Miseria e nobiltà


L’aspetto più miserevole nei commenti sul rapimento del Presidente del Venezuela Nicolas Maduro sono sicuramente le grida di giubilo degli adulatori che dir si voglia, siano politici, ministri, giornalai di regime, opinionisti o semplici tifosi che scorrazzano sul web sfoderando l’antico istinto represso anticomunista. Un corteo dantesco di leccapiedi, che il Sommo Poeta giustamente colloca nelle Malebolge dell’VIII Canto dell’Inferno, dove nella seconda bolgia sono collocati gli adulatori immersi nello sterco, il loro elemento.

Qui il Poeta vide

“gente attuffata in uno sterco che da li uman priva di parea mosso. E mentre ch’io là giù con l’occhio cerco, vidi un col capo sì di merda lordo, che non parea s’era laico o cherco.”

Questi adulatori lodano oggi Trump per aver fatto “giustizia” di un presunto dittatore che avrebbe immeserito e ridotto in schiavitù il popolo venezuelano, nonché arrichitosi come capo di una famigerata ed inesistente organizzazione di narcotrafficanti, El cartel de los soles, smentita pure dallo stesso Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Ma sono gli stessi che il giorno prima attaccavano lo stesso Trump per la sua politica di disimpegno, vera o presunta non importa, nei confronti della “gloriosa” ( sic!) resistenza patriottica del popolo ucraino contro i cattivi russi invasori, lasciando sola nella lotta l’UE di Von der Leyen e di Kallas, anch’esse lodate nel loro doveroso ed eroico compito di difendere e sostenere la “giusta” lotta contro tutto ciò che è russo o filorusso in nome della nostra libertà, anche a costo di sopprimerla se serve alla nobile, si fa per dire, causa.

Ce lo ricorda ad ogni piè sospinto il Capo dello Stato, che nostro compito inderogabile sarebbe quello di difendere la sovranità dei popoli contro gli invasori e le aggressioni esterne e che l’unica pace giusta sarebbe quella che riconosca il diritto del più debole contro quello del più forte, facendone derivare che è doveroso sostenere la agostiniana “guerra giusta” contro l’arroganza dei prepotenti. Peccato che in questo caso l’afflato guerriero del nostro Capo dello Stato contraddica la Costituzione che lui dovrebbe tutelare e contraddice pure il suo operato come ministro del governo D’Alema nella guerra di aggressione della NATO contro la Serbia. Aspettiamo ancora un sua parola di condanna dell’atto di pirateria contro Maduro compiuto dal governo statunitense e di attiva solidarietà con il popolo venezuelano aggredito e privato della sua legittima rappresentanza. Ma si da il caso che gli adulatori si contraddistinguono per una loro tipica caratteristica: servire il Potere, ovunque si trovi, rimanendo fedeli alla vocazione servile e coloniale che li contraddistingue. Fanno finta di lottare per i diritti di popoli oppressi quando coincidono con gli interessi del Padrone di turno o di sempre, mentre sostengono regimi dittatoriali o autocratici quando questo coincide con l’interesse supremo della nostra civiltà se minacciata dallo spettro del comunismo, dei bruti russi o del fondamentalismo islamico, quello cattivo però.

Non sfuggono a questa disperante disamina una schiera di opinionisti e intellettuali anche della sinistra liberal e non solo, quella per intenderci del “c’è un aggressore e un un aggredito” e del “nè con Putin, nè con la NATO” , che con un piede marcia per la pace e con l’altro inveisce contro il cattivo Putin e l’orso russo invasore. Tra queste file di doppiopesisti vanno rintracciati quelli che ieri deleggitimavano la rivoluzione bolivariana di Chávez e di Maduro, etichettata come populista ed autoritaria, che aveva il difetto di aver incluso nello stato rivoluzionario del Venezuela milioni di indigeni prima emarginati ed esclusi dallo spazio pubblico, dando loro dignità, cittadinanza e diritti, ed invisi però dalla borghesia compradora, spesso di origine coloniale ed europea, che si era arricchita nel commercio e nel traffico del petrolio privatizzato da governi fantoccio colonizzati. È da questi pulpiti che si sono levate le ipocrite grida di dolore sulla libertà perduta, ben rappresentati dal Guaidò di turno, e che oggi inneggiano alla libertà ritrovata e che sognano un nuovo governo “democratico ” eventualmente con l’improponibile premio Nobel Maria Corina Machado, governo che ripristini i diritti di predazione perduti, in sintonia con l’aspirazione yankee di ritornare in possesso del “loro” petrolio, ingiustamente espropriato dal governo autoritario venezuelano e altrettanto ingiustamente collocato in territorio venezuelano. Fanno pena poi i commenti innominabili di prestigiosi leader della defunta sinistra che danno dell’autoritario e del burocrate al Presidente Maduro, per bilanciare ipocritamente l’atto insostenibile del suo rapimento. Come a dire: sì, è inconcepibile il suo rapimento, però il suo era un regime autoritario! Che diamine!

Che dire? Sì può essere più ipocriti di così? Stiamo vivendo la fine e il tramonto della civiltà occidentale ed europea, e con essa di quel che resta della promessa di una redenzione delle classi oppresse e sfruttate che è stato il sogno infranto di oltre un secolo di lotte e di sacrifici di intere generazioni di generosi militanti del movimento socialista ed operaio italiano ed europeo. Fa senso assistere ancora oggi alla postura adulatoria di tanti ex dirigenti ed intellettuali di estrazione comunista che con il loro savoir faire e il loro potere mediatico si atteggiano a dispensatori di bonaria sapienza e saggezza, tutta presunta, mentre in realtà lucrano sui resti del banchetto proletario per alimentare la propria vanagloria. Da una parte la miseria del politico-intellettuale e dall’altra la nobiltà di un Maduro, lavoratore e sindacalista ai vertici di uno Stato sovrano.

Oggi più di ieri ha avuto ragione ed è stato più che lungimirante il giudizio di Costanzo Preve sugli intellettuali, presunti tali. Scriveva il buon Costanzo: “Gli intellettuali veri dicevano cose intelligenti che fanno riflettere, oggi si ascoltano solo scemenze, e nella maggior parte dei casi sono più stupidi delle persone comuni”.

Come dargli torto ?

2 commenti per “Miseria e nobiltà

  1. Ciapapüras
    8 Gennaio 2026 at 11:19

    È quello che mi chiedo pure io, (povero guitto con la licenza di terza media): come è possibile non indignarsi dinanzi a tali livelli di ‘doppiostandardismo’ ed ipocrisia al cubo…discutevo ieri con un amico laureato in scienze politiche sui recenti eventi venezuelani; quando gli ho esposto la mia visione indignata lui mi ha risposto angelicamente: “Sì, ma lo sai che Maduro è un dittatore?”…fine della discussione…

  2. Enza
    8 Gennaio 2026 at 18:55

    “Saranno anni difficili e pieni di sfide complicate. Proveremo a giocare un ruolo, anche come Italia. Ma se mi chiedete oggi un giudizio sulla vicenda Maduro non chiedetemi di essere triste: oggi il Venezuela è un Paese migliore di ieri. E speriamo che i ragazzi di Caracas oggi, come quelli di Teheran domani, possano tornare ad assaporare la libertà.. ”
    Questo il commento su X di Matteo Renzi dopo il blitz americano in Venezuela. Non aggiungo altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.