L’esercito del selfie


L’Etna erutta da otto giorni, in uno dei periodi dell’anno più impegnativi per il sistema aeroportuale della Sicilia e, in particolare, per Fontanarossa. Lo scalo catanese è interdetto ai voli fino a domani con ulteriore aggravio di lavoro per gli operatori e attesa per gli operatori turistici che nel momento massimo della stagione vedono sfumare gli sforzi di un anno intero. Per i lavoratori del settore l’attesa può diventare disoccupazione. Al momento si calcolano 24 mln di danni, ma questi ultimi, se il fenomeno eruttivo non dovesse scemare e se i venti non aiuteranno a dirigere diversamente la colonna di cenere potrebbero essere maggiori. Il settore è sotto pressione e la Sicilia è costretta a confrontarsi con non pochi disagi. Notoriamente il sistema ferroviario per giungere in Sicilia è obsoleto e gli spostamenti per via aerea sono scelti da non pochi turisti e lavoratori.

In questa difficile contingenza “geologica ed economica” le cronache riportano di “curiosi e turisti” che si avvicinano alle colate per scattarsi un selfie. Siamo dinanzi ad un ulteriore episodio che denuncia un pericoloso contrarsi della sensibilità sociale. Molti soffrono e iper-lavorano per sgombrare città e aeroporto dalla cenere, mentre non pochi si avvicendano lungo l’Etna per porre al centro il proprio ego che usa l’Etna per mostrarsi protagonisti dello spettacolo. Per l’esercito del selfie l’Etna è solo un mezzo per esaltare il proprio “io” da esporre sui social. L’intero universo è concentrato sull’ego e, pertanto, nessuna attenzione alle persone che vivono giorni difficili e nessuna osservazione meditata del vulcano che con la sua “forza magmatica” ci rammenta che siamo dinanzi al cosmo. L’Etna in eruzione rientra nella categoria estetica di “sublime dinamico” descritta da Kant. La natura con i suoi processi meccanici ci rammenta che potremmo essere spazzati via in un nonnulla, ma la dignità dell’essere umano, affermava il filosofo Kant, è nella sua capacità di pensare il fenomeno naturale che ci rammenta l’infinito. L’essere umano si umanizza nel pensiero che si apre all’infinito osservando con attenzione i fenomeni naturali.

L’esercito del selfie che assedia il vulcano, è simbolico del “primitivismo di massa” che impera nella nostra piccola Italia e mostra in modo lapalissiano il male che attanaglia le comunità: l’individualismo ipertrofico che coltiva l’immagine senza curarsi dei contesti.

Nella Critica del Giudizio di Kant il sublime è giudizio riflettente, perché il soggetto pensa ciò che ha già conosciuto e questo apre a dimensioni sconosciute e, specialmente, dimostra che la dignità dell’essere umano è nel “pensiero”. L’esercito del selfie che si arrampica verso le colate alla ricerca di uno scatto è sintomatico di una struttura economica e mediatica che in questi anni ha lavorato per desocializzare l’essere umano e isolarlo dalla natura e dalla comunità. L’esercito del selfie è una chiara manifestazione di solitudine e ricerca di eventi straordinari per ricevere un po’ di attenzione nei social, che tale non è.

Diletta Leotta posta una foto vicino all'Etna in eruzione. E si scatenano  le polemiche | Corriere.it

Fonte foto: Corriere della Sera (da Google)

1 commento per “L’esercito del selfie

  1. Piero
    17 Agosto 2026 at 15:00

    Il capitalismo contemporaneo — spesso definito capitalismo della sorveglianza o capitalismo digitale — trasforma un atto apparentemente spontaneo come scattarsi un selfie in una risorsa economica altamente redditizia attraverso diversi meccanismi di estrazione di valore.

    I Canali di Estrazione del Valore
    Estrazione di dati biometrici e addestramento AI: Ogni selfie caricato fornisce metadati (geolocalizzazione, orario, dispositivo) e dati biometrici grezzi. Questi pacchetti di dati servono a sfamare e perfezionare gli algoritmi di riconoscimento facciale e i modelli di intelligenza artificiale generativa.
    Economia dell’attenzione e pubblicità targettizzata: Il selfie è un carburante per l’engagement sui social media. Generando mi piace, commenti e condivisioni, trattiene gli utenti sulla piattaforma, aumentando il tempo di esposizione ad annunci pubblicitari profilati in base all’analisi visiva dello sfondo, dei vestiti o dello stato d’animo.
    Monetizzazione dell’identità e prosumerism: L’utente diventa contemporaneamente produttore e consumatore (prosumer). Genera contenuti a costo zero per le piattaforme (lavoro digitale non retribuito) e al contempo promuove uno stile di vita orientato al consumo di prodotti, cosmetici o esperienze turistiche.
    Mercatizzazione del sé (Self-Branding): Il selfie spinge l’individuo a gestirsi come un vero e proprio brand. Questo meccanismo alimenta interi settori industriali: dalle app di fotoritocco e filtri a pagamento, alla chirurgia estetica, fino al mercato dell’hardware (fotocamere frontali avanzate, ring light, aste da selfie).

    Se non stai pagando per il prodotto, allora il prodotto sei tu” — o, nel caso del selfie, la forza lavoro non retribuita è l’immagine stessa dell’utente.

    Insomma, una vanità femminile a cui tutti, maschi compresi, si devono assoggettare, pena l’esclusione dal mondo, oramai reso completamente merce.

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