Hamas sta giustamente regolando i conti con le spie e i collaborazionisti (a stipendio) dello stato terrorista israeliano.
Quanto accade ora a Gaza è’ sempre accaduto in ogni frangente simile. Tutti i movimenti di resistenza che hanno combattuto contro una potenza occupante hanno prima o poi fatto i conti con i collaborazionisti. Credo che sia del tutto inutile portare degli esempi.
E allora perché ci si scandalizza in questo caso, o meglio si finge di scandalizzarsi?
Perché quelli di Hamas non ci piacciono, sono troppo, troppo musulmani, ci mettono paura con quei passamontagna neri calati sul volto e i mitra imbracciati e, soprattutto, sono troppo diversi da noi e dai nostri stereotipi su come dovrebbe essere un guerrigliero, magari un po’ più somigliante al partigiano Johnny o ancor meglio al Che (che Dio, l’Universo o Chi per loro l’abbiano in gloria) che piace a tutti, a sinistra ma in fondo anche a destra. Insomma troppo “brutti, sporchi e cattivi” per il nostro raffinato palato.
C’è poco da fare, siamo incorreggibili, perché siamo imbevuti della nostra occidentalissima autoreferenzialità, convinti, a destra come a “sinistra”, che noi siamo il centro del mondo. Ma non è così. E’ ora che cominciamo a farcene una ragione.
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