Volkswagen vende il suo stabilimento di Osnabrück a un’azienda missilistica israeliana


La notizia risale ad alcune settimane fa : Volkswagen è in trattative con l’azienda di difesa israeliana Rafael Advanced Defence Systems per produrre le componenti del sistema di difesa missilistica israeliano Iron Dome.  A inizio maggio 2026, dopo mesi di trattative, l’accordo è stato raggiunto Volkswagen vende la sua fabbrica a un’azienda di missili israeliana

E gli stabilimenti sarebbero due e non uno. 

La notizia era stata inizialmente riportata in una inchiesta del portale Indipendente  sui rapporti (stretti) tra Germania e Israele, sul fitto scambio commerciale in campo bellico: https://www.lindipendente.online/2026/04/06/volkswagen-verso-il-business-della-guerra-con-le-aziende-israeliane/

Da tempo stiamo monitorando la riconversione dell’economia a fini militari, la manifattura civile che si trasforma in produzione militare.

La Germania è il paese più avanti rispetto ad altre nazioni europee in questo sforzo bellico, la prova è che gran parte delle armi europee inviate dall’Europa all’Ucraina provengono direttamente dagli stabilimenti tedeschi. Un settore in crisi come quello automobilistico vede la riconversione di stabilimenti che dalla produzione di auto passano direttamente a quella di carri armati e di altre componenti dei sistemi d’arma di ultima generazione.

Da qui a pochi mesi, lo stabilimento VW di Osnabrück cesserà la produzione di automobili; la notizia è stata riportata per prima dal Financial Times (FC).

Gli stretti legami commerciali tra Gb, Germania e Israele sono anche causa della repressione di attivisti contro il genocidio e di realtà solidali con la Palestina, decine sono i fermi, gli arresti e anche le brutali repressioni in piazza.

Da alcuni anni la Germania sta lavorando a un nuovo scudo spaziale, in concorrenza con quello di Leonardo, definito Michelangelo Dome, gli accordi tra Israele e Germania prevedono, stando alle fonti prima menzionati, l’importazione di tecnologie di Iron Dome per potenziare il sistema di difesa missilistico tedesco. La tecnologia duale israeliana, i progressi compiuti in campo bellico sono quindi assai ambiti anche da paesi tradizionalmente avanti nel campo della ricerca e della produzione come appunto la Germania. E proprio in questi giorni arriva la notizia che i due paesi avrebbero sottoscritto un ulteriore contratto da 3,1 miliardi per espandere Arrow 3, per un valore totale degli accordi di 6,7 miliardi. Stiamo parlando del sistema antimissile intercettore, tra gli ultimissimi prodotti della industria bellica israeliana

https://www.geopop.it/arrow-3-cose-e-come-funziona-il-nuovo-sistema-di-difesa-di-israele-contro-i-missili-di-hamas/   

La Germania è quindi sempre più legata ad Israele e agli Usa anche sotto il profilo della collaborazione militare; questo mega accordo con Gerusalemme viene enfatizzato nelle ultime ore dalla stampa internazionale e  da quella italiana

“La Germania stringendo questo mega accordo con Gerusalemme, diventa la “House of Dynamite” protetta d’Europa: non una casa di esplosivi pronti a detonare, ma una fortezza. In un mondo dove dittatori come Putin o regimi teocratici come Teheran minacciano con missili sempre più avanzati, affidarsi a difese del 61 per cento di successo come nel film è un suicidio. E mentre Hollywood dipinge incubi, la realtà israeliana costruisce scudi che rendono quegli incubi impossibili. Il partenariato tedesco israeliano è un trionfo della ragione sulla paura e dell’innovazione sulla rassegnazione. Israele ha forgiato uno scudo che protegge non solo se stesso, ma ora anche l’Europa libera. E la casa di dinamite diventa, grazie a Gerusalemme, una casa di pace armata”. 

https://www.ilfoglio.it/esteri/2025/12/23/news/la-germania-e-il-piu-grande-accordo-militare-israeliano-parla-lex-ambasciatore-stein–118867   

Alla luce di questi fatti si comprende la ragione per la quale Berlino ha anche chiesto alla Commissione europea di sospendere il Patto di Stabilità al fine di accrescere la spesa per la difesa nei prossimi anni. 

Il declino del settore automobilistico europeo viene sfruttato ad arte per indirizzare l’industria verso la produzione di guerra anche se è ormai acclarato che i posti di lavoro perduti non saranno compensati, se non in minima parte, dalle produzioni di guerra.  

E dopo i marchi tedeschi, presto anche altre case produttrici storiche di autovetture si muoveranno sulla stessa strada di guerra, ad esempio la francese Renault ha già sottoscritto l’accordo con la francese Direction Générale de l’Armement (DGA) per produrre droni d’attacco a lungo raggio. Dopo la Seconda guerra mondiale, quando VW produsse gran parte delle armi per la Wehrmacht di Hitler, è la prima volta che la Germania sceglie di investire nel settore bellico, lo fa utilizzando strumentalmente la crisi del settore automobilistico e gli evidenti ritardi della industria europea. E l’avvento della economia di guerra è ormai la realtà da contrastare e con cui fare i conti. 

Volkswagen emissions scandal: £114m fine as Tesla overtakes VW

Fonte foto: da Google

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.