“Grazie OnlyFans che mi hai liberato (e arricchito)!”


Ascoltate cosa dice Luiza Munteanu, sex worker e/o pornostar (anche se lei non vuole essere definita in questo modo ma anche su Pornhub ci sono video con scene esplicite di sesso in cui lei è protagonista): https://www.instagram.com/reels/DWPCDL9CFGT/

Riporto testualmente un brevissimo stralcio del video: “Devo ringraziare questa persona perché mi ha affrancato dal lavoro dipendente…”.

La persona da lei ringraziata è Leopold Radvinsky, il capitalista ucraino-americano, fondatore e proprietario di OnlyFans scomparso pochi giorni fa. In effetti è vero, perché proprio grazie ad OnlyFans – spiega la signora Luiza – lei ha potuto affrancarsi dal lavoro dipendente e mettersi in proprio, cioè mostrare il suo corpo su OnlyFans e ricavarne profitto. Diciamo subito che non si tratta affatto di una sfruttata, al contrario – lo dice lei stessa – sfruttata lo era prima quando faceva un lavoro “normale” e anche qualificato ma come lavoratrice dipendente. Ora invece vende se stessa, la sua “immagine”, per dirla metaforicamente, e non lo fa per pochi spiccioli dal momento che ha anche potuto permettersi di mollare il precedente lavoro.     

Siamo di fronte ad un tipico esempio di “imprenditrice di se stessa” che utilizza la propria avvenenza fisica per fare quattrini e affrancarsi dal lavoro salariato. Ecco, forse ora, grazie a questo esempio vivente (in un certo senso la ringraziamo per la sua schiettezza), è più chiaro cosa intendiamo quando da queste pagine parliamo di “capitalismo assoluto”.  Luiza è consapevole di possedere un capitale e lo mette a frutto. Badate bene, ho parlato di capitale, non di merce. La merce in questo frangente sono in realtà gli uomini che la pagano per masturbarsi davanti al computer, e più pagano e più lei “offre”. Chi è il carnefice e chi la vittima in questo gioco? Luiza e quelle come lei (ormai molte) che mettono a reddito il proprio corpo o quelli che si fanno le seghe a pagamento davanti al pc mentre la osservano? A voler essere generosi, mi sento di dire che sono tutti e tutte degli alienati e delle alienate perché il sesso è una “cosa” che dovrebbe essere vissuta in modo spontaneo, giocoso e soprattutto libero da ogni forma di condizionamento, tanto più da ogni forma di mercificazione e auto mercificazione. Ma tant’è. Questo è il mondo in cui siamo oggi.

Ma già vedo l’obiezione. “La colpa è di quei maschi sciovinisti e protetti dal patriarcato che la oggettivano e la mercificano trattandola come un oggetto”. Eh no, mi dispiace ma le cose non stanno affatto così. Se la mettiamo su questo piano è caso mai lei che specula sul malessere, sul desiderio frustrato e sulle difficoltà di quegli uomini nel vivere una vita sessuale, perché soltanto chi ha difficoltà ad avere una vita sessuale relativamente sana arriva a mettere mano al portafogli per masturbarsi davanti ad un computer (e sai che gioia…). E a giudicare dai fatturati di OnlyFans e dal numero di quelle che lo utilizzano in tal senso, non sono neanche pochi. E qui si potrebbe aprire un dibattito infinito su cosa sia e come venga concepita e vissuta la sessualità nel contesto storico attuale, cioè, appunto, nella “società capitalista assoluta”, dove tutto diventa capitale e merce. Non solo le proprietà, gli immobili, le azioni, il conto in banca, il denaro contante, ma anche la visibilità pubblica, la sessualità e l’avvenenza fisica, per chi la possiede, ovviamente.

Ho letto (ma era scontato) che su OnlyFans la stragrande maggioranza di chi si “mostra” sessualmente (cioè investe il proprio capitale sessuale per trarne un utile) sono donne. E anche qui scatta immediatamente l’obiezione delle solite note e dei soliti noti: “Perché sono le donne ad essere mercificate!” Ma anche in questo caso le cose stanno in modo molto diverso rispetto a come le racconta la scontata filastrocca mainstream e femminista, perché è il possessore di capitale che mercifica e specula sul non possessore di capitale, e non viceversa. Tutt’al più possiamo dire che quelle donne che usufruiscono di OnlyFans per arricchirsi devono pagare la percentuale al padrone della piattaforma ma questa è la legge del mercato. Una cosa è certa: chi sborsa i quattrini e arricchisce quelle donne e naturalmente il proprietario o i proprietari (o le proprietarie) di OnlyFans sono quegli uomini che pagano per i loro “servizi”. E’ dal loro desiderio che viene estratto plusvalore.

E quindi è ora di sfatare un luogo comune. Chi paga per fare sesso nella grandissima parte dei casi lo fa perché non riesce – per le ragioni più disparate ma sostanzialmente tutte o quasi legate al fatto di non possedere alcuna forma di capitale e di peso specifico (condizione economica, status sociale, avvenenza fisica, visibilità pubblica, successo, fama) – a farlo “gratis”, cioè nella spontaneità, nella reciprocità, nella naturalezza, in quello che dovrebbe essere il libero gioco della sessualità. Del resto, immaginiamo di trovarci davanti a due ristoranti, dello stesso livello e qualità, in uno dei due si paga mentre nell’altro si mangia gratis. Chi opterebbe per quello a pagamento? La risposta è pleonastica. E chi paga per fare sesso, anche se apparentemente può sembrare paradossale ma non lo è affatto, sono proprio i più poveri, perché, come dicevo poc’anzi, chi dispone di capitale (nel senso più ampio del termine) non ha necessità di pagare perché gode di un peso specifico da mettere sul piatto della bilancia all’interno di una relazione che è stata sostanzialmente mercificata, psicologicamente e concettualmente, prima ancora che praticamente. I superficiali potranno pure accusarmi di cinismo o di voler ridurre la sessualità ad una sorta di contrattazione mercantile (il più delle volte non dichiarata) ma nei fatti la realtà è per lo più questa, anche quando non ce ne rendiamo conto, anche quando le cose vengono per forza di cose ammantate da romanticheria e sentimentalismo. Sia chiaro, non c’è necessariamente malafede in questo, stiamo parlando di una razionalità strumentale che è stata interiorizzata a livello profondo, subliminale, potremmo dire, e proprio questa capacità pervasiva è la grande potenza del sistema capitalista. Come poteva sfuggire a tutto ciò la sessualità? Impossibile. Doveva essere canalizzata entro i binari e le logiche della ragione strumentale capitalistica. Una sessualità lasciata autenticamente libera avrebbe lo stesso effetto per l’attuale sistema di una bomba a frammentazione fatta esplodere in una stanza piena di gente.

Ecco, Luiza e quelle come lei sono in perfetta sintonia, diciamo pure in simbiosi con il sistema capitalista, non a caso il ringraziamento all’appena scomparso fondatore e proprietario di OnlyFans. Lui ci ha messo l’idea e anche il capitale, e loro ci hanno messo il loro. In fondo OnlyFans rappresenta l’incontro fra possessori di capitale, sia pure di diversa natura ma la sostanza è la medesima, che stringono un accordo di mutuo vantaggio.

L’uccellino birichino mi suggerisce già che in tante/i mi risponderanno che anche tutto ciò è colpa del patriarcato…

Cosa è OnlyFans, il social senza censure

Fonte foto: Radio Sintony (da Google)

6 commenti per ““Grazie OnlyFans che mi hai liberato (e arricchito)!”

  1. Ciapapüras
    26 Marzo 2026 at 9:58

    Colpa del maschio tossico, ovviamente…da guitto quale sono, non ho mai compreso a fondo il punto di vista del movimento überfemminista sulla questione ‘mercificatrice’ del corpo femminile (industria pornografica, onlyfans, escort ecc…); c’ è chi condanna il tutto come orpello patriarcale e chi invece esalta la libertà sessuale di donne disinibite emancipate e pluriorgasmiche…ovviamente tutte d’ accordo (le femministe) sul massacro delle donne e bambine palestinesi ed iraniane, che sì, non diventeranno mai donne (vedi Minab), ma intanto, Deo gratias, hanno evitato la condanna del hijab…

  2. Paperoga
    26 Marzo 2026 at 10:12

    Visto il tema trattato, il riferimento all’uccellino birichino dell’ultima riga mi ha fatto fare una bella risata. :):):)

  3. Jack
    26 Marzo 2026 at 13:31

    Buon articolo, con tante cose buone ma altrettante pessime. Non voglio farla lunga perché ci sarebbe veramente da discutere a lungo, ma faccio notare una cosa. Se è vero che in regimi capitalisti la sessuofobia è una morale potentemente presente, la stessa sessuofobia era, ed è ancor più potentemente presente nei regimi comunisti. Non mi risulta che sotto Lenin, Stalin Mao Zedong e compagni vari ci fosse il regime del sesso libero a gogo.

    • Fabrizio Marchi
      26 Marzo 2026 at 14:47

      L’oggetto dell’articolo non era e non è il libero gioco sessuale nei paesi comunisti ma analizzare, sia pure in estrema sintesi, come è concepito e vissuto il sesso nel nostro contesto storico e sociale. Di sicuro nei paesi comunisti il sesso non era concepito e vissuto come lo è oggi nel mondo capitalista occidentale, con alcune eccezioni, ovviamente. Il tema poi non è la sessuofobia, che in quei paesi non c’era (c’era, tutt’al più, una certa morigeratezza dei costumi) ma, ripeto ancora, il fatto che anche e soprattutto la sfera sessuale è stata completamente pervasa dall’ideologia capitalista, la quale a sua volta si è incistata in alcuni aspetti dell’umano stesso che hanno favorito questa penetrazione. E anche qui mi fermo perchè sarebbe troppo lungo e complesso entrare nel merito qui. In ogni caso ho scritto molto su questi temi e gli ho dedicato anche un libro, oltre a centinaia di articoli.

      • Jack
        27 Marzo 2026 at 7:18

        concordo solo sul fatto che il discorso è lungo e complesso se pur molto interessante. Prendendo spunto dall’articolo ho pensato di ampliare il discorso anche al “mondo” comunista, che non è un altro mondo ma è strettamente legato al mondo Occidentale per una serie di motivi, anche se apparentemente, come sembra emergere dai tuoi discorsi, sembra essere un pianeta a parte, con una storia avulsa, ma in effetti non è così. Rimanendo sul tema specifico dell’articolo direi che è esattamente il contrario: non è il capitalismo cha ha invaso la sfera sessuale, è la sessuofobia che ha infettato le modalità del capitalismo e dei costumi Occidentali anche nel settore economico. OF non è altro che un salto tecnologico della prostituzione, che grazie alla tecnica si è espansa e utilizza nuovi canali di espansione, e la prostituzione è uno dei prodotti degeneri della sessuofobia.
        P.S. nei regime comunisti la repressione sessuale era feroce.

        • Fabrizio Marchi
          27 Marzo 2026 at 11:08

          “P.S. nei regime comunisti la repressione sessuale era feroce”. (Jack)
          Non è affatto vero. Ho viaggiato tra gli anni ’70 e ’80 nei paesi del blocco sovietico e non è affatto vero che la sessualità era repressa tanto meno in modo “feroce”, come tu hai detto. Balle. Erano paesi normalissimi sotto questo profilo. Certamente, non c’era neanche il clima da rivoluzione sessuale di tipo “sessantottino”, per capirci, e l’atteggiamento pubblico rispetto al sesso era un pò morigerato, ma nulla a che vedere con la presunta “feroce repressione” di cui parli tu. Peraltro parliamo di paesi dove l’influenza della Chiesa era minima (Polonia a parte). Poi che il mondo sovietico fosse legato a quello occidentale è vero in parte ma è un altro discorso ancora più complesso che non ho tempo di fare qui (si dovrebbe scrivere per settimane senza fermarsi). In ogni caso non ho mai detto che fosse un pianeta a parte. Lo hai detto tu supponendo il mio pensiero…Anche sulla sessuofobia il discorso sarebbe interminabile. Quasi tutte le società e quasi tutti i contesti sociali e culturali sono stati sessuofobici, perchè la sessualità è una energia potentissima che se lasciata galoppare liberamente costituirebbe un pericolo per l’ordine sociale dominante. Cambiano però, ovviamente, i parametri e i contenuti. Quindi io non penso che il capitalismo sia all’origine della sessuofobia o della repressione sessuale, penso soltanto che la sessualità sia incanalata entro binari diversi rispetto a come lo era o lo è rispetto a contesti sociali dominati ad esempio dalle religioni. Ma su questo ho scritto molto, come già ho detto. Quindi, mentre in sistemi dominati dalle religioni (o da aspetti di ordine etico e morale) la sessualità deve essere canalizzata entro determinati binari, nel sistema capitalista non può essere separata dalle logiche capitalistiche e dall’ideologia capitalista, nè potrebbe essere diversamente, altrimenti il sistema, in entrambi i casi, salterebbe per aria. La tecnica, che si sta innestando in un mondo dominato dal capitalismo, sta soltanto potenziando ulteriormente le dinamiche stesse del sistema capitalista, ma non è l’origine del problema. Dopo di che ci sono questioni di ordine antropologico e anche ontologico che stanno a monte che riguardano, ovviamente, la diversità fra i sessi, fra gli uomini e le donne, e sulle quali va ad innestarsi il capitalismo (e prima ancora, altri sistemi di dominio). Discorso ancora più lungo che ho affrontato anche in un paio di miei libri.

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