Mentre
la “sinistra
neoliberale”
chiede il riconoscimento della Palestina all’interno degli Accordi
di Abramo,
la destra aziendale è pronta a finanziare l’ennesima mattanza
pianificata da Netanyahu. Citando Stalin “entrambe
le scelte sono peggiori”,
ovvero rispondono alla medesima proiezione geopolitica: la
ricolonizzazione del mondo.
Il
governo israeliano-fascista sta pianificando l’invasione di Gaza;
un’operazione di “guerra
convenzionale” che,
per un esercito di guarnigione, andrebbe a configurare una rovinosa
disfatta militare. Più volte, proprio su “L’Interferenza”,
chi scrive ha spiegato che uccidere civili e distruggere ospedali non
rappresenta nessuna strategia militare, ma crimine. Israele
commetterà ancora molti crimini, ciononostante l’IDF
ha uno storico impressionante di disfatte avendo dismesso la “guerra
di terza generazione”,
basata sul controllo territoriale, per la “guerra
irregolare”
(es. la “guerra
cognitiva”).
Dall’altra parte suscitano scalpore le affermazioni deliranti dei
rabbini, i quali sciorinano un razzismo analogo storicamente alla
propaganda nazista. Non c’è nessuna involuzione, già nel 2019 il
“sionismo
religioso” riallacciò
i legami ideologici con l’hitlerismo lamentando l’abolizione
della schiavitù:
“L’abolizione
della schiavitù legale ha creato debolezze. Dio aiutando ritornerà.
I goyim (non ebrei) desidereranno essere nostri schiavi. Essere
schiavi degli ebrei è la miglior cosa. Essi devono essere schiavi.
Essi desiderano essere schiavi. Invece che girovagare nelle strade,
compiere insensatezze e litigare tra loro, la loro vita invece si
svolgerebbe in modo ordinato.” 1
Il
rabbino Giora Radler, durante una lezione intitolata “A
proposito dell’Olocausto”,
disse:
“La
logica nazista era giusta dal loro punto di vista. Dice Hitler che un
certo gruppo di persone nella società costituiscono il seme di ogni
calamità dell’umanità, che per tale causa tutta l’umanità
andrà nell’oblio, che essi nuocciono all’umanità e di
conseguenza devono venire sterminati” (Ibidem)
“”Hitler
è persona che ha più che mai ragione. In effetti ha ragione in ogni
parola che dice. É giusto nella sua ideologia che così si presenta:
“C’è un mondo maschile che si batte, pratica l’onore e la
fratellanza tra combattenti. E poi c’è il mondo molliccio, etico,
femminile che parla di “offrire l’altra guancia”. E noi
(nazisti) riteniamo che gli ebrei mandino avanti questi aspetti
cercando di viziare tutta l’umanità ed è per questo che loro sono
il vero nemico”. Così parla Hitler ed è corretto al 100%, a parte
il fatto che stava dalla parte sbagliata.”
La
verità sul sionismo è stata disvelata dalle parole d’una autorità
religiosa che, per quanto sociopatica, è perfettamente coerente con
sé stessa: Israele è una dittatura teocratica la quale, in nome
dalla costruzione d’una nuova Architettura
di potere,
coniuga la “reversione
atavica”
con l’ideologia transumanista di Davos. L’ebraicità, una forma
di proto-sionismo caratterizzata dalla “sacralizzazione” dei
legami di sangue, proietta anacronisticamente il tribalismo
nell’epoca storica del capitalismo
parassitario.
La dottrina dell’atavismo
di Lombroso c’aiuta a rileggere alcune dinamiche dello Stato
ebraico:
un fenomeno atavico-collettivo
che, attraverso il fanatismo dei rabbini (in realtà una variante
delle “psicosi
al potere”
descritte dal giornalista Jon Ronson), individua il “nemico
principale”
nell’umanesimo.
I
deliri sociopatici dei rabbini vengono, giustamente, contestati dalla
“sinistra
neoliberale”
nonostante ciò “se
Atene piange, Sparta non ride”:
l’integrità morale della “sinistra ebraica” è storicamente
compromessa. Leggiamo alcune frasi, la cui veridicità storica è
incontestabile, dei maggiori esponenti del laburismo-imperialista
israeliano (ne citerò soltanto quattro, per ragioni di spazio):
Noi dobbiamo
espellere gli arabi e prenderci i loro posti.
—
David Ben Gurion, 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford
University Press, 1985.
Dobbiamo usare il
terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre e
l’eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea
dalla sua popolazione araba.
—
David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore.
Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte,
New York 1978.
“Non esiste una
cosa come il popolo palestinese
Non è come se noi siamo venuti e
li abbiamo cacciati e preso il loro paese. Essi non esistono.
–Golda
Meir, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969.
“Come possiamo
restituire i territori occupati? Non c’è nessuno a cui
restituirli.
—
Golda Meir, 8 marzo 1969. 2
Se nessuno Stato ha
il diritto d’esistere in quanto Stato razzista, Israele non ha
nessuna legittimità storica. Il riconoscimento a catena dello Stato
di Palestina, configura un ennesimo problema: la Terra di Palestina
è, storicamente, una realtà storica plurale inserita in determinate
dinamiche geopolitiche 3.
Israele no; lo Stato sionista è un regime atavico, o meglio
rappresenta un buco nero per quanto concerne le scienze politiche
moderne. Tel Aviv, con cinismo e nell’indifferenza del giornalismo
lubrificato,
sta cercando di distruggere ¾ del pianeta.
Il
sionista-revisionista
Netanyahu vuole invadere Gaza, l’ennesimo crimine contro i Diritti
dell’Uomo. Tutto ciò dimostra soltanto un fattore criminologico:
Israele è “governata” da una banda di serial
killer.
Oggigiorno, il nemico del governo israeliano-fascista è l’idea
stessa di Civiltà.
https://www.infopal.it/frasi-celebri-sioniste/
A riguardo segnalo
quest’ottimo articolo di Maria Morigi, dove il “riconoscimento
della Palestina”,
la cui condizione è il disarmo della Resistenza, viene definito
correttamente “nuova
colonizzazione”.
Nessuna forza pacifista, ha il diritto di chiedere il disarmo delle
Resistenze antimperialiste, aspetto concernente la geopolitica
globale più volte ribadito da chi scrive proprio su questa testata.
Israele è un regime occupante, neocolonialista e razzista e, in
quanto tale, dev’essere sradicato.
https://comedonchisciotte.org/riconoscimento-della-palestina-o-nuova-colonizzazione/
Foto da Google