L’Europa dei capitalisti all’incasso
Nel 2024 i dipendenti della Ue avrebbero dovuto
incassare aumenti per l’8,5%. Ma la Commissione Europea
ridimensionò l’aumento al 7,3%,
con il conguaglio per il 2024 si è aggiunto l’ 1,2%. Per i 67.000 dipendenti della nuova
Versailles europea si tiene conto anche dell’inflazione. Gli aumenti riguarderanno anche i pensionati.
A palazzo Berlaymont un commesso guadagna 3.750 euro con i 110
dall’ultimo aumento. Per le posizioni di
“maggiore responsabilità” si arriva a 25.986 euro a cui bisogna aggiungere i 760 euro del
conguaglio. “A ciascuno il suo” per cui a Ursula von der Leyen saranno
corrisposti mille euro in più,
per un totale di 35.800 euro al mese. In Italia oltre la metà dei pensionati
vive con mille euro al mese. Se si possiede la casa di proprietà si sopravvive
e la vita sempre più grama fa aumentare depressioni e malattie. Se la casa è in
affitto è povertà fino all’indigenza. La Caritas è ormai frequentata
stabilmente dalla classe media. L’Europa dei diritti individuali “divora e
affama” e continua a chiedere riforme per le pensione, ovvero allungare il
tempo lavorativo e tagliare gli importi. La nuova servitù della gleba è tra di
noi. Nelle grandi città – ci abito – si assiste quotidianamente alla scena
straziante di vecchi consumati dal lavoro che raccolgono ortaggi e cibo dai
cassonetti dei rifiuti (Grazie Europa!). Nei mercati rionali a fine giornata si
presentano migranti, anziani e precari a raccogliere ciò che è rimasto. Si
raccoglie quanto caduto per terra e si compra la merce non venduta, spesso la
peggiore, di cui i venditori si liberano
a basso prezzo. Lo stipendio medio di un precario in Italia è di 800-1000 euro, ma può scendere
notevolmente tra i lavoratori “socialmente più fragili”, per cui si è
eternamente ricattati dal “padrone” e non si fanno figli. Non è solo la povertà
ad impedire la crescita demografica, ma la consapevolezza del grado di
sofferenza a cui i nuovi nati andrebbero incontro in una realtà di violenza
come la nostra.
La Versailles europea gronda di sangue e di lacrime. Si
spediscono armi in Ucraina e si privatizzano i servizi pubblici, pertanto il
capitale pone a disposizione i suoi mezzi e l’informazione per “il progetto
europeo”. L’Europa è il simbolo di un
capitalismo senza freni, senza etica e senza progettualità. È un’enorme macchina al servizio delle multinazionali che
assediano i suoi palazzi, mentre il popolo precipita in una realtà distopica
tra povertà, solitudine e guerra. La Versailles europea ha in odio la famiglia
e la comunità e punta solo sull’atomistica delle solitudini mascherata dalla logica
perversa dei soli diritti individuali, in cui comincia ad essere compresa anche
la morte di stato-europea. In tal modo La Versailles dei burocrati e delle
multinazionali europee può regnare, malgrado le palesi contraddizioni e le
complicità dei capitalisti nazionali. Il 16% degli europei è a rischio di
povertà e la fascia continua ad allargarsi. In Grecia si arriva al 35%. Se fosse
rimasta una briciola di parvenza etica, gli aumenti per i dipendenti europei
sarebbero stati congelati. Questi signori distanti dai popoli e dalla verità
continuano come dei dell’Olimpo a lanciare fulmini sugli ultimi conservando i
loro privilegi. I loro fulmini sono scariche che provocano tagli
al sociale e investimenti nelle industrie delle armi.
Se la storia è lotta di classe, i capitalisti e il loro servidorame la stanno vincendo con impudicizia. Ma nulla è per sempre, sta a noi preparare l’alternativa cominciando a pensare, malgrado le censure europee, che un’altra politica è possibile ed è necessaria. L’impossibile è possibile, perché il futuro è un campo aperto di possibilità di cui nessuno ha l’esclusiva. Il dato certo resta che a Versailles si continua a festeggiare, mentre le sperequazioni sociali aumentano e il futuro appare sempre più grigio.
Flags at half mast
Fonte foto: da Google