Il 30 Ottobre scorso la Corte di Appello di Bari ha assolto l’insegnante
elementare Daniela Casulli dalle accuse di pornografia minorile
e corruzione di minorenni per la quale in primo grado lo scorso anno era stata
condannata a sette anni e tre mesi, “perché il fatto non costituisce reato”.
La Casulli non sarebbe responsabile – e ne prendiamo atto
affidandoci in toto alla sentenza –
della diffusione di video hard in cui lei fa sesso con alcuni ragazzini e
non era consapevole di essere ripresa durante i suddetti incontri sessuali.
Secondo i giudici non ci sarebbe stata neanche corruzione di minorenni, e anche
di questo ne prendiamo atto.
La Casulli stessa ha pubblicamente dichiarato di aver fatto
sesso con minorenni sopra i 14 (quattordici) anni. In particolare, nella
trasmissione “Mattino Cinque” andata in onda alcuni giorni fa, ha dichiarato (l’ho
ascoltato con le mie orecchie) di aver fatto sesso con un ragazzino di 15
(quindici) anni che però era alto più di un metro e ottanta”. Come se l’altezza
garantisse o corrispondesse al grado di maturità di un ragazzino e il metro di
misura per decidere se è possibile fare sesso con lui o anche no. Ma lasciamo
stare…
Al “Fatto Quotidiano ha dichiarato che (riporto
testualmente):” Forse in quel periodo avevo la testa da ragazzina
e da adolescente – aggiunge – cosa che poi ho abbandonato totalmente. Non ho
più neanche nessun interesse o piacere ad avere contatti o chat con persone
molto giovani, provo un senso di fastidio.
Non per quello che è successo e per il processo ma perché sono maturata: un
ragazzo giovane mi sembra infantile e insignificante, ci sono arrivata
lentamente”.
E va bè, all’epoca aveva la testa da ragazzina, ma ora è
maturata, bisogna capirla…E va bè, meglio tardi che mai (ma molto meglio
stendere un velo pietoso…).
Ora, non voglio entrare – anche se sarebbe giusto farlo – nel
merito della questione, sia dal punto di vista morale che psicologico, perché è
una questione estremamente complessa e a dir poco delicata che richiederebbe un
analisi a parte. In questa sede mi limito solo a dire che i minorenni e le
minorenni, a prescindere, anche laddove fossero consenzienti, e ancor più se fossero
loro stessi/e ad intraprendere un gioco di seduzione con persone adulte (cosa
che a volte avviene, e chi per professione è a contatto con loro sa
perfettamente che questo può accadere e a volte accade) devono essere lasciati
in pace, salvaguardati ed eventualmente stoppati con autorevolezza e determinazione
proprio da quegli adulti che fossero oggetto delle loro attenzioni. Tornerò comunque
sul tema in un prossimo articolo che necessita di ben altro approfondimento.
Chiarito questo, la questione che voglio porre è un’altra. Se
al posto di una Daniela Casulli ci fosse stato un Daniele Casulli, se al posto
di una insegnante ci fosse stato un insegnante, come sarebbero andate le cose?
Il soggetto in questione sarebbe stato assolto? E anche se lo fosse stato dall’accusa
di diffusione di video pornografici lo sarebbe stato da quella di corruzione di
minorenni? Ho i miei dubbi, francamente, se non delle certezze.
E quale campagna mediatica si sarebbe scatenata prima ancora
della sentenza? E quale sarebbe stata la reazione dell’opinione pubblica, dei media,
della politica, qualora fosse stato assolto? E se avesse rilasciato le stesse
dichiarazioni a parti invertite, “Era una ragazzina di quindici anni ma molto
alta (e magari anche sensuale…)”, oppure “all’epoca avevo la testa da ragazzino”,
quali sarebbero state le reazioni?
Ciascuno/a, se vuole e se ha un briciolo di onestà intellettuale, si facesse qualche domanda e provasse anche a darsi delle risposte.
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