Lo sfruttamento dei sussunti nel
tempo del digitale assume nuove forme e formule. I lavoratori sono sfruttati
dal corpo medio e impalpabile degli algoritmi, i quali sono i sicari del potere.
Siamo dinanzi ad una perversa trinità gerarchica. In astratto si relazionano
tre forze: capitalismo digitale, tecnologie e asserviti. Le tre forze tra
spinte e frizioni si relazionano secondo un ordine che al momento vedono il
predominio dei capitalisti ma un giorno – è la nostra speranza – chissà… Non
si tratta di semplice speranza, ma di oggettive contraddizioni che potrebbero
riservare sorprese come nel 1917.
L’IA è definita dalle classi
dominanti “irreversibile” e, dunque, siamo dinanzi ad una nuova fase
dell’illuminismo borghese che non conosce limite alla propria utopistica potenza. La nuova religione dell’IA è il nuovo
dogma naturalizzato. Al pari delle eclissi di sole e di luna la classe egemone
rappresenta il mezzo che esso stessa idolatra, perché ripone in essa la
speranza di fuggire all’agonia dei mercati che si contraggono, alla penuria di
risorse e alla relativa competizione globale tra potentati per i mercati. Le
singole oligarchie sono entrate in una nuova fase di lotta per il dominio
digitale. Prima contraddizione. Si aprono possibilità per capire le cause delle
violenze sistemiche e con esse le oligarchie potrebbero indebolirsi.
L’IA è energivora, divora quantità
immense di energia e di acqua sia in fase di sperimentazione sia nel
raffreddamento dei database center. Seconda contraddizione. Il pianeta divorato
dallo sfruttamento deve ora confrontarsi con l’IA che smentisce la svolta green.
Ingegneri e tecnici producono gli
algoritmi, ma non sanno spiegare, talvolta, come si giunge al risultato finale
imprevedibile. Le relazioni tra i dati sono misteriose. In campo militare gli
automatismi decisionali potrebbero condurre a immensi disastri non voluti.
Terza contraddizione. Dominati dunque, lo siamo, ma da un apparato tecnico che
può rendersi autonomo dai suoi padroni e produrre feritoie digitali in cui i
sussunti potrebbero inserirsi per capire e sovvertire la gabbia digitale.
L’IA aggredisce le professioni
cognitive, ovvero le figure professionali della classe media. Esse sono sostituibili,
pertanto la proletarizzazione è ormai vicina e inesorabile. Solo i possessori
di competenze altissime potrebbero ingaggiare il loro corpo a corpo con la
macchina. Quarta contraddizione. I lavori manuali potrebbero, al momento,
sopravvivere all’interno di una cornice di precarietà. Classe media e precari
potrebbero allearsi nella lotta contro il nemico comune.
La politica non gestisce l’IA, essa
stessa è prona e serva dei signori del digitale. Il depopolamento è stato
avviato. L’individualismo edonistico, sfrenato e decerebrato è strumento per
contrarre le nascite. Si importano migranti, esercito dei lavoratori di
riserva, con cui abbassare i salari e spingere alla lotta orizzontale. Quinta
contraddizione. Migranti e precari potrebbero anch’essi allearsi per avanzare contro
il nemico comune.
Il dato inequivocabile è che siamo
impreparati dinanzi ad una rivoluzione transumanista guidata dall’alto. È una rivoluzione che rischia di aprire il tempo di una barbarie
senza fine in cui le macchine saranno il mezzo per far percepire i popoli
superflui e sostituibili. Un ricatto etico e antropologico con cui il dominio
di classe rischia di eternizzarsi con la violenza assoluta. Capitalismo
assoluto e violenza assoluta in tal modo realizzano una angosciante
corrispondenza.
Le contraddizioni si accumulano e si integrano, potrebbe arrivare il momento della rottura, ma ecco il dramma che potrebbe allungare la vita al capitale: non c’è l’alternativa, manca la progettualità teoretica e della prassi. Bisognerebbe abbandonare la fase della sola critica per spostare l’asse d’interesse sul confronto progettuale. Mentre tutto sembra immobile, si aprono possibilità dialettiche per le quali siamo ancora impreparati. Non conosciamo tutta la foresta dell’opposizione reale e, dunque, forse organizzazione e pensiero sono già fra di noi. A ciascuno la sua parte e il suo destino.
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