Per poter all’epoca essere politicamente sdoganato e candidarsi al governo del paese con Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, già segretario del MSI e in seguito di Alleanza Nazionale, si recò a Gerusalemme, indossò la kippa (il tradizionale copricapo ebraico) durante la visita al Museo dell’Olocausto e arrivò a dichiarare che “il fascismo è il male assoluto”. Per imbarcare i post-fascisti nella coalizione di centrodestra serviva il lasciapassare da parte di Israele e la rottura, da parte dello stesso Fini, con il suo passato politico.
Per le stesse finalità, anche se con diverse modalità, il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha dovuto riposizionarsi sul conflitto russo-ucraino, sostenendo che “Kiev va difesa (quindi, di fatto, continuando anche ad armarla), le sanzioni alla Russia non vanno tolte e naturalmente il gas e il petrolio russo non devono essere acquistati (il che significa continuare a comprare il gas dagli americani e da altri paesi pagandolo il doppio se non il triplo)”. Non è secondario, ovviamente, il fatto che abbia pronunciato queste parole alla convention di + Europa, cioè il partito più spudoratamente filo atlantista (e filo sionista) di tutto l’arco parlamentare. Si è trattato, anche in questo caso, di un passo necessario finalizzato al superamento dell’unico vero e sostanziale scoglio che gli impediva di andare ad una alleanza con il PD e con le altre forze politiche di centrosinistra (inclusi, a questo punto, anche Renzi, Calenda), il cosiddetto “campo largo”, in vista delle prossime elezioni politiche.
Ora potrà candidarsi alle primarie (da lui stesso immediatamente invocate subito dopo l’esito del referendum sulla giustizia) senza che nessuno possa porre nei suoi confronti nessuna sorta di veto, dal momento che l’ostacolo è stato rimosso. Siamo di fronte ad un mero esercizio di politicismo, di tattica, o tatticismo, spregiudicatezza politica, con la solita spruzzata di opportunismo (e di ambizione personale…).
Mi pare che non ci sia molto altro.
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