All’inizio
della guerra di Corea (1950), l’aviazione statunitense godeva di
una supremazia indiscussa. I bombardieri B-29 le Superfortezze
volanti devastavano le infrastrutture, le città e soprattutto
colpivano le dighe, causando inondazioni e carestie distruggendo
l’agricoltura nord-coreana ottenendo l’obiettivo drammatico di
sconvolgere la vita della popolazione civile, che in tutte le guerre
americane è l’obiettivo primario. I jet americani di prima
generazione l’F-80 Shooting Star e l’F4 Thunderjet, non
incontravano resistenza da parte dell’aviazione nordcoreana
composta da superati caccia ad elica. La situazione era drammatica e
l’Unione Sovietica di Stalin cercava di fronteggiare l’aviazione
americana progettando un caccia a reazione che potesse arginare i
terribili bombardamenti sui civili in Nord Corea. In quegli anni di
guerra fredda gli ingegneri sovietici stentavano a creare un motore
che portasse a velocità superiori a quello dei caccia americani,
tutti i motori ingegnerizzati andavano in stallo quando l’aeromobile
raggiungeva un’alta velocità. La soluzione di questo problema però
venne non da un fatto tecnico ma da una realtà politica oggi
inimmaginabile, ma che al tempo era considerata quasi normale. Fu un
paese occidentale a dare l’avvio alla soluzione dell’irrisolvibile
problema.
I
britannici erano venuti in possesso dopo la guerra di alcuni progetti
tedeschi per gli aerei a reazione e avevano creato un motore che si
avvicinava alla velocità del suono. Questo motore per aerei aveva il
nome di “Nenè
Rolls Royce”.
Erano stati prodotti alcune centinaia di esemplari. Le fonti
informative sovietiche ne erano a conoscenza e proposero a Stalin di
chiedere al governo laburista inglese di Clement Attlee la vendita di
un numero consistente di motori “Nenè Rolls Royce”. Oggi una
cosa simile sarebbe inimmaginabile e improponibile, ma nei primi
anni del dopoguerra esisteva, nello spazio politico della sinistra,
una solidarietà internazionale legata a scelte politiche
antimperialiste.
Può
sembrare un paradosso, ma il governo laburista di Attlee seguiva
questa politica estera e molti ministri del suo governo la
condividevano. Affinché si capisca meglio è bene sapere che tutto
il welfare inglese è stato fatto dal governo Attlee e nella congerie
del tempo, la sinistra inglese era molto, ma molto più a sinistra di
qualsiasi altro partito di sinistra contemporaneo. Gli approcci di
Stalin ebbero successo, soprattutto perché dentro il governo, il
ministro del commercio con l’estero Sir Richard Stafford Cripps,
condivideva l’idea delle frange estreme del partito, pur non
appartenendovi, di fermare le stragi che l’aviazione americana
faceva sui cieli nord coreani. In breve 50 motori “Nenè Rolls
Royce” furono venduti dalla Gran Bretagna all’URSS. Questa
vicenda riflette come la solidarietà
internazionalista sovietica
fosse, in quel contesto, alimentata anche da settori della sinistra
europea, favorevoli a una cooperazione con Mosca.
L’arrivo
dei motori mise al lavoro gli ingegneri sovietici, Mikhail Khrunichev
e A.S.Yakovlev, che lo reingegnerizzarono, creando un motore che
permetteva al Mig 15 di montare un motore capace di fargli superare
la velocità di Mach 1.
Dopo
complesse valutazioni si decise di inviare una prima squadriglia di 8
Mig. Data la novità della complessa macchina aerea, si decise
segretamente che a pilotare i caccia fossero piloti sovietici senza
divisa e documenti.
Il 1° novembre 1950
entrarono
in azione
i MiG-15: i velivoli sovietici intercettarono circa 15 P-51 Mustang
dell’USAF, in svantaggio di due a uno, colsero una convincente
vittoria. Durante lo scontro, il tenente Fiodor V. Chizh abbatté il
pilota Aaron Richard Abercrombie. Fu anche il primo combattimento
aereo jet-contro-jet (MiG-15 contro F-80). I successivi scontri si
ebbero con il potente caccia americano F-86
Sabre e
in una serie di duelli serrati, colsero notevoli vittorie. Come detto
sopra, alla guida vi erano piloti sovietici a guidare i MiG, ma
aviatori
sovietici veterani della Seconda guerra mondiale,
inviati in Corea dalla 64ª
Divisione Aerea da Caccia Sovietica.
Essi operavano in segreto: indossavano divise cinesi, comunicavano
con codici prestabiliti e avevano ordine di non parlare russo via
radio. Grazie a loro, la supremazia americana fu frantumata: numerosi
B-29, le fortezze volanti, furono abbattuti e i bombardieri americani
furono costretti a ritirarsi dalle missioni diurne. Questo intervento
diretto fu una manifestazione concreta della solidarietà
internazionalista perseguita da Stalin,
disposta a rischiare il confronto diretto con gli Stati Uniti, pur di
difendere la Corea del Nord.
Il
Mig 15 fu un aereo di massa e di solidarietà internazionale.
Il MiG-15 fu prodotto in circa 12.000
esemplari in URSS
e altri 6.000
su licenza
in Cina, Cecoslovacchia e Polonia. La sua diffusione non può essere
vista come un semplice commercio di armamenti, ma una scelta politica
coerente con la linea di solidarietà internazionalista sovietica: fu
fornito a Paesi socialisti e del Terzo mondo (Cina, Corea del Nord,
Polonia, Cecoslovacchia, Indonesia, Albania, ecc.); con esso molti
Stati ebbero il primo accesso a un’aviazione moderna, capace di
difendere la propria sovranità contro l’imperialismo occidentale.
In
Medio
Oriente: il MiG-15 e la sua versione avanzata il MiG-17 divenne
pilastro delle aviazioni arabe,
il MiG-15 e il suo successore MiG-17, costituirono la spina dorsale
delle aviazioni arabe, in particolare di quella egiziana. Da allora
il MIG simboleggiò la scelta dell’URSS di sostenere, in nome della
solidarietà internazionalista, i popoli arabi nel loro confronto con
Israele e contro l’imperialismo occidentale.
Il MiG-15 non fu solo un caccia rivoluzionario, ma un mezzo politico e ideologico. In Corea, spezzò la supremazia aerea statunitense grazie ai piloti sovietici che operavano in segreto. In Europa, la sua nascita fu resa possibile anche dal contributo del Labour britannico, in particolare di Stafford Cripps, espressione delle simpatie filocomuniste presenti allora nella sinistra europea. Nel mondo, la sua diffusione, incarnò la solidarietà internazionalista sovietica che trasformava la tecnologia militare in strumento di emancipazione e resistenza dei popoli. Il MiG-15, dunque, fu allo stesso tempo un velivolo di eccellenza tecnica e un simbolo globale della lotta antimperialista nella Guerra Fredda.
Bibliografia
essenziale
- Cumings, Bruce. The Korean War: A History. New York: Modern Library, 2010.
- Gordon, Yefim – Komissarov, Dmitriy. OKB Mikoyan: A History of the Design Bureau and its Aircraft. Midland Publishing, 2009.
- Gunston, Bill. The Osprey Encyclopedia of Russian Aircraft 1875–1995. Osprey, 1995.
- Zhang, Xiaoming. Red Wings over the Yalu: China, the Soviet Union, and the Air War in Korea. Texas A&M University Press, 2002.