L’estrema sinistra del capitale


Gli scontri a Bologna tra la polizia e la cosiddetta “sinistra antagonista” in seguito all’uccisione di Abderrahim Fakir, non potevano non sollevare il solito scontatissimo polverone mediatico, in particolare, ovviamente, da parte della destra o, meglio, del versante di destra del sistema politico-mediatico.

Tutto ciò al netto della legittima e comprensibile indignazione per l’uccisione di un uomo sostanzialmente inerme da parte di due poliziotti nel maldestro quanto violento tentativo di immobilizzarlo.

Al netto, come dicevo, della suddetta indignazione e anche della rabbia che suscita un omicidio (colposo o preterintenzionale? Sarà la magistratura a stabilirlo) commesso da uomini dello Stato, non posso non rilevare come questa prassi degli scontri con la polizia – al di là del frangente specifico – sia una sorta di rituale ormai consolidato da parte di queste frange della “sinistra radicale e antagonista”. Un rituale che si ripete sempre uguale, nelle stesse forme e modalità, da decenni, praticamente da quando è nata, da mezzo secolo a questa parte. In realtà, per essere un pochino più precisi, si tratta della risacca della risacca della sinistra extraparlamentare nata dopo il ’68 ed esauritasi alla fine degli anni ’70.

Lo scontro di piazza con la polizia, come dicevo, è un rituale, una sorta di liturgia con cui anche questo micromondo “antagonista” volutamente autoreferenziale e completamente avulso e separato dal tessuto sociale e dai ceti popolari, entra nella scena mediatica, né più e né meno. C’è molto estremismo e anche molto ribellismo giovanile in questi comportamenti che di politico hanno ben poco. Se lo avessero capirebbero che in tal modo non fanno che portare acqua con le orecchie a quel sistema dominante che dicono, a parole, di combattere, oltre ad essere sempre più isolati nella società e dalle masse popolari. Ma questo per loro non è un problema perché in realtà, anche se non lo ammettono esplicitamente, godono del loro isolamento e della loro autoreferenzialità. Del resto, al di là del loro avventurismo politico, è proprio il loro modo di essere, il loro costume, i loro atteggiamenti, la loro estetica, il loro modo di fare, di conciarsi, di esprimersi, di strillare, che li pone in una condizione di auto isolamento. Mao Tse Tung diceva che i comunisti stanno fra le masse come i pesci nuotano nell’acqua. Ecco, per questa “sinistra “centrosocialara” e “antagonista” è esattamente il contrario.

Ma la domanda da porsi è: questi sono veramente comunisti come sostengono di essere?

La mia risposta è molto semplice ed è NO. Questi con il movimento comunista storico, nel bene e nel male, non hanno nulla a che spartire; al contrario, anche se non ne sono consapevoli sono organici al sistema capitalista, neoliberale e neoliberista.  Vediamo perché.

Sono sostanzialmente degli anarcoidi, animati da una ideologia “libertaria”, fondamentalmente individualista, che considera ogni forma di vincolo come una forma di oppressione sociale e umana. Per questa stessa ragione sono anche profondamente antistatalisti. Lo Stato per loro non è un apparato politico, amministrativo e certamente anche militare da conquistare politicamente e da mettere al servizio degli interessi popolari e dei ceti subalterni ma soltanto un mostruoso Leviatano da abbattere, sempre e comunque, al di là della forma politica che può assumere lo Stato stesso, in direzione di cosa non è dato saperlo perché non lo sanno neanche loro né si pongono il problema. In tal senso, oltre ad essere antisocialisti, sono ovviamente anche antimarxisti e soprattutto antileninisti.

Sono conseguentemente “no border”, perché considerano ogni forma di limitazione come una forma di oppressione. Non si interrogano sul fatto che il socialismo è l’esatto contrario della libera circolazione di capitali, merci ed esseri umani (ridotti anch’essi a merce) che costituisce la struttura stessa del sistema capitalista. Per loro l’immigrazione diventa comunque un diritto a prescindere, per definizione, potremmo dire, anche se causata da una dolorosa condizione alla quale se si potesse ci si sottrarrebbe. Un governo autenticamente Socialista che necessariamente limitasse, sia pure parzialmente, la possibilità di emigrare in entrata o in uscita sarebbe da loro combattuto in quanto Stato oppressivo, repressivo e liberticida.

La loro filosofia è quella del vecchio famoso slogan sessantottino “vietato vietare”, del “libertarismo” tout court che finisce inevitabilmente per fare pendant con l’attuale forma storica del liberalismo, cioè il neoliberalismo. Sono naturalmente totalmente imbevuti di ideologia politicamente corretta, neofemminista, transfemminista, genderista e chi più ne ha più ne metta. La fluidità, in tutti i sensi, è il loro mantra.

Sono ovviamente anche dei dogmatici, sostanzialmente a-dialettici se non antidialettici. Per loro il sistema capitalista è comunque sovrapposto alla ideologia vetero borghese, al vecchio e ormai morto e sepolto (ma loro non se ne sono accorti o forse non possono accorgersene) “Dio, Patria e Famiglia”. Tuttora per loro la società capitalista occidentale è a dominio patriarcale, così come lo è sempre stata e sempre lo sarà. Per le stesse ragioni – cioè la totale assenza di dialettica – non riescono a capire le mutazioni storiche e quindi non riescono a comprendere l’essenza (il termine è improprio ma ci capiamo…) del capitalismo che, estrema ratio, è pura accumulazione in linea teorica infinita e illimitata di capitale, da raggiungere (o estorcere) con qualsiasi mezzo (politico, ideologico o manu militari) e in qualsiasi contesto storico e culturale.  Il capitalismo nella sua storia è stato razzista e antirazzista, liberale ed autoritario, liberaldemocratico e fascista, laico e confessionale, patriarcale e (oggi) femminista, di destra o di “sinistra”, sempre in base alle necessità e all’interesse del momento, in questa o quella determinata fase e contesto storico. Ma per loro il capitalismo è conservatore e tradizionalista per definizione, anche quando a bombardare per portare diritti civili e democrazia (e naturalmente togliere il velo alle donne, anche di quelle che non se lo vogliono togliere) sono gli USA dei democratici e progressisti Obama o Clinton o quando la Casa Bianca si illumina di arcobaleno durante il Pride (finanziato e sponsorizzato in tutto il mondo dal gotha della grande finanza e del grande capitale internazionale) e i bombardieri della RAF sfrecciano con i colori arcobaleno sopra il corteo che sfila festoso davanti a Buckingham Palace con la regina che dal balcone saluta i manifestanti.  

Naturalmente odiano profondamente i tre bastioni dei BRICS, cioè la Cina, la Russia e l’Iran. La prima viene considerata come l’incarnazione del Totalitarismo, la seconda e il terzo non ne parliamo neanche: rappresentano la sintesi del peggio del peggio della cultura patriarcale, dell’oscurantismo religioso e, manco a dirlo, dell’oppressione delle donne. In questo senso sono completamente intrisi di (cattivo) universalismo occidentale, cioè suprematismo anche se, pure in questo caso, non so quanto ne siano consapevoli (il che forse è anche peggio…). Tutto ciò in totale e assoluta sintonia se non in vera e propria simbiosi con la narrazione neoliberale dominante.

Sono altresì dei grandi sostenitori dell’“ideologia” dello “sballo” e dello “svacco”. I loro spazi – in linea di massima i centri sociali, con rare eccezioni – sono dei veri e propri templi del libero consumo di alcool e soprattutto di droghe di vario genere. La “cultura dello sballo” fa parte integrante del loro bagaglio. I centri sociali, contrariamente al nome che portano, sono dei luoghi sostanzialmente chiusi, come dicevo, e autoreferenziali. Se non si parla il loro linguaggio, se non si adottano le loro posture, se non ci si veste e non ci si relaziona secondo le loro modalità si resta esclusi.  Il risultato è, naturalmente, che la stragrande maggioranza delle persone “normali” (mi si passi il termine, per capirci…) ne sta alla larga (vagli a dare torto…).  Altro che comunisti che stanno fra le masse come i pesci nell’acqua…

In conclusione, mi si potrebbe obiettare: “Va bene, ma se in fondo sono così isolati e rappresentano una percentuale dello 0, rispetto alla popolazione totale, che te ne occupi a fare?”. Il problema è proprio questo, e cioè che è vero che rappresentano lo 0, ma i danni politici che producono sono enormemente superiori a quella percentuale, non foss’altro perché tanta gente pensa che quelli siano i comunisti, che quella roba lì – una miscela di freakketonismo di californiana memoria e di ribellismo anarcoide – sia il comunismo o il socialismo. Tutto ciò, al netto delle strumentalizzazioni politiche a cui si prestano con i loro comportamenti estremisti (che almeno non dessero fuoco ai cassonetti pubblici dell’immondizia quando inscenano le loro gazzarre) che vengono naturalmente enormemente ingigantiti ed enfatizzati dal sistema mediatico e politico.  

Possiamo, a ben ragione, definirli come l’estrema sinistra del capitale. L’estrema sinistra del sistema che parte dalla destra-destra di Vannacci e Rizzo, passa per il centrodestra di Meloni e Taiani, per il centro di Renzi, Calenda e Picierno, per il centrosinistra di Schlein e Fratoianni fino, appunto, alla “sinistra antagonista”, con qualche rara eccezione.

Continuano gli scontri a Bologna: è guerriglia urbana - Local Team

Fonte foto: Local Team (da Google)

23 commenti per “L’estrema sinistra del capitale

  1. Sergio Binazzi
    24 Luglio 2026 at 12:03

    Mi pare caro Marchi che tu esageri a giudicare questi giovani, io non credo siano privi di valori e ideali. Sono vittime di una società che non gli prospetta nulla se non dello sfruttamento. Sono pure vittime di tanti boriosi intellettuali che si sentono I veri comunisti rivoluzionari i quali riempiono di belle frasi la società ma che si sono sempre tenuti alla larga dai lavoratori poiché forse poco istruiti o sporchi di olio di fabbrica. Questa è la triste realtà, te lo dice un ex operaio che in 75 anni di vita ne ha sentite tante di chiacchiere ma che però nel suo piccolo ha dato tanto per gli oppressi.

    • Fabrizio Marchi
      24 Luglio 2026 at 16:01

      Ho 67 anni, quasi 68, conosco bene questa “sinistra radicale o antagonista” di cui ho fatto parte anche io in gioventù. Il grosso è composto da giovani di estrazione medio (a volte alto) o piccolo borghese, ma questa non è una colpa (anche perchè ormai il piccolo borghese e il proletario si confondono). La colpa è quella di perpetrare da più di mezzo secolo le stesse pratiche estremiste e velleitarie che arrecano solo danni. Sul piano ideologico ho già spiegato cosa ne penso nel mio articolo e non ci ritorno.

  2. Michele Martucci
    24 Luglio 2026 at 12:28

    Articolo molto ben scritto e condivisibile al 100%

  3. Andrea Vannini
    24 Luglio 2026 at 13:40

    “Sara’ la magistratura a stabilirlo” quante volte si é sentita questa affermazione pilatesca! Guai a sostenere apertamente che si e’ trattato di un assassinio (si: assassinio, uno dei tanti, oggi come ieri, nella storia della repubblica) da parte della polizia di stato, dello stato di polizia. Un omicidio all’ amerikana in una colonia amerikana. Ciò che indigna é che si usi questa tragica vicenda per attaccare con degli argomenti stereotipati chi, a proprio rischio e pericolo, ha scelto coraggiosamente di rispondere. Prima di una “certa” sinistra é la società capitalistica a essere antagonistica. Gli scontri con la polizia non sono nati nel’ 68 e neanche i morti assassinati dallo stato. L’ astio contro una “certa” sinistra sarebbe meglio destinarla contro lo stato. Oggi poi in presenza di una aperta fascistizzazione della quale i decreti sicurezza sono solo uno degli aspetti. A cosa giova creare uno stereotipo di chi si é scontrato con la polizia a Bologna per una polemica astiosa e degna di una migliore causa?

    • Fabrizio Marchi
      24 Luglio 2026 at 23:39

      La sinistra cosiddetta “antagonista, è soltanto, dal mio punto di vista, una protesi della “sinistra” liberale, in una sorta di gioco di matrioske, PD, AVS, PaP, sinistra antagonista. Sono altresì convinto che la crescita della destra-destra di Vannacci sia dovuta anche e soprattutto all’esistenza di questa “sinistra” liberal (più cespugli vari al seguito) organica ideologicamente e politicamente al capitale, e alla inesistenza di una grande forza Socialista, popolare e di classe. Mi dispiace ma io al gioco del turarsi il naso e di tornare a sostenere ancora una volta, per l’ennesima volta, l’attuale “sinistra” “californiana”, neoliberale, neoliberista, guerrafondaia, odiatrice seriale della Cina, della Russia, dell’Iran, imbevuta di ideologia politically correct che tanti danni ha fatto, non ci sto più. Stiamo sostenendo il progetto di Agorà, promosso da Angelo d’Orsi, con tutte le difficoltà e le incognite del caso, ma al di là di questo, con questa “sinistra” abbiamo chiuso. Il gruppuscolame pseudo antagonista è anch’esso inserito dentro questo gioco di matrioske e, come ho spiegato, è ideologicamente simbiotico al capitale, anche se non ne sono consapevoli e pensano di essere rivoluzionari solo perchè si conciano in un certo modo o tirano sampietrini alla polizia. Ciò detto, qui ci occupiamo di tutto, e tutto vuol dire TUTTO, e non facciamo sconti a nessuno, quindi neanche a questa “sinistra antagonista” o sedicente tale.
      Relativamente a quanto scritto e cioè che sarà la magistratura a stabilire se quello di Bologna è un omicidio colposo o pretereintenzionale, questo è appunto un fatto perchè non sarò certo io a stabilirlo. Dopo di che so benissimo e l’ho scritto anche in questo altro articolo https://www.linterferenza.info/editoriali/lo-stato-forte-con-i-deboli-e-debole-con-i-forti/ che lo Stato ha ucciso deliberatamente in tante occasioni. Ma questo è un altro discorso che esula dall’articolo in oggetto. La domanda è: tu condividi la mia analisi sulla “sinistra antagonista” oppure no? Se concordi, il tuo discorso non ha più senso, se invece non concordi lo ha ma a quel punto è ovvio che abbiamo punti di vista completamente diversi. Per me le destre e le attuali “sinistre” sono soltanto le facce di una stessa medaglia, cioè dello stesso sistema capitalista, neoliberale, neoliberista e imperialista. E mi pare di averlo spiegato sinteticamente ma con una certa dovizia di particolari. Se invece pensi che oggi il problema principale sia impedire alla destra di vincere le elezioni, allora non devi fare altro che turarti il naso, votare per il campo largo, tanto che voti per AVS, il M5S, il PD o anche PaP, è la stessa identica cosa. Il sottoscritto, e noi come giornale, siamo fuori da questa falsa dialettica in cui non solo non ci riconosciamo più ma riteniamo che sia ormai una trappola finalizzata proprio a polarizzare le persone dentro una finta dialettica che serve solo a legittimare il sistema e ad alimentare narrazioni orizzontali.

      • Sergio Binazzi
        25 Luglio 2026 at 11:25

        Caro Marchi ho letto le posizioni di Agorà ed ho letto pure quelle di potere al popolo, premettendo che io non voto più da alcuni anni poiché non intendo votare persone che non rappresentano le mie idee e rifiuto il voto utile, e mi pare che nessuna delle 2 abbia qualcosa in comune con gli schieramenti ufficiali ( destra e cosiddetta sinistra ) mi pare però azzardato sostenere che solo agorà sia la vera e unica alternativa al sistema fascista nel quale viviamo, dico questo poiché è tale il comportamento di entrambi gli schieramenti viste le loro reciproche simpatie per guerre,nato,repressione ecc. Di certo è che sono entrambi sottomessi agli usa e all’unione europea. Detto ciò per il potere attuale anche agorà diventa antagonista, se questo non è fascismo che cos’è?

    • Gennaro Varriale
      25 Luglio 2026 at 15:48

      ogni volta che la sinistra chiede alla magistratura di fare luce, vince la destra

  4. Giuseppe
    24 Luglio 2026 at 18:15

    Una lettura più onesta e chiara non poteva esistere. Una fazione che campa sul convincimento personale e collettivo di essere la parte buona a prescindere, e che è convinta di combattere il capitale solo perché mostrando un vaffanculo o un piercing sulla lingua ha contrastato il bacchettonismo borghese. Poi a fine manifestazione, con un bello zaino Invicta e delle scarpe di marca da Skate che costano almeno 80 euro, va al MC Donald felice di aver combattuto il capitalismo.

  5. maria
    24 Luglio 2026 at 21:35

    Salve Mi trovo molto d’accordo con il commento di Andrea

  6. Giulio Bonali
    25 Luglio 2026 at 8:34

    Spero che la magistratura non produca una sentenza iniqua per assolvere i delinquenti in divisa di cui trattasi (non sarebbe la prima volta).

    E non escluderei a priori l’ ipotesi dell’ omicidio volontario (neanche in questo caso sarebbe la prima volta).

    Darei ormai da gran tempo per scontato il fatto che nelle manifestazioni scomode per il potere immancabilmente:
    1 la polizia attacchi ingiustificatamente i manifestanti per provocare disordini che poi la stampa e la TV diligentemente attribuiscono ai manifestanti o comunque utilizzano per cercare di delegittimarli; e
    2 fra i manifestanti vi sia chi si presti a coadiuvare la polizia collaborando a questi immancabili disordini e provocazioni (idioti in buonafede; ma molto, molto idioti, se non hanno ancora capito come funziona la cosa dopo svariati decenni, e dunque si tratta di nemici del popolo assolutamente ingiustificabili e da combattere irriducibilmente; e/o complici o agenti infiltrati in perfetta malafede).
    Ma questo immancabile ricatto non può essere un buon motivo per non manifestare giustamente per buoni morivi, esercitando un elementare diritto costituzionale.
    Anche perché accade puntualissimamente in qualsiasi manifestazioni autenticamente popolare a democratica, anticapitalistica, antiimperialistica e non certo solo in quelle della psudosinistra più o mano genderista-femminista anarcoide, “libertaria” e “dirittoumanistica al servizio permanente effettivo di Monsieur le Capital.

  7. maria
    25 Luglio 2026 at 10:07

    Ci provo Forse sarebbe importante aprire una riflessione sull’incapacità ,in uno stato di emergenza epocale,ad unirsi su i semplici obiettivi comuni contro il governo
    Le complicità e l’asservimento a Israele , USA e alle ipocrite idiozie europee sono la causa prima di questo sfacelo e accompagnano da sempre la storia di questo Paese con il silenzio assenso della “sinistra “(al governo e fuori) e dei sindacati
    Quello che mi sconcerta è la mancanza di azione ,non saper concertare insieme azioni incisive non violente e non necessariamente di massa coinvolgendo le “meglio persone”,(giornalisti,accademici,sindacalisti,artisti) quelle che analizzano,scrivono .approfondiscono o raccolgono petizioni e che possono invece richiamare i molti Abbiamo bisogno di loro fisicamente per presidiare pacificamente e costantemente i luoghi del potere Visibilità , denuncia e coinvolgimento

  8. Piero
    25 Luglio 2026 at 10:53

    L’ambiguità di chi si proclama comunista non è di ora, degli aderenti alla sinistra rosa pallido dei Fratoianni e consorte, dei Rizzo con F.I.G.A. ( Fare Italia Grande Ancora). Bisogna andare parecchio indietro, ai Berlinguer che si sentiva sicuro sotto l’ombrello della NATO, dei Violante e dei D’Alema che assicuravano a Berlusconi, che mai avrebbero toccato le sue aziende, o alle COOP rosse gestite con i più puri principi del capitale.

    Mancando un Suslov, custode dell’ortodossia comunista, di questo, nell’Occidente, ci dobbiamo accontentare.

  9. Alessandro
    25 Luglio 2026 at 11:18

    Mi pare che ci sia poco o nulla da aggiungere. Se non il fatto che questi ragazzi e queste ragazze (sono un antico estimatore della biologia e dellla anatomia fisiologica per cui i sessi sono due e non quarantacinque) che vogliono spaccare il mondo quando gli danno la matita in mano vanno a mettere la crocetta su coloro che vogliono “sostenere l’Ucraina con tutti i mezzi” attraverso il riarmo guerrafondaio dei seguaci dell’Europa di Ventotene, togliendo risorse ai salari, alle pensioni, alla scuola e alla sanità. Più funzionali di così al totalitarismo neoliberale globalista di matrice anglosassone? Alla faccia dei “no global”.

  10. Enrico
    25 Luglio 2026 at 15:48

    D’accordissimo con Vannini

  11. Ros* lux
    25 Luglio 2026 at 16:41

    Tra i centrosocialini ci sono pure quelli che stanno contribuendo alla propaganda filopadronale del lavoro autonomo fittizio.
    A questa truffa hanno contribuito anche i falsi comunisti…I (post) autonomi ,quelli che lottano contro i cosiddetti femminicidi e il patriarcato insieme al regime di Sorelle d’Italia…Diffondendo la propaganda sul cosiddetto lavoro autonomo di seconda generazione (supercazzola) : mistificazione del lavoro di fatto subordinato retribuito a cottimo che ostacola ad esempio il riconoscimento dei riders/ciclofattorini come lavoratori subordinati ex art.2094 cc

    Alla base di questa tesi c’è il libro del 1997 di Bologna e Fumagalli ” Il lavoro autonomo di seconda generazione: scenari del postfordismo in Italia”,che qualifica i lavoratori subordinati di fatto retribuiti a COTTIMO come lavoratori autonomi di seconda generazione.
    Gli autori del libro (a partire da i cosiddetti fattorini/Pony Express) confondendo la prestazione di lavoro o manodopera ex art.2094 c.c. con la prestazione D’OPERA ex art 2222 c.c., definiscono il lavoratore di fatto subordinato retribuito a cottimo come lavoratore autonomo .

    https://www.infoaut.org/approfondimenti/cinquant-anni-di-storia-di-classe

    27 gennaio 2020
    L’importante è che quello che stiamo facendo non porti come risultato un pezzo di carta, ma faccia succedere qualcosa. Quando abbiamo scritto Il lavoro autonomo di seconda generazione, avevo chiaramente in testa questa cosa: «Deve succedere qualcosa. Voglio che queste cose alla fine diventino pratica concreta». Non sono stato certo io a fondare Acta, qualcuno ci era arrivato da solo: vuol dire che i tempi erano maturi, e io sono contento che ci sia una coerenza fra ciò che ho scritto e la pratica organizzativa. Allora sì che le cose che ho scritto hanno senso.

  12. ndr60
    25 Luglio 2026 at 18:41

    Condivido la critica al gruppuscolame della sx cosiddetta antagonista, però non capisco per quale motivo si inserisca Rizzo nella destra-destra contigua a Vannacci, quando il primo è tra i pochi ad avere avuto le idee chiarissime sia sull’Ucraina che sulla Nato che su USraele che sul femminismo liberale.

    • Andrea Vannini
      26 Luglio 2026 at 23:04

      “se mi dici con chi vai, ti dirò chi sei”. Essendo vannacci un fascista (traduzione di destra-destra) rizzo, oggi, altro non é che un complice dei fascisti (collaborazionista). Guai a farsi ingannare da una affermazione condivisibile: anche gli orologi rotti segnano l’ ora giusta 2 volte ogni giorno.

      • Fabrizio Marchi
        27 Luglio 2026 at 11:50

        Su questo concordo in toto.

      • ndr60
        28 Luglio 2026 at 11:06

        Semplicemente, mi pare strano che un vecchio arnese della politica come Rizzo sia passato armi e bagagli dall’altra parte, soprattutto dopo che per anni ha analizzato correttamente la situazione nazionale/internazionale: Vannacci gli ha fatto balenare una possibile poltrona? Visto che Rizzo non è un Giggino qualunque e che è evidente a chiunque che il generale è il classico gate-keeper , tutto ciò vale davvero un totale sputtanamento agli occhi di elettori/simpatizzanti? Mah…

  13. David Arboit
    25 Luglio 2026 at 18:53

    Fabrizio siamo coetanei e quindi conosco un po della storia della sinistra italiana. C’è chi ha scritto che sei stato troppo severo. Non sono d’accordo, forse troppo benevolo. Alla profonda ignoranza politica e al nichilismo anarcoide e relativista si aggiunge, probabilmente, non di rado, non possiamo escluderlo, la malafede: questi gruppi sono pieni, da sempre, di provocatori infiltrati e di gente a libro paga di qualcuno che forse risponde più o meno direttamente al Ministero dell’interno.

    • Ros* lux
      26 Luglio 2026 at 10:49

      Vero…Con il mio commento precedente ho messo in evidenza come tra i centrosocialini c’è chi sostiene le stesse tesi a sostegno del lavoro autonomo fittizio, delle società di Delivery e delle piattaforme digitali,dei loro uffici legali e addetti alla comunicazione.
      Una parte dei centrosocialini è arrivata a riconoscersi nella definizione da neolingua orwelliana di “imprenditori politici autonomi”….

  14. Andrea Vannini
    26 Luglio 2026 at 22:55

    Come era facile aspettarsi: quando di fronte a un assassinio poliziesco, si scrive un articolo che non sottolinea la drammaticità di ciò ma, scandalizzandosi per gli scontri che ne sono seguiti, si scaglia contro una generica sinistra antagonista, fornendone un identikit anacronistico e caricaturale, si ricevono poi fra i commenti degli autentici deliri. E della grande manifestazione notav di ieri? Della sua combattivita’? Cosa scriviamo?

    • Fabrizio Marchi
      27 Luglio 2026 at 11:49

      Come ripeto, ho soltanto preso spunto dagli scontri di Bologna per una riflessione sulla natura ideologica e politica di quella “sinistra” per me pseudo “antagonista” che è quella che ho descritto e che ribadisco. Forse anche tu ne fai parte ed è per questo che quella critica ti disturba tanto? Tutto ciò indipendentemente dall’omicidio di Fakir che naturalmente ho denunciato. Ripeto, ho solo preso spunto per una riflessione che va oltre la sua uccisione.
      Se tu difendi strenuamente quella “sinistra” antagonista vuol dire che non condividi la mia analisi, il che è ovviamente legittimo. Ma il punto è proprio quello. Io penso che quell’area politica, magari in larghissima parte inconsapevolmente, sia di fatto un avversario, perchè i contenuti che esprime sono a mio parere quelli che ho descritto nell’articolo. Credo che sia superfluo che li ripeta ancora, se non per dire che se quanto scrivo corrisponde al vero (e per me ovviamente sì…)quella “sinistra” lì è fondamentalmente antisocialista, antimaterialista, antidialettica, intrisa di ideologia neoliberale e politicamente corretta. Punto. O siamo d’accordo o non lo siamo. Se te la prendi tanto vuol dire che non concordiamo sull’analisi e per te quella “sinistra” lì è tutto sommato ancora valida. Per me no.
      E partendo da questa considerazione, dal momento che qui mi pare che non facciamo sconti a nessuno e non siamo teneri con nessuno, mi è sembrato e mi sembra giusto chiarire quale sia il nostro pensiero di quell’area politica.
      Dopo di che, qui il commento è libero e non abbiamo mai impedito a nessuno di esprimere la propria opinione. Cerchiamo di bannare solo in casi estremi dove e quando non è possibile fare altrimenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.