Vannacci, l’ultima trovata del “sistema”


Gli articoli e i media continuano a riportare le dichiarazioni di Vannacci. Giornaliste devote alla religione liberal e giornalisti “atei devoti alla religione del capitale” e alla ricerca di notorietà e del “caso” continuano a fargli uno spot perpetuo, mentre scorre lo squallore della politica nazionale. Gli oligarchi e il servidorame afferente litigano come se vivessero in un vicolo del centro storico del Sud tra verità, menzogne e minacce.  Mentre lo spettacolo va in onda in ogni ora del giorno, si è aggiunta la rottura tra Marco Rizzo e Toscano e in tale querelle si inabissa DSP e si vocifera di un avvicinamento tra Vannacci e Rizzo. Ancora una volta Vannacci è al centro e i media hanno trovato il caso di cui chiacchierare nel salotto dei media infiltrante come il ”male del secolo”. Forse di Vannacci si parla troppo, e dedicando al personaggio articoli infiniti si cade nella trappola mediatica della cattiva politica tesa a manipolare e non certo ad informare.

Vannacci è organico al sistema, è un liberista di ferro che usa la solita solfa della difesa dell’identità italiana e della sicurezza per porsi come alternativa. Abbiamo visto tale operazione già in altri casi. Il trasformismo dei falsi ribelli e delle false alternative è sempre eguale: parole di fuoco contro il sistema e poi in Parlamento ci si adegua. Forse dovremmo uscire dalla trappola che ci induce a sostenere tali individualità funzionali e organiche al sistema non dando ad essi un risalto mediatico eccessivo per evitare l’indiretto sostegno, malgrado l’intenzione degli scriventi, alla popolarità di tali figure.

Mi sovviene in mente un intervento di Virgilia D’Andrea, anarchica e comunista abruzzese, che in un articolo su Umanità Nova del 18 agosto 1921 a proposito dei “ribelli aspiranti al Parlamento” scriveva:

“Il parlamentarismo è la cocaina politica. Deprime lo spirito, accascia le forze, devia il pensiero, ristagna l’azione. Ogni qualvolta un rivoluzionario ha salito le scale di Montecitorio ne è disceso fiaccato e inerte: ha preso i sentieri tortuosi dell’adattamento, ha abbandonato i remi e si è lasciato trascinare dal reflusso dell’onda. (…) Il parlamentarismo è il deprimente specifico del pensiero, è lo stupefacente della lotta politica e i parlamentari sono mammiferi di lusso che, come quelle signore, possono brillare ma non possono più nulla dare di forte e di sano, più nulla ricostruire di nobile e grande, più nulla promettere per mantenere, perché  irretati sono da una tela di ragno che si fa sempre più stretta e più salda e dalla quale non si può sfuggire perché tessuta e di calcoli e di compromessi, di transazioni di concessioni, di calcoli, di dedizioni”.

Vannacci non è certo un rivoluzionario, e la storia degli ultimi anni ci ha dimostrato la verità di quanto scriveva Virgilia D’Andrea. Forse dovremmo concentrarci maggiormente sull’alternativa e lasciare che questi personaggi si mostrino nella loro verità e realtà senza donare molto del nostro tempo e delle nostre energie. Il caso Vannacci è destinato a scomparire tra i comodi marosi del Parlamento, mentre le nostre vite sono prese dalla tempesta liberista e dalla solitudine di una realtà sociale che precipita nell’insensato doloroso e tragico.

Cosa offre Vannacci ai delusi? Qualcuno con cui prendersela. Usciamo dal  suo campo di battaglia

Fonte foto: da Google

3 commenti per “Vannacci, l’ultima trovata del “sistema””

  1. Maurizio Girelli
    24 Giugno 2026 at 13:41

    Cosa aspettarsi da un generale , obbidienza, non sicuramente dissidenza. Poi continua a proporre argomentazioni importanti si, migranti da rimpatriare, ideologie gender da smantellare, ma che dice per esempio sulla guerra in Ucraina o in Medio oriente? È a favore o no alla Nato? Che ne sa poi un generale di economia,che sosa propone……Sui problemi fondamentali……silenzio totale

  2. ndr60
    25 Giugno 2026 at 10:53

    Parlare di rottura tra Rizzo e Toscano forse è un po’ esagerato, almeno fino al congresso di DSP del prossimo luglio. Certo che fa specie che un vecchio marpione della politica come Rizzo si faccia irretire da Vannacci. Capisco che alcune delle cosa che dice il generale siano condivisibili (la critica all’ideologia woke e al femminismo), ma molte altre non lo sono, insomma è il tipico gate-keeper, tanto per usare un anglicismo che però rende l’idea: guardiano del cancello, per (ri)portare il gregge nell’ovile.

    • Federico Lovo
      25 Giugno 2026 at 22:40

      Rizzo lo sa benissimo e sta al gioco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.