce a penetrare nella
sfera interiore delle persone e che si fonda sul fatto che nessuno, ovviamente,
può essere ragionevolmente contrario alla prevenzione e alla repressione della
violenza sulle donne. E’ questa l’astuzia,
non della ragione, ma di una ideologia che non incontra ostacoli, la sola che
oggi nessuno, tranne pochi, forse animati da eroici furori, come diceva un tale
(che infatti ha pagato a al prezzo più caro la sua coerenza), osano apertamente
criticare.
- Le
ragioni per le quali la maggioranza di centrodestra in Commissione Giustizia ha
deciso di rinviare l’approvazione del testo di legge sul “consenso libero e
attuale” sono tutte di ordine politico.
La Lega è in competizione con gli altri partiti della maggioranza e in particolare con FdI e non perde occasione per smarcarsi o differenziarsi. Lo ha fatto e lo fa sia in politica estera che interna. E’ un comportamento del tutto usuale per quelle forze più radicali, a destra come a sinistra, che pur aderendo a coalizioni di governo, devono caratterizzare la loro azione politica marcando una certa autonomia rispetto alla coalizione di maggioranza alla quale appartengono, per non farsi fagocitare e per mantenere il consenso dei loro elettori che spesso sono riottosi, come è normale che sia, alle mediazioni che il loro partito si trova costretto a fare. Per di più nella Lega ci sono esponenti come Pillon e soprattutto Vannacci che della lotta al woke e al politicamente corretto hanno fatto la loro bandiera e probabilmente hanno già fatto una certa fatica a votare per l’approvazione del DDL sul femminicidio (se possibile, forse ancor più sessista, liberticida e incostituzionale della legge sul libero consenso), votare nello stesso momento anche quest’altro obbrobrio giuridico sarebbe stato troppo anche per loro. Probabilmente anche Giorgia Meloni ha preferito far slittare l’approvazione della legge sul libero consenso per non dare l’impressione di farsi dettare l’agenda dalla “sinistra”. La mia opinione è che l’approvazione di questa proposta di legge è soltanto rimandata, magari al prossimo 8 Marzo e con qualche leggero ritocco “tecnico” che consentirà a tutti di votarla.
Fonte foto: Agenzia Dire (da Google)