L’incarnazione contemporanea del fanatismo: il femminismo


Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

In questo breve scritto tenteremo di affrontare uno degli aspetti psicologici e sociali di cui il movimento femminista è espressione: il fanatismo[1].

Sfogliando le pagine dei principali dizionari della lingua italiana ci troviamo di fronte alle seguenti definizioni: “adesione incondizionata ad un’idea, una fede o un’ideologia, fino ad annullare completamente la serenità e l’obiettività di un giudizio del soggetto”; “accettazione acritica di una fede, specificatamente religiosa o politica, che conduce alla superstizione e alla totale intolleranza nei confronti delle opinioni diverse”.

Perché questa definizione di fanatismo è spendibile per il movimento femminista? Le ragioni si trovano già nella pratica comunicativa dei suoi esponenti. Post come quello della senatrice Valeria Valente, casi di cronaca  («Non voglio dare la vita a un mostro», femminista abortisce perché in attesa di un maschietto),  affermazioni come <<il maschio è un aborto che cammina, abortito allo stato genetico. Essere maschio è essere deficiente. emozionalmente limitato. La mascolinità è una malattia di deficienza, i maschi sono storpi emotivi>>, <<ritengo che l’odiare i maschi sia un onorevole e vitale atto politico>>, <<la Terra deve essere decontaminata, l’evoluzione porterà ad una drastica diminuzione del numero di maschi>>, <<io voglio vedere un uomo picchiato a sangue, e con un tacco a spillo conficcato in bocca, come nella bocca di un porco>>, <<tutti gli uomini sono degli stupratori, questo è ciò che sono>>, eccetera eccetera, sono una costante della prassi comunicativa degli esponenti del movimento femminista; pagine Facebook gestite in pseudo anonimato da psicologhe che si definiscono “psico femministe”, che lavorano per i CAV (quindi con fondi pubblici) e che attraverso uno stile comunicativo passivo-aggressivo prendono di mira i cosiddetti incel (quindi soggetti che loro avvertono come facili prede, poiché già criminalizzati da tutti i media e quindi incapaci di difendersi e reagire) rappresentano solo una delle tante espressioni normalizzate e accettate di questo fenomeno, caratterizzato dall’idea che chi la pensa diversamente non solo sbaglia, ma è un malvagio o un pazzo, e bisogna rinchiuderlo, ridurlo al silenzio o eliminarlo.

Queste espressioni di estrema intolleranza e odio verso chi non appartiene alla propria cerchia risultano essere due nuclei cruciali, che fin dagli albori hanno caratterizzato la fenomenologia fanatica. E anche se giunti al giorno d’oggi, dopo il crollo delle ideologie totalitarie, il fanatismo (soprattutto in occidente) non aleggia più sotto forma di palingenesi politica ma sotto forme ben più subdole e silenti, apparentemente meno plateali e passionali, ciò non significa che esse siano meno insidiose.

È di tutta evidenza che, nel fenomeno femminista manca, rispetto ai regimi totalitari, l’uso sistematico della violenza per affermare il proprio pensiero: non ci sono campi di concentramento, camicie nere o kalashnikov puntati. Tuttavia l’assenza di qualsiasi dubbio sulle proprie idee, l’intolleranza verso quelle degli altri, l’odio estremo ed irrazionale verso chi la pensa diversamente e l’assenza di scrupoli nella traduzione di quest’odio in azioni concrete sono aspetti che, dal fanatismo di carattere religioso ai regimi totalitari e al pensiero femminista trovano la medesima espressione.

Se la fenomenologia fanatica femminista costituisce per lo studioso delle scienze sociali un caso interessante, poiché l’osservazione della trasmutazione di alcuni costrutti rappresenta un valido banco di prova dei propri strumenti, questo non significa che lo stesso non possa avvertire un sentimento di allarme (o in alcuni casi di vero e proprio orrore) per  le conseguenze dell’orizzonte che si disvela al suo sguardo. Ciò che intendiamo dire è che il fatto che il fanatismo sia una dimensione che da sempre ha caratterizzato l’esperienza umana non deve  indurre a una sottovalutazione della pericolosità dei suoi risvolti; infatti, anche se oggi sembrano superati quei momenti della storia in cui una convinzione può condurci a distruggere gli altri con la coscienza tranquilla di chi compie l’opera di Dio (per esempio l’Inquisizione spagnola o gli ayatollah) o di una razza superiore (per es. il nazionalsocialismo) o della Storia (per es. lo stalinismo), ciò non significa che i pericoli dell’ideazione fanatica non possano produrre sofferenze meno atroci e periodi meno bui di quelli citati.

Come curare allora questo male? Nell’unico modo possibile, ovvero cercando di comprendere che la certezza intuitiva non può sostituire la libera discussione tra gli uomini, la conoscenza empirica accuratamente verificata che poggia sull’osservazione; e che è possibile avere idee differenti dalla nostra e tuttavia essere pienamente umani, degni d’amore, di rispetto o almeno di curiosità. Gesù, Socrate, il boemo Jan Hus, il grande chimico Lavoisier, i socialisti e i liberali (oltre che i conservatori) in Russia, gli ebrei in Germania sono tutti periti per mano di ideologi «infallibili»: non è un caso che  le prime persone che i regimi totalitari hanno distrutto o ridotto al silenzio siano stati gli uomini di pensiero e le menti libere.

Speriamo che questo invito alla riflessione arrivi alla senatrice Valeria Valente e a chi, come lei, ha potere e responsabilità; se non alla loro mente, almeno al loro cuore; e che si fermino nella sciagurata crociata che, seguite da truppe sempre più numerose e appunto, accecate dal fanatismo, stanno conducendo contro l’altra metà della Terra.


[1]Ad avviso di chi scrive, il femminismo, come ideazione e come ortoprassi, è caratterizzato da alcuni elementi che di seguito elenchiamo senza un ordine particolare: disturbo narcisistico di personalità, cospirazionismo, parassitismo associazionista, sessismo. Alcuni di questi sono stati già trattati, per altri si rimanda a degli scritti successivi.

Fonte foto: da Google

11 commenti per “L’incarnazione contemporanea del fanatismo: il femminismo

  1. Giacinto Lombardi
    10 Luglio 2025 at 15:24

    Il fanatismo femminile, una volta religioso, politico o sentimentale, ha trovato nel femminismo una nuova espressione che ha ottenuto vantaggi e dignità grazie alla stupidità di troppi uomini pronti a genuflettersi sperando di ottenere grazia dall’altro sesso.

  2. Andrea Vannini
    10 Luglio 2025 at 16:55

    Infelice riflessione sull’ esecrabile femminismo filocapitalista e filoimperiasta. Il fanatismo non é la chiave giusta per una analisi esaustiva e obiettiva di questo femminismo arma di diversione dalla contraddizione centrale capitale-lavoro della classe dominante. Perdipiu’ la confusione che l’ autore manifesta (fra inquisizione e Iran, fascismo e comunismo, ecc.) proprio non aiuta.
    .

    • Fabrizio Marchi
      10 Luglio 2025 at 18:27

      Sono d’accordo.

    • Claudio Accardi
      11 Luglio 2025 at 17:50

      Molto espressioni che ho citato sono di femministe che si definivano anticapitaliste.
      Il riferimento a regimi totalitari di varia natura, teocrazie o altro, va inteso all’ interno di un testo che, nella sua brevità, ha per oggetto le diverse possibili espressioni del fanatismo, non la sussunzione di fenomeni diversissimi nella storia sotto quella unica categoria.
      Per concludere, il femminismo non è una “buona idea” strumentalizzata dal sistema capitalistico e neoliberista, ma una pessima idea(zione) funzionale a questo sistema.

  3. 12 Luglio 2025 at 9:52

    Visto che si linka ad un articolo de La Fionda che se la prende con alcuni lettori di TIMI e asserisce che la filosofia MGTOW sarebbe un “movimento” che “non fa niente”, rammento a Fabrizio Marchi che TIMI è stato IL PRIMO sito in assoluto ad appoggiare senza se e senza ma la sua candidatura a Roma, con successivi articoli che raccomandavano ai lettori residenti a Roma di votare per Fabrizio Marchi.
    TIMI è stato altresì uno dei pochi siti che hanno raccomandato di andare a votare agli ultimi referendum dell’8-9 giugno.

    E’ interessante vedere come, apparentemente, conti molto di più l’interesse sessuale di alcuni lettori (compresi quelli ultra 70enni) per le donne che l’impegno politico effettivo al momento del redde rationem.

    Così oggi potremmo avere scoperto una novità: se il nostro ultra 70enne Claudio andasse a rimorchiare tardone nelle balere starebbe compiendo un atto politico ben più importante e utile che fare campagna elettorale per chi è coinvolto nella QM…

    Gradirei una risposta di Fabrizio Marchi su questa piccola contraddizione.

    Grazie.

    • Fabrizio Marchi
      12 Luglio 2025 at 11:38

      Ho già parlato in privato alcuni giorni fa proprio con Claudio Accardi dopo aver letto questo articolo per dirgli esattamente quello che hai detto ora tu. Te lo può confermare lui stesso e lo inviterò a farlo. Gli ho spiegato che sono contrario ad attaccare qualsiasi blog, associazione, movimento o comunità che si ponga in una posizione critica nei confronti del femminismo. Non solo, quella degli MGTOW, così come quella degli incel, è una comunità che è espressione, a suo modo (anche se io non ne condivido le scelte) di una sofferenza e di un legittimo disagio maschile (che ovviamente viene disconosciuto e occultato nell’attuale contesto) e quindi non c’è alcuna ragione per attaccarla. Al contrario, bisogna fare di tutto affinchè emerga. Poi possiamo divergere sulle scelte ma questo è un altro discorso.
      Ciò detto, l’articolo in oggetto è un contributo esterno (infatti è stato pubblicato con il “Riceviamo e volentieri pubblichiamo”), non è un nostro articolo. Come noto, abbiamo scelto di dare spazio ai nostri lettori (alcuni dei quali sono diventati nostri collaboratori più o meno sistematici) e anche a posizioni diverse dalla nostra. Claudio Accardi scrive regolarmente su La Fionda alla quale è di fatto organico ma a volte invia articoli anche a noi che ovviamente pubblichiamo senza problemi. Laddove volessi scrivere degli articoli in tema li pubblicheremmo volentieri dal momento che, come ben sai, la critica al femminismo (a tutti i femminismi) è uno dei nostri tratti peculiari ed essenziali. Un caro saluto.

  4. 12 Luglio 2025 at 13:02

    Grazie per la risposta.

    Io però ho posto una questione politica, non mi sono lamentato di attacchi: ho chiesto di chiarire se secondo te ha più rilevanza l’impegno politico effettivo o le relazioni intime con l’altro sesso come preambolo al sollevamento di una questione meramente politica.

    Io non demonizzo critiche ed attacchi, penso che spesso possano portare all’emergere di serie questioni politiche, ad esempio secondo me l’ideologia incel è potenzialmente tossica per l’attivismo maschile (e per qualsiasi attivismo in genere) perché vede tutto attraverso il filtro dell’accesso al sesso e tende a ridurre qualsiasi questione a quello.

    E in quell’articolo de La Fionda credo che ne abbiamo un esempio plateale: si parla di TIMI glissando completamente sull’impegno politico effettivo (sostegno alla tua candidatura a Roma, con più articoli, e raccomandazione di andare a votare l’8-9 giugno ai referendum) e concentrandosi invece unicamente su desideri e fantasie sessuali di alcuni suoi lettori.

    • Fabrizio Marchi
      12 Luglio 2025 at 13:21

      E’ una separazione che non ha ragione di esistere secondo me. Ciò che conta è la critica al femminismo nel suo complesso, quindi ad una narrazione ideologica sessista, interclassista e antimaschile che si è rivelata, alla prova dei fatti, del tutto funzionale e organica all’ordine sociale neoliberale e capitalista moderno e postmoderno. Ciò detto, penso che io che gli incel sbaglino su tanti aspetti (così come gli MGTOW) ma sono entrambe manifestazioni di un disagio e di una sofferenza che non debbono essere criminalizzate e al contrario lette per quello che sono e quindi comprese e indirizzate, questo sì, in una direzione politica che fuoriesca dalla mera e pur legittima lamentazione per costruire qualcosa di più robusto, ampio e politicamente efficace.

      • 12 Luglio 2025 at 15:16

        Bene.
        Forse scriverò qualcosa che spiega diffusamente cosa è la filosofia MGTOW e come chi la segue tende ad approcciarsi alla questione antifemminista.
        A quale indirizzo dovrei inviare il testo per eventuale pubblicazione?

    • Luigi Settembrini
      4 Agosto 2025 at 20:24

      Vorrei farti presente che il movimento Incel non riduce tutto all accesso al sesso.
      Trovo banale affermarlo : prova a immaginarti privato dell amore , delle tenerezza del sesso . Come sarebbe tutta la tua vita , privato di compenenti ?

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