Se otto ore vi sembran poche…


Se otto ore vi sembran poche,

provate voi a lavorare

e troverete la differenza

di lavorar e di comandar.

E noi faremo come la Russia

chi non lavora non mangerà;

e quei vigliacchi di quei signori

andranno loro a lavorar.

Le nostre madri ce l’hanno detto

che sulla camera c’era scritto

che sulla camera c’era scritto

che noi vogliamo la libertà

Il canto anonimo è del 1906 e cadenzò le lotte per le otto ore lavorative nel 1921/ 1922.

In Grecia il governo conservatore ha approvato la legge che consente ai lavoratori di aderire liberamente per 37 giorni l’anno alla richiesta dei padroni di lavorare per 13 ore con aumento del 40% del salario “in quei giorni”. Siamo ben oltre le otto ore, siamo ad uno stadio di regressione oscena, solo durante la Prima rivoluzione industriale la giornata lavorativa oscillava tra le 13 e le 15 ore, anche in quei casi i lavoratori si offrivano “liberamente alle richieste dei padroni”.

I lavoratori sono ricattabili, oggi più che mai, poichè il mercato del lavoro è assediato dall’IA e i lavoratori sono sostituibili, e l’esercito industriale di riserva (i migranti) serve a far sentire la pressione dei padroni sui lavoratori; in questa cornice i lavoratori (tutti, autoctoni e immigrati) sono fragili e ricattabili. I padroni potranno chiedere e ottenere le 13 ore e molto di più dai dominati. Cosa resta di un uomo dopo 13 ore di lavoro? Nulla, è solo un fascio di muscoli senz’anima. Nell’Europa dei diritti individuali i lavoratori non sono persone ma mezzi da usurare. Le sinistre  si sono dedicate in questi decenni alla difesa dei soli diritti individuali, sono corresponsabili di tale deriva, hanno preso la forma del sistema fino a diventare “sistema”.

Il provvedimento greco è probabilmente l’apripista di una nuova stagione di attacchi ai diritti sociali e ai lavoratori. In Italia l’età pensionabile si avvia verso i settant’anni nel silenzio generale. L’Europa liberale ha liberalizzato solo lo sfruttamento. Il pericolo è grande, ma ora che la verità è dinanzi a noi e il lavoro si avvia a diventare supplizio quotidiano, spetta ai lavoratori ricostruire le organizzazioni e i partiti di lotta per difendere i diritti offesi. I media nazionali tacciono sulle proteste greche e sulla legge greca che non potrà che far aumentare non solo lo sfruttamento ma anche gli infortuni sul lavoro e le morti bianche. 

Si sta giocando con la vita dei lavoratori. Immaginiamoci un lavoratore che svolge un lavoro manuale, dopo 8, 9, 10 ore la sua capacità di attenzione non può che abbassarsi irrimediabilmente con le conseguenze che già conosciamo. Uniamo a questo l’età avanzata dei lavoratori, non è difficile comprendere che si tratta di una legge che reintroduce la schiavitù in Europa.

Fonte foto: Il Secolo XIX (da Google)

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