La presunta incursione russa con i droni in Polonia è occasione per soffiare sul fuoco della paura. L’unità europea minacciata da crisi economica e divergenze politiche ha trovato la sua soluzione temporanea: la paura. Il sistema impopolare e incapace di autonoma pospettiva può solo sopravvivere incentivando la paura per il nemico esterno. L’Europa è unita all’om L’Europa della paurabra del nemico russo che vorrebbe invaderla. Le ragioni non ci vengono svelate.
Ricetta antica, la paura come sistema di governo compensa il
vuoto progettuale e l’impopolarità del sistema europeo sempre più evidente.
Tutto è stato tradito dall’unione europea: la democrazia, la buona informazione
e la difesa dei diritti individuali e sociali. Il silenzio su Gaza è emblematico,
il genocidio è nel suo secondo anno, ma nulla accade. I “bombardamenti etici”
per i diritti violati sono stati ampiamente
utilizzati (Serbia, Iraq, Libia, Afghanistan, Siria ecc.) Gaza resta esente.
Due pesi e due misure, per cui l’Europa usa i diritti come strumento di
aggressione. Gli europei lo sanno e la contraddizione è evidente e ci
restituisce l’immagine della nostra realtà-verità. La paura è dunque la
soluzione per occultare contraddizioni e ingiustizie. Dopo l’incursione russa
in Polonia, sulla cui dinamica innumerevoli sono i dubbi tecnici, i difensori
della pace (da tradurre “fare la guerra”) sono intervenuti per alimentare la
paura. La prassi politica è servizio al popolo, per cui dovrebbe chiarire le
ragioni degli eventi per favorire il superamento di angosce collettive, le
quali, la storia lo dimostra, potrebbero condurre a soluzioni guerrafondaie. Il
potere antidemocratico da sempre le usa e le amplifica per irrigidire i fronti
di guerra. Il Premier polacco Donald Tusk si è appellato all’articolo IV della
NATO:
“Le Parti si
consulteranno ogni qualvolta, a giudizio di una di esse, l’integrità
territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una qualsiasi delle
Parti siano minacciate”.
La von der Leyen ha
tenuto il suo discorso sullo stato dell’unione (da notare l’uso del lessico
americano segno di sudditanza assoluta agli USA) nel quale ha dichiarato che
presto sarà approvato il diciannovesimo pacchetto di sanzioni. A ruota i capi
di Stato ci rammentano un clima simile al 1914. La politica tace, la paura
regna, in quanto il ciclo di produzione delle armi è omai l’unico modo con cui l’Europa segna la
sua presenza. L’economia di guerra prepara alla medesima.
Agli affari dei produttori delle armi corrisponde la logica della paura con cui si vuole far tacere ogni opposizione. L’Europa è solo uno spettro guerrafondaio che ha fatto della paura “arte di governo” per sopravvivere e sorvegliare i popoli europei.
Kaja Kallas and Ursula von der Leyen
Fonte foto: Eunews (da Google)