Lo spettacolo che sta mettendo in
scena l’establishment politico e mediatico europeo negli ultimi mesi sul tema del
rispetto delle regole e del diritto internazionale in contrapposizione alla
aggressività e al banditismo trumpiano, è qualcosa fra lo stupefacente e lo stucchevole
nello stesso tempo. Macron ha addirittura dichiarato di “rifiutare il nuovo
colonialismo e imperialismo americano”. Ascoltare un presidente francese che
accusa altri di colonialismo non ha termini di paragone; siamo alla pura
comicità. “Gli USA – ha soggiunto – si stanno liberando dalle regole
internazionali promosse non molto tempo fa”. E quali sarebbero queste
regole che prima gli Stati Uniti avrebbero rispettato e ora non rispettano più?
E quando mai la Francia, da sempre potenza colonialista per eccellenza, ha
rispettato queste presunte regole? E quando mai gli Stati Uniti – con qualsiasi
amministrazione – hanno rispettato le regole e il diritto internazionale?
Diciamo pure che ormai è stato
superato ogni limite alla decenza. Ci sarebbe da ridere se le cose non fossero
purtroppo molto serie.
I governi, e nel complesso tutte le
classi dirigenti europee, hanno servito e sostenuto gli USA in tutte le loro
guerre imperialiste, violato le regole e il diritto internazionale attaccando
stati sovrani, bombardando, occupando e affamando interi popoli con embarghi
criminali, hanno partecipato a guerre di aggressione e di saccheggio ipocritamente
camuffate come “guerre umanitarie per portare diritti e democrazia (e naturalmente
liberare le donne dal velo, e ci mancherebbe altro…)”, e ora, con la stessa
faccia tosta, inalberano la bandiera del rispetto del diritto internazionale.
Perché lo fanno? Perché sono stati
umiliati e messi in ginocchio dal padrone che, peraltro, hanno sempre servito
con estrema devozione. La differenza è che prima quel padrone dava l’impressione
di trattarli non proprio alla pari ma quasi, ora invece li tratta esplicitamente
e spudoratamente per quello che sono, cioè dei servi e degli inetti. E’ questo
che non riescono a sopportare ed è per questo che abbaiano alla luna
straparlando di diritti. Uno spettacolo patetico oltre che ipocrita. Del resto,
can che abbaia non morde. E con cosa, peraltro, potrebbe mai mordere? Sono
arrivati perfino ad inviare un manipolo di militari in Groenlandia. Roba da
ridere. Noi pensavamo che il massimo dell’umiliazione fosse l’aver fatto buon
viso di fronte al sabotaggio del gasdotto “North Stream 2” che permetteva il
rifornimento di gas dalla Russia alla Germania e da lì in tutta l’Europa, e poi
il conseguente obbligo di acquistarlo a prezzi triplicati dagli USA, ma ci
sbagliavamo. Erano abituati a prendere ordini da un padrone camuffato da
gentiluomo. Ora invece il padrone si mostra per quello che è, in tutta la sua
autenticità, un volgare, rozzo, arrogante e violento boss che tratta i governi e
i leader europei come degli scendiletto. Ben gli sta, verrebbe da dire, se non fosse
che ci andiamo di mezzo anche e soprattutto noi, cittadini e ceti popolari
europei, che saremo costretti a pagare il prezzo delle politiche imperialiste
dell’attuale amministrazione americana. Non che prima le cose andassero
diversamente però la postura di alcuni stati europei come potenze sub
imperialiste (comunque subordinate agli Stati Uniti), garantiva un margine di
profitto alle classi dirigenti europee e un qualche “sgocciolamento”, sia pure
residuale e funzionale al mantenimento della pace sociale, anche ai ceti
popolari. Ora è finito anche questo. Da qui la reazione frustrata di alcuni governi
e in generale di tutto il gotha dell’establishment europeo, naturalmente con alcune sfumature e
differenziazioni fra le quali non poteva non spiccare quella del governo
italiano, quello più vicino di tutti gli altri, Orban a parte ma conta poco, a
Trump.
Giorgia Meloni è quella che si
trova meglio nella posizione del cagnolino da salotto di Trump sia pure a
guinzaglio lungo, perché, ovviamente, a differenza degli altri leader europei
che prendevano ordini dall’ala liberal del capitalismo americano (dalla quale
continuano a prendere ordini), lei prima di andare al governo recitava la parte
della sovranista antieuropeista e simpatizzante di Trump (in questo e solo in questo
era sincera). Quest’ultimo, ovviamente, se lo ricorda e finge di trattarla
meglio degli altri, almeno formalmente, anche se nella sostanza non c’è nessuna
differenza, ma per salvare la faccia e continuare a servire va più che bene.
Al fine di mostrare una qualche
parvenza di autonomia dall’attuale inquilino della Casa Bianca la Meloni è
giunta addirittura a sfilarsi dal “Board of Peace” per Gaza sostenendo l’incompatibilità
fra lo statuto del “Board” e l’art. 11 della Costituzione italiana che prevede “la
partecipazione a organismi internazionali e la relativa limitazione di
sovranità solo
in “condizioni di parità con gli altri Stati”.
Qui siamo veramente alle comiche.
Il governo italiano ha continuato, direttamente o indirettamente, a finanziare
e a fornire di armi e munizioni sia l’Ucraina che soprattutto Israele, in
palese violazione dell’art. 11 della Costituzione, e però ora si sfila – a mio
modesto parere solo momentaneamente – dal “Board of Peace”, che poi null’altro
è se non il grande progetto di speculazione e spartizione della Striscia di
Gaza con relativa espulsione della popolazione palestinese. Perché lo fa? Perché
deve recitare il suo ruolo di mediatore fra il governo americano e quelli
europei. Sotto questo profilo non c’è dubbio che Meloni abbia imparato dalla
vecchia scuola “dorotea” e andreottiana, superandole, a mio avviso, in
spregiudicatezza ma senza lo stile e la “classe” dei vecchi democristiani; del
resto, non si può volere tutto dalla vita…
Ma non è finita perché, come si suol dire, “Show must go on”, lo spettacolo deve continuare e ne vedremo ancora delle belle. Si fa per dire, perché la situazione è drammatica e gli USA faranno di tutto per mantenere l’egemonia sul mondo, per quanto gli sarà possibile, costi quel che costi, e ostacolare il processo verso il multipolarismo. In questa che è una vera e propria controffensiva da parte dell’attuale amministrazione americana, l’Europa deve essere retrocessa da alleato, sia pure in posizione subalterna, a mero esecutore degli ordini da una parte e a finanziatore dell’economia statunitense sia attraverso l’acquisto più o meno forzato di energia, gas e armi, dazi o non dazi, sia continuando a finanziare il macroscopico debito americano attraverso l’acquisto di titoli del Tesoro USA da parte di fondi e banche europee. In altre parole siamo prigionieri degli USA. Il loro declino sarà il nostro declino. Ma su quale tavola della legge sta scritto che questo debba essere il nostro destino?
Fonte foto: Euronews.come (da Google)