Con il consueto ritardo tipico di un giornalismo disabituato a fare notizia attraverso le fonti, studiando e documentando la lettura quotidiana della realtà, veniamo a conoscenza di un Piano Usa di ben 21 punti dedicato alla Palestina. ll piano propone campi “volontari” e “su larga scala” , in sostanza la cacciata dalla Striscia di gran parte della popolazione palestinese. Reuters già a inizio estate parlava di campi profughi per la popolazione palestinese, dentro e fuori la Striscia di Gaza impropriamente definiti “zone di transito umanitario” https://it.euronews.com/2025/07/07/gaza-chi-governera-la-striscia-il-giorno-dopo .
Il piano è noto da tempo, conosciuto dai paesi occidentali e non, prevede la sistematica espulsione dei palestinesi dalla loro terra, un grande progetto che va a coronare il disegno di espellere gli autoctoni dalla loro terra per favorire speculazioni immobiliari, l’insediamento di colonie e villaggi turistici sotto la pax israeliana.
Vediamo insieme i 21 punti aggiungendo qualche considerazione ma lasciando al lettore le opportune riflessioni
- Trasformare Gaza in un’area libera da “estremismo e terrorismo”.
Detto in altri termini Israele e gli Usa vogliono cancellare ogni
traccia della Resistenza palestinese imponendo una pax che poi
coinciderà con la espulsione degli autoctoni per non intralciare
progetti speculativi
- Ricostruire completamente la Striscia. In estrema sintesi si torna alla Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant di Tacitiana memoria
- Terminare la guerra appena le
due parti accettano, e fermare le operazioni militari israeliane con
l’inizio del ritiro graduale da Gaza. Non un piano di pace
negoziato con reciproci riconoscimenti ma una soluzione imposta e calata
dai vincitori con una sorta di pulizia etnica ai danni del popolo
palestinese
- Restituire tutti gli ostaggi vivi e i corpi dei morti entro 48 ore dall’accettazione pubblica dell’accordo da parte di Israele. Sono mesi che i familiari israeliani chiedono al loro Governo di adoperarsi per il recupero delle salme
- Rilasciare centinaia di
prigionieri palestinesi condannati all’ergastolo e oltre 1000 detenuti
dall’inizio della guerra, e consegnare i corpi di centinaia di
palestinesi. Nelle carceri
israliane sono detenuti migliaia di uomini e donne, molti minorenni, per
il fermo amministrativo, da anni privati della libertà senza una prova e
un regolare processo.
- Concedere un’amnistia condizionata ai membri di Hamas che desiderano partire.
- Far affluire aiuti a Gaza a un
ritmo di almeno 600 camion al giorno, con la riqualificazione delle
infrastrutture e l’ingresso di attrezzature per la rimozione delle
macerie. Da due anni i
rifornimenti alimentari sono fermati dall’Idf e dai coloni come ogni
altro aiuto umanitario, l’assenza di cibo, di elettricità e acqua
potabile è causa della morte di migliaia di civili
- Distribuire gli aiuti attraverso
le Nazioni Unite, la Mezzaluna Rossa e organizzazioni internazionali
neutrali senza l’interferenza di alcuna parte. Gli
stessi organismi internazionali ai quali è stata preclusa la
possibilità di portare aiuti concreti alla popolazione civile vengono
oggi invocati in qualità di soggetti e realtà preoposte agli aiuti
umanitari
- Gestire Gaza da parte di un
governo transitorio temporaneo di tecnocrati palestinesi sotto la
supervisione di un’autorità internazionale guidata da Washington in
collaborazione con partner arabi ed europei.La
impresentabile Autorità nazionale palestinese ormai largamente
minoritaria tra i palestinesi viene rimessa in gioco dopo essere stata
delegittimata dal popolo palestinese
- Creare un piano economico per la ricostruzione di Gaza.
- Creare una zona economica con tasse e dazi ridotti.
- Impedire lo spostamento forzato dei palestinesi. Una
autentica beffa se pensiamo che la Striscia di Gaza sarà nel frattempo
ridotta a macerie e la popolazione costretta a trovare riparo in altri
paesi
- Disarmare Hamas e impedirle di governare.
La democrazia occidentale che impartisce lezioni al mondo ma poi non
accetta la volontà dei popoli (Hamas alle elezioni sarebbe largamente
maggioritaria)
- Fornire garanzie di sicurezza da parte di stati regionali per garantire l’impegno di tutte le parti.
- Formare una forza di stabilità
internazionale temporanea guidata da americani e arabi per
supervisionare la sicurezza e addestrare la polizia locale.Ricordiamoci di quanto accaduto con le Guerre Usa e Nato e la pax americana negli ultimi lustri
- Ritiro graduale dell’esercito israeliano.
- Possibilità di attuare parzialmente il piano in caso di rifiuto di Hamas.
- Impegno di Israele a non effettuare attacchi in Qatar. (con i soldi delle petromonarchie sarà più facile applicare ed estendere gli Accordi di Abramo)
- Avviare programmi per smantellare il pensiero estremista.
- Preparare la strada per la creazione di uno Stato palestinese in futuro.
- Avviare un dialogo politico completo tra Israele e i palestinesi.
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