Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Banale disvelazione delle bizzarrie trumpiane. Chi potrebbe non trovarle pertinenti ai comportamenti del fantoccio di turno della Casa Bianca? Forse quelli che ti invitano ad andare a votare? O quelli che “l’America è nostra amica”. La lista dei divanisti è lunga, a elencarla tutta non si fa a tempo prima che il cielo di cartone di Truman ci crolli addosso e riveli l’architettura democratica – naturalmente – che lo sosteneva?
Una persona potrebbe sostenere il peso d’essere distrutta? Potrebbe
reggere il crollo della sua ragnatela biografica, cioè di tutto ciò per cui può
dire di essere vivo, di esistere, di disporre del senso che gli permette
progetti e futuro? Potremmo noi, chiunque di noi, vedere rivelato al mondo ciò
che nascondiamo a tutti? Potrebbe un santo sostenere d’essere riconosciuto nel
suo essere diavolo? Tendenzialmente no.Tendenzialmente chiunque di noi
sprofonderebbe nella perdizione,ovvero in quel luogo esistenziale, in cui sovviene
il pensiero di togliersi la vita, in quanto solo nella morte si riconosce una
via di uscita da quello stato insostenibile.
Potrebbe, allora, Trump sottrarsi ai ricatti della lobby ebraica che
non vede vite ed esseri umani – tra la grande campionatura, vedi Gaza – ma carte
da gioco da sacrificare per vincere la partita?
Lo spauracchio del dossier Epstein, la profondità di cui è gravido, l’ampiezza
dello spettro umano che contiene, chi potrebbe lasciare immune dal terrore? Chi
non si prostrerebbe alla volontà di coloro che lo detengono? Chi potrebbe
disporre del necessario per un contro-ricatto con cui salvare se stesso?
Quale uomo potrebbe attraversare indenne un pubblico ludibrio
mondiale? Quale potrebbe accettare di divenire il responsabile dello sfacelo degli
Stati Uniti e, soprattutto, della perdita della relativa egemonia mondiale
statunitense o del mantenimento di quanto di questa ne resta?
Chiunque, pur di sottrarsi all’insostenibile vergogna e all’assoluto
dileggio, incluso quello strumentale, di cui sarebbe bersaglio, non farebbe di
tutto? Non rapirebbe un Presidente? Non parlerebbe di una parte di terra
appartenente ad altro stato, come fosse a sua disposizione? Non sosterrebbe le
malefatte sioniste?
Il popolo eletto, con le sue lobby finanziarie e il suo Mossad, può,
per autoreferenzialità, permettersi tutto, in senso stretto. Se può, sotto
mentite spoglie presidenziali, andare oltre l’ordine internazionale e sapere di
non patire conseguenze, quantomeno legali, non potrà fare di noi tutti ciò che
sta facendo di Trump, ovvero considerarlo una carta della mano in corso, come e
quanto gli sarà necessario?
Se, dunque, può essere banale osservazione riconoscere la longa manus
sionista nei comportamenti di Trump dalla sua elezione ad oggi quali semplice
rispetto degli ordini arrivati dall’alto e da dietro le quinte, nella cui
penombra giacciono i detentori del dossier Epstein, chi più di Donald, prima
protetto poi giocato, potrebbe dimostrare il potere sionista che perturba e
ombreggia il mondo?
Banale sì, ma non per tutti. Non per i divanisti del voto, della
democrazia, della libera immigrazione, della circolazione di presunti virus e
garantite sostanze alteranti, della vita a punti e di quella sorvegliata,
dell’ecologia a carico nostro, del rimediate (voi a quanto abbiamo fatto noi),
della cancellazione delle culture, di Putin che sebbene avverta sulla
pericolosità del 5 febbraio 2026, giorno in cui scadrà il trattato New Start
sul contenimento degli armamenti, è ancora il responsabile del precipitare del
mondo, di quelli dell’aggredito e dell’aggressore, dei cambi di regime
autopoietici e non istigati e finanziati da Cia e Mossad, delle sarcastiche
risate sulle scie chimiche, del sostenibile purché capitalista, che ci da il
miglior mondo possibile, del che bello andiamo a sciare, del che
meraviglia il bosco verticale, della censura come giusta e innocua, dell’incapacità
di vedere in Hollywood una delle briglie più importanti per guidare la carrozza
del mondo, della sconfinata ammirazione per la falce (leggi intelligenza)
artificiale, del deepstate che non esiste, dell’esaltazione della cultura woke,
del certo suicidio di Epstein, di Lee Harvey Oswald quale assassino di
John Fitzgerald Kennedy, dell’11 settembre per opera degli islamisti, del daje
al complottista satanico quando gli racconti il significato della piramide
sulla banconota da un dollaro, della scienza über alles ed estranea a fare di sé
merce da mercato del potere, dell’adesione all’ideologia del neofemminismo.
Non banale perché ogni tentativo di sottrarli dal torpore in cui versano leggendo e rileggendo la Fiaba della sera, il solo libro che hanno sul comodino, è destinato al fallimento. E si capisce. Cosa ancora dire loro se la loro reiterata reazione, “allora vai a vivere in Russia”, non dimostrasse che il più stupido dei due sei tu.
Fonte foto: The Indipendent (da Google)