Populismo


Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, è invasa da 50000 migranti. La città di 80000 è sottoposta a un autentico assedio dall’interno. Il problema è europeo. L’Italia oscilla tra denatalità e importazione (termine improprio ma adeguato all’attuale condizione) dei migranti per compensare il depopolamento e forme inedite di autoritarismo verso i migranti. Sullo sfondo una nazione che ha scelto l’infantilizzazione edonistica e carrieristica delle nuove generazioni, ormai incapaci di pensare alla “nascita” e “all’impegno affettivo”. Sono state forgiate generazioni di arrampicatori sociali o aspiranti tali dediti alla competizione, ai tatuaggi e alle palestre. Non è moralismo, è un dato di fatto, anch’essi sono vittime di un sistema padronale, sono stati privati del senso profondo del vivere. Sono dei depressi fragili e alla ricerca di emozioni forti per “sentire di esistere” in un mondo in cui regna il “niente”. Su tale disastro antropologico e politico la questione di Ceuta mostra la verità della politica e della realtà italiana ed europea. Decine di migliaia di uomini hanno raggiunto Ceuta dopo ore di nuoto. Uomini motivati a lottare e a resistere. Gli europei e gli italiani non possono che guardare con inquietudine esseri umani tanto resilienti, usiamo il termine, resilienti, che tanto piace al politicamente corretto-corrotto. Una politica mediocre e bieca non spiega le ragioni profonde di tale assedio. Ceuta e Melilla enclavi spagnole sono rivendicate dal Marocco, la loro posizione è strategica. La questione del Sahara occidentale è, poi, un contenzioso mai risolto tra Spagna e Marocco. Sahara occidentale dove abbondano fosfati, ferro e potenziali risorse energetiche marine. Tutto tace e non si spiegano le ragioni profonde della crisi di Ceuta. Si alzano in volo solo roboanti affermazioni il cui obiettivo sono le prossime elezioni. A destra, mentre il PD complice è in religioso silenzio, il Presidente del Consiglio per competere con Vannacci fa appello a misure di “salvaguardia nazionale”. I migranti arrivano a Ceuta per poi scegliere altre mete. Molti non restano in Spagna. Si fa appello solo a misure repressive. All’autoritarismo imperiale di Vannacci si risponde con la sospensione di Schengen e con dichiarazioni mediatiche di stampo elettorale. Se la sinistra andasse al governo, dicono, saremmo come Ceuta… Nel 2025 in Italia ci sono stati 355.000 nati e 652.000 decessi con un saldo di 296000 unità. Dinanzi a questi numeri, ancora una volta, si tace e si prosegue verso la denatalità. Nessuna politica reale per favorire “la vita” e nessun cambio di paradigma culturale si intravede all’orizzonte.

Nessuna gestione realistica della migrazione, dunque, essa è lasciata sostanzialmente a provvedimenti estemporanei e gestita senza una reale progettualità politica a lungo termine. Siamo alla fine di una civiltà, a un passo dalla barbarie e ogni uomo e ogni donna di buona volontà sono chiamati ad impegnarsi per evitare la tragica fine di una civiltà. I “mondi terminano”, ma nel futuro non si intravede il sorgere di nessuna nuova civiltà, solo il capitale sembra imperare lordato di sangue, sudore e colpi di cannone.

Immagine da Google

5 commenti per “Populismo

  1. Piero
    3 Agosto 2026 at 11:57

    Oramai il mondo è stato reso sempre più simile (ma si potrebbe anche dire uguale) ad un mercato finanziario, dove domina il continuo oscillare dei prezzi (stati della politica ridotta a spettacolo), a beneficio degli speculatori, professionisti del settore.

    Il settore finanziario guadagna sulle oscillazioni dei mercati (volatilità) attraverso la speculazione al ribasso, l’arbitraggio, l’effetto leva, le commissioni di intermediazione e l’attività di market making.

    Qualche spunto di parallelismo tra i meccanismi finanziari e le dinamiche della geopolitica mondiale a mostrare come la gestione del potere internazionale segua le stesse regole matematiche e strategiche dei mercati.

    Volatilità (Oscillazioni dei mercati)

    In finanza indica l’incertezza e la rapidità di variazione dei prezzi.

    Equivalente politico: Rappresenta le crisi geopolitiche improvvise, i cambi di regime, i vuoti di potere o le escalation militari instabili. Un mondo a bassa volatilità è caratterizzato da alleanze stabili e trattati rispettati; un mondo ad alta volatilità vede il crollo repentino di storici equilibri diplomatici

    Speculazione al ribasso

    È il profitto generato scommettendo sul fallimento o sul declino di un asset.

    Equivalente politico: Si traduce nelle strategie di destabilizzazione e “guerra ibrida”. Stati avversari o gruppi di pressione scommettono sul collasso economico, politico o sociale di un paese nemico. Finanziare l’opposizione interna, lanciare campagne di disinformazione o esacerbare le rivolte interne significa fare “short selling” sulla stabilità di quel governo per trarne un vantaggio geopolitico.

    Arbitraggio

    Sfrutta microscopiche discrepanze di prezzo tra mercati diversi per ottenere un guadagno sicuro.

    Equivalente politico: Corrisponde al doppiogiochismo diplomatico o al pragmatismo delle “potenze medie” (es. Turchia, India). Questi paesi sfruttano le incongruenze e i disallineamenti tra i grandi blocchi per negoziare vantaggi con entrambi, acquistando risorse energetiche da uno e vendendo supporto strategico all’altro.

    Effetto Leva

    Utilizzare capitale prestato per moltiplicare l’impatto di un investimento economico.

    Equivalente politico: È l’uso dei Proxy War (guerre per procura) e delle alleanze asimmetriche. Piccoli Stati o gruppi di insorti utilizzano il supporto militare, logistico ed economico di superpotenze globali per esercitare un’influenza bellica infinitamente superiore alle loro reali capacità strutturali, amplificando l’impatto geopolitico locale

    Commissioni di Intermediazione

    Il costo fisso trattenuto dai broker per garantire l’esecuzione di una transazione.

    Equivalente politico: Rappresenta il pedaggio diplomatico ed economico richiesto dai paesi di transito obbligato o dai mediatori di pace. Gli Stati che controllano stretti marittimi strategici (es. Canale di Suez) o che si offrono come territori neutrali per i negoziati (es. Svizzera) incassano una “commissione” in termini di rilevanza politica, aiuti finanziari o tutele di sicurezza.

    Attività di Market Making

    Il market maker fornisce costantemente liquidità al mercato, ponendosi come controparte in ogni transazione e stabilizzando gli scambi.

    Equivalente politico: È il ruolo dei Garanti dell’Ordine Mondiale o delle istituzioni sovranazionali (es. ONU, NATO, FMI). Le superpotenze egemoni agiscono da “market maker della sicurezza”: stabiliscono le regole del gioco, assorbono gli shock geopolitici e intervengono militarmente o economicamente per evitare che il sistema internazionale collassi, guadagnando in cambio un controllo egemonico globale.

    Tutto è merce, tutto ha un prezzo

  2. Ros* lux
    3 Agosto 2026 at 18:13

    La convergenza tra la premier neofemminista socialdemocratica danese e FDI Meloni contro il Governo Socialista Spagnolo e’ una conferma ulteriore della complementarità tra identitarismo razzista e identitarismo neofemminista…la falsa sinistra che ha sostituito la classe con il genere.

    • Piero
      4 Agosto 2026 at 10:45

      Quando un marxista (o erede di tale pensiero), entra in Parlamento (quindi segue la logica della democrazia liberale), entra a far parte del comitato di affari della borghesia, dovendo comportarsi secondo regole di democrazia liberale.

      Se intende rappresentare le istanze del proletariato (quindi la classe operaia), lo fa fino a che tale categoria esiste o è chiaro chi ne faccia parte.

      Quando tale categoria (proletariato) perde di influenza (innovazione tecnologica, quindi per esempio, automazione, anche antropomorfa, riscrittura DNA, ibridazione essere umano macchina), i casi sono due: 1) esce dalla logica della democrazia borghese 2) si adatta di conseguenza (tengono famiglia anche i marxisti o presunti tale).

      Mi sembra che la scelta sia stata adattarsi.

      Quindi, non essendoci più un proletariato, come identificato dal pensiero marxiano (ad esempio chi sarà il possessore dei mezzi di produzione nell’ibridazione umano/macchina?), deve trovare argomenti che giustifichino il proprio modo di essere dentro tale logica.

      Ecco come l’identità razzista e identità neo femminista, si congiungono.

  3. Giulio larosa
    4 Agosto 2026 at 6:57

    La nuova civiltà è già sorta in estremo oriente. Non è il socialismo ma è infinitamente superiore a questo cesso di mondo occidentale. Consiglio la visione di una canzone pop rock molto bella dei cinesi go east! Ce ne sono molte versioni in cinese quella nata x prima quella in inglese con il fricchettone 60enne quella cin i lavoratori scozzesi ecc.. così vi rendete conto della situazione reale in cui siamo finiti. Onore a cina e vietnam Malesia!

  4. Giulio Bonali
    5 Agosto 2026 at 7:25

    Non mi sembra che alcuno, nemmeno in sede satirica abbia suggerito al governo socialdemocratico spagnolo (certo, meno peggio delle due destre italiane, sincera e sedicente “””sinistra””” e “””antifascista”, ma ci vuole ben poco!) una soluzione immediata, assolutamente non violenta e a costo zero per la “crisi di Ceuta” (ovvio, certe cose nella “””civile””” Europa sono indicibili!):
    restituire al Marocco que lembo di Africa indebitamente colonizzato.
    Immediatamente i migranti ivi approdati si ritroverebbero in Marocco senza colpo ferire e senza scendere un centesimo!

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