Teresa Mannino e le formiche tagliafoglie

Anche se ci chiudessimo dentro casa per quattro giorni e spegnessimo tutto, televisore, cellulare, computer e quant’altro, l’eco della superkermesse nazionale in grado di concentrare l’attenzione di tutto il paese arriverebbe comunque in qualche modo alle nostre orecchie. Massacro in Palestina, guerra in Ucraina, agricoltori in rivolta contro l’UE? Tutto per il momento archiviato perché il Belpaese è incollato davanti alla tv a vedere il Festival di Sanremo. E va bè, ci sta, è anche giusto concedersi un po’ di svago, io personalmente non riesco a vederlo neanche per mezzo secondo (il solo vedere Amadeus mi fa venire l’orticaria, peggio di lui soltanto Floris e Fabio Fazio…) ma degustibus non disputandum est, come si suol dire, e ci mancherebbe altro.

Dedicherò alla kermesse un altro articolo in cui approfondirò alcuni aspetti perché, a mio parere, rispetto alle edizioni degli ultimi anni ci sono delle novità su cui riflettere con attenzione.

Per ora mi limito a segnalare l’immancabile monologo femminista (leggi sessista e antimaschile) questa volta inscenato da Teresa Mannino, la quale ad un certo momento comincia a tessere l’elogio delle formiche tagliafoglie la cui struttura sociale interna si fonda sulla totale marginalizzazione dei maschi che servono soltanto a fecondare quando serve. A capo della società delle formiche tagliafoglie – ha spiegato – c’è naturalmente una regina che decide quando i maschi devono essere chiamati per assolvere a quella che  è la loro unica e sola funzione. E’ per questo – ha soggiunto – che quella società funziona tanto bene da centocinquanta milioni di anni fra l’altro rispettando l’ecosistema. E giù applausi, ovviamente, di tutta la sala – zeppa peraltro di vip – perfettamente ammaestrata, allineata e coperta.

C’è ben poco altro da aggiungere se non l’invito a capovolgere le cose. A parti invertite, se un uomo, sul palcoscenico di Sanremo, si fosse prodotto in una simile performance sostenendo che in una società ideale – a capo della quale deve esserci un re, è scontato – le donne dovrebbero essere adibite alla sola funzione procreativa e al limite sessuale, cosa sarebbe accaduto (peraltro giustamente, aggiungo io…)?

Il monologo di Teresa Mannino a Sanremo 2024: "Finta superiorità uomo sulla  natura, abbiamo perso la misura"

Fonte foto: da Google

 

 

3 commenti per “Teresa Mannino e le formiche tagliafoglie

  1. Giovanni
    9 febbraio 2024 at 18:10

    Le cose le possiamo capovolgere anche sotto un altro aspetto.

    Se usando sempre il paragone con le formiche vista la loro alta organizzazione sostenessimo la superiorità della pianificazione economica rispetto all’anarchia di mercato (che poi in fondo non è neppure tanto anarchia ma dominio dei potenti) ti strillerebbero comuniiiista, comuniiiista, vuoi l’unione sovieeetica.

    Scommetto che in questo caso saprebbero pure dire che il paragone con gli insetti è del tutto spiantato, ma ovviamente come tutte le argomentazioni spiantate va bene solo quando piace a €$$i.

    (e doveva pure controbilanciare le affermazioni fatte sull’america, un grossolano cerchiobottismo)

  2. Piero
    9 febbraio 2024 at 20:08

    Mannino ha anche detto che il nostro paese è una colonia americana…poi ha lisciato il pelo alla narrazione femminista.

    Dice quello per cui la pagano di più… e’ una donna di spettacolo e tutto oggi è spettacolo…

    Anche i comunisti, dopo la caduta dell’URSS, si sono riciclati nello spettacolo ( ma forse anche prima, quando promettevano il paradiso socialista in terra, al calduccio della democrazia borghese) dimenticando quello che diceva il tizio con la barba.

  3. 12 febbraio 2024 at 19:05

    Le tagliafoglie mi hanno sempre suscitato un grande fascino.
    E’ vero che usano le foglie per coltivare i funghi e i funghi che coltivano non crescono in nessuna parte del mondo se non nei loro formicai. Li tramandano da formicaio a formicaio da milioni di anni e a seconda della specie possono coltivare specie differenti di fungo. Le curiosità di questi piccoli esseri non si fermano alla coltivazione dei funghi ma sono veramente tutte da scoprire. Ad esempio le colonie sono formate da milioni di individui e si muovono e agiscono come un unico grande organismo. Un po’ come le singole cellule del nostro corpo umano.

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