La fatwa del “marxista scientifico” Brancaccio contro i sovranisti reazionari e piccolo borghesi


Non sono entrato e non entro nel merito della polemica in corso da qualche settimana fra l’economista Emiliano Brancaccio e il filosofo Andrea Zhok – ampliatasi successivamente ad altri economisti e filosofi politici (fra cui il nostro amico Alessandro Visalli, autorevole saggista e filosofo politico, bollato sprezzantemente dal Brancaccio come “confusionario sovranista”) – perché non ho le competenze sufficienti in materia economica, e quindi mi guardo bene dal farlo. Del resto, fra tutti i saccenti i “tuttologi” se la battono con gli “specialisti”, fermo restando che la democrazia (come la dialettica), come uso dire, è il dialogo fra “ignoranti”. Se così non fosse al mondo avrebbe diritto ad esprimere la propria opinione soltanto lo 0,0001 per mille delle persone, forse, e solo nella materia di propria esclusiva competenza.

Non appartenendo né all’una né all’altra categoria, mi limito, comunque, a considerazioni di ordine esclusivamente umano sul “personaggio Brancaccio”, in base alla mia personale percezione, avendo letto tutti i post da lui scritti in risposta alle obiezioni e alle critiche sollevate dai suoi interlocutori (che in realtà lui non considera tali dal momento che si limita sostanzialmente ad insultarli) e diversi stralci, fra i più significativi, del suo “libro dei sogni”, “Libercomunismo”, estrapolati dagli articoli e dalle analisi dei suoi critici, in particolare quella di Visalli (che è entrato nel merito della materia economica, eccome… https://www.linterferenza.info/attpol/intorno-a-emiliano-brancaccio-e-il-libercomunismo/ ), che abbiamo anche pubblicato su L’Interferenza.

Brancaccio è un insopportabile spocchioso, saccente, arrogante(llo), pieno di sé, convinto di possedere quella scienza che gli ha consentito di capire come funziona l’universo e le leggi che lo governano. In realtà – sempre basandomi sugli stralci più significativi del suo libro che ho avuto modo di leggere – nel suo pensiero c’è molto meccanicismo, una buona dose di determinismo, molta, molta “scolastica” marxista buona per tutte le epoche e oltre ogni contesto, spazio e tempo, e infine tanta ideologia “sinistrista-postmodernista-femminista-lgbtqkiaechipiùnehapiùnemetta” appiccicata con il bostik alla sua costruzione ideologica (auto)avvalorata come scientifica. In altre parole è un libro con un sostanziale fondamento religioso, messianico, direi escatologico. Si tratta solo di lasciare che il capitalismo prosegua la sua corsa, anzi è bene lavorare affinchè questa sia la più celere possibile e priva di inciampi, perchè a quel punto all’apice di questo processo storico la rivoluzione proletaria mondiale non potrà che avvenire di fatto meccanicamente, e quindi inevitabilmente. Tutti coloro che nel frattempo in qualche modo si frappongono al suddetto inarrestabile processo magari rivendicando più garanzie, più protezione sociale, più stato, più applicazione della Costituzione (italiana, in questo caso), più sovranità nazionale (bestemmia!!!) da parte degli stati contro il libero scorrazzare del capitalismo transnazionale (e dell’imperialismo), sono dei piccolo borghesi reazionari, corporativi e rossobruni (cioè fascisti) che ostacolano le sorti magnifiche e progressive del processo storico che porteranno inevitabilmente al comunismo, cioè alla fine della storia. In fondo è facile, no? Avvertivamo da tempo, drammaticamente, la mancanza di qualcuno che ci portasse queste perle di novità e di ottimismo, non della volontà ma scientificamente fondate…

Ci vorranno millenni? Non importa, il “nostro” non ha fretta perché ciò che conta è elaborare una teoria critica talmente compatibile e innocua da non disturbare nessuno e che può consentirgli di conquistare quel posto al sole che tanto ritiene di meritare (“E che c…o, con tanti coglioni che fanno carriera, proprio io devo rimanere al palo?”…).

Brancaccio si dichiara comunista ma a mio parere della cultura comunista e socialista non ha nulla. Trasuda boria e alterigia da ogni poro e – sono sempre sensazioni, sia chiaro – a giudicare dall’insistenza e dalla veemenza con cui ripete a piè sospinto i nomi altisonanti del grande salotto della finanza mondiale con cui ha avuto modo di relazionarsi (non dovrebbe essere un particolare merito per un sedicente comunista ma tiremm innanz…) facendosene un vanto, la mia sensazione è che la sua vera e malcelata intenzione sia quella di far fare un salto “quantistico” alla sua carriera. Altro non c’è, a mio avviso.

Tutto già visto. Un tipico rappresentante di quella “sinistra” radicale e pseudo antagonista che ha contribuito a consegnare i ceti popolari alla destra. Prima ce ne liberiamo e meglio sarà per tutti noi, anche per il “processo storico”.

Emiliano Brancaccio (@emiliano.brancaccio.3) • Facebook

Fonte foto: da Facebook (Google)

9 commenti per “La fatwa del “marxista scientifico” Brancaccio contro i sovranisti reazionari e piccolo borghesi

  1. Federico Lovo
    11 Giugno 2026 at 17:25

    un Paese pieno di gente che per frequentare certi “salotti” si presta un po’ a tutto. Qualcosa di simile io l’ho notata anche dopo l’intervento russo in Ucraina del ’22, sedicenti radicali, eurasiatisti, analisti “obiettivi” e “pragmatici”… passare in fretta e furia con gli invasati “liberal” con l’elmetto in testa.

  2. Giovanni
    11 Giugno 2026 at 17:59

    Perfetto. Dritto al punto e senza giri di parole.

  3. Ciapapüras
    11 Giugno 2026 at 21:44

    Perdonatemi la brutalità e la semplificazione spiccia, ma Brancaccio mi pare essere entrato in una fase involutiva tipicamente ‘radical chic’….

  4. Giulio Bonali
    12 Giugno 2026 at 8:20

    Un “degno” successore per il fu-Tony Negri (da me, che sono un impenitente cattivista politicamente scorretto, non compianto per niente): in tempi di reazione e profonda decadenza intellettuale e morale tipicamente simili personaggi hanno modo di ritagliarsi gratificanti (per loro) siparietti mediatici e non di rado anche comodi strapuntini istituzionali (su questo staremo a vedere…).

    • Fabrizio Marchi
      12 Giugno 2026 at 8:39

      Vero. Come impostazione molto simile a Toni Negri.

  5. ndr60
    12 Giugno 2026 at 9:31

    Brancaccio è (era?) un economista di valore, importante appunto perché i marxisti sono stati poco per volta soppiantati dai seguaci di Friedman, coi risultati che sappiamo. Certo che se mette insieme marxismo e femminismo liberale, è segno che non ha capito nulla o, al contrario (come detto sopra), ha capito benissimo che l’unico modo di arrivare ai salotti di Vespa, Fazio & c. è quello 🙂

  6. a.p.
    12 Giugno 2026 at 11:02

    Ha ragione brancaccio: quando il sole si trasformerà in una Gigante Rossa, allora, ma solo allora si realizzerà il comunismo; ovviamente il suo, di certo non quello di Marx.
    Ovviamente il marxismo di brancaccio è già a livello di una nana bianca…….

  7. Lamberto Consani
    12 Giugno 2026 at 17:00

    Premesso che non ho una specifica e approfondita cononoscenza del personaggio in oggetto, Brancaccio, né della scienza di cui è specialista, l’economia, l’avevo sempre ritenuto un decoroso appartenente a quel mondo non allineato che, con diffusa e generica modalità classificatoria, si suol definire del “dissenso”.
    Ma perché si mette in testa di effettuare indebite incursioni in un mondo, quello marxista, sul quale non ha competenza e col quale non ha familiarità?
    Quel sia pur generico rispetto che avevo di lui mi è miseramente caduto.

  8. ARSENIO STABILE
    16 Giugno 2026 at 19:03

    Avrei varie cose da dire sui commenti che precedono, a mio modesto parere (specifico che di formazione sono un economista, ma di professione mi sono cimentato più con modelli econometrici in ambito accademico) è un pò poco esprimersi su Brancaccio in base alle sue reazioni nella disputa(un pò noiosa) con Zhock(il quale non è stato da meno), nonché sul suo libro divulgativo “Libercomunismo”. Per me il vero Brancaccio è nella produzione scientifica (non ortodossa e marxista) e su questo mi dispiace, purtroppo, molti, penso, per limiti legati alla provenienza di altri campi del sapere, non possono capire alcuni passaggi che sono davvero di stretto campo dell’economia per di più non quella ortodossa.

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