Una profezia che si compie


La distruzione della ragione nell’attacco al maschile. Giacomo Rotoli intervista Rino Della Vecchia e Fabrizio Marchi.

2 commenti per “Una profezia che si compie

  1. Giulio Bonali
    2 Luglio 2026 at 7:29

    Ottime considerazioni.
    Che non coltivano illusioni e non cercano impossibili scorciatoie che inevitabilmente conducono al peggio, ma guardano giustamente in faccia l’ abisso in cui siamo precipitati come premessa indispensabile per poter pensare di uscirne (auspicabilmente, senza certezze, inevitabilmente a fatica e non certo a breve).
    Oltre al caso di La Valle (che ricordo per una ben diversa lucidità su altre questioni) ho iniziato a leggere Solo il socialismo ci salverà di Cremaschi, fra i pochi politici con un minimo di soggettiva consapevolezza dello stato di cose presenti, e constato che anche lui sulla grande mistificazione femminista é completamente succube dell’ ideologia dominante,

    • Fabrizio Marchi
      2 Luglio 2026 at 13:00

      Quando si affronta il tema del femminismo e della questione di genere tutti, anche i migliori (e Cremaschi non lo è senz’altro, per come la vedo io…) cascano e ripetono le solite scontatissime banalità. Vale per filosofi, intellettuali, teorici della complessità, tutti, senza nessuna esclusione. Costanzo Preve è stato il primo a criticare il femminismo, poi dopo molto tempo anche Carlo Formenti e il nostro amico Alessandro Visalli hanno elaborato una critica al femminismo ma senza andare in profondità. Noi siamo stati gli unici (e non lo dico per farcene un vanto ma perchè, purtroppo, e sottolineo purtroppo, è la verità), siamo stati gli unici ad elaborare una teorica critica compiuta del femminismo. Nel nostro libro “Per un nuovo pensiero strategico” abbiamo dedicato un capitolo intero su quattro alla critica al femminismo, con importanti contributi di Antonio Martone, Andrea Zhok, Armando Ermini, Giacomo Rotoli, Yasmina Pani, oltre naturalmente al sottoscritto.
      La forza del femminismo non è nell’analisi nè tanto meno nella logica (che in un confronto dialettico si squaglierebbe come neve al sole tanto è debole…), ma nella sua capacità di condizionare (e di paralizzare) a livello psicologico. Pressochè tutti, con rare eccezioni (ma fortunatamente sempre più numerose), ne sono vittime.

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