Le cronache riportano in questi giorni il numero dei
maturandi e i soliti servizi di cronaca sulle ansie della “notte prima degli
esami. Tutto è reso banale e “mediaticamente rassicurante”. Si chiacchiera del
nuovo esame di maturità e di tanto altro, ma nella pubblica discussione non è
presente la realtà e il presente già gravido delle future tempeste che si
avvicinano a passo spedito. I giovani
che si diplomano, e non solo, vanno incontro alla loro lotta e alla loro
missione etica e politica. L’ipercapitalismo si presenta a loro in forma
mediata e suadente nella forma dell’IA. L’intelligenza artificiale sarà la
trincea di lotta su cui, probabilmente, risorgerà dalle ceneri del liberismo la
coscienza di classe e di popolo. L’IA non è una semplice tecnologia, è la porta
che conduce alla sostituzione del lavoro. La tecnologia è mezzo per soddisfare
bisogni umani e pertanto è sotto il controllo, o dovrebbe esserlo, della
politica. Ed anche se non è politicamente gestita non riesce a minacciare
l’umanità in modo “assoluto”. Un mezzo si impara ad usarlo e a dosarlo. L’IA non
è un mezzo, perché ha la funzione di sostituire il lavoro o di contrarlo
enormemente. Si colpisce l’essere umano nella sua natura trasformativa e
lavorativa consapevole. Il lavoro non è solo l’atto di trasformare la natura,
ma è anche creatività e capacità di simbolizzare la realtà storica e sociale.
L’IA si nutre con l’inganno fraudolento delle
informazioni, delle immagini, dei testi e dei gesti che gli utenti immettono
nel sistema. L’IA offre a giovani e adulti un universo sconfinato a cui
attingere a piene mani informazioni e lavori cognitivi preconfezionati, in
realtà siamo dinanzi al più grande inganno del capitalismo. Siamo all’interno
di una nuova versione de L’Anticristo di Soloviev.
L’IA si presenta come ausilio per rendere più
facile e immediata l’esistenza. In realtà l’inganno è palese, non solo divora e
metabolizza le informazioni ad uso e consumo di potentati e oligarchie, ma
specialmente si sostituisce agli esseri umani. Studenti allevati e addestrati
al mito delle tecnologie e all’uso perpetuo già delegano compiti assegnati,
riassunti e ogni genere di operazione cognitiva all’IA. Il quoziente
intellettivo, l’autonomia e la creatività sono così minacciate vivamente. Il
mezzo gradualmente si sostituisce a loro e li usa.
Il capitalismo nella sua corsa verso
l’illimitato ha nell’IA la sua piena e concreta realizzazione. Lo sfruttamento
e la riduzione dell’essere umano a presenza superflua entrano capillarmente in
ogni gesto del quotidiano. Presto l’Anticristo tecnologico mostrerà il suo
volto meduseo. Il lavoro diventerà merce sempre più rara e la precarizzazione
sarà l’ordinaria disperazione dei lavoratori ricattati e sostituibili dall’IA.
Esseri umani contro IA, questa sarà la loro lotta e con essa assisteremo al
ricostituirsi del principio di realtà edulcorato dall’ipertrofia della realtà
virtuale.
I nostri maturandi dovranno confrontarsi con
tale verità storica, la quale è la loro-nostra storia. A noi che siamo in
questo tempo terribile che pare scorrere senza che nulla accada spetta il
compito di condurre i nostri giovani fuori dal “circo mediatico delle menzogne
e delle banalità” per informarli e renderli consapevoli dello scarto presente
tra l’IA e le tecnologie.
La lotta di classe potrà riprendere forma
nella lotta tra capitale e lavoro, poiché l’IA è il mezzo con cui le oligarchie
hanno avviato la battaglia finale contro i popoli. L’IA sarà, già lo è, il
mezzo con cui ricattare i lavoratori sostituibili dai programmi informatici.
Migrazione e IA sono gli eserciti di riserva con cui tacitare i lavoratori. Si
prepara una realtà di sofferenza.
La politica tace su tali temi, questo vuoto vampiresco dovrà essere sostituito dalla lotta di classe che, al momento, sembra realtà improbabile se non addirittura impossibile, ma senza di essa non c’è futuro. Di questo dobbiamo prendere atto. Studiare, informarsi, capire e comunicare è il primo gesto di consapevolezza che auguriamo ai nostri giovani che si sporgono verso il periglioso futuro. Difendere la loro e la nostra intelligenza dal grande tentatore è il nostro primo e imprescindibile gesto di libertà e di lotta. Congedarsi dalla chiacchiera e dal suo totalitarismo non è cosa semplice, ma non c’è scelta.
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