”Quanto accaduto oggi a Modena, dove un uomo ha investito diversi pedoni e poi avrebbe accoltellato un passante, è gravissimo. Esprimo la mia vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie. Rivolgo anche un ringraziamento ai cittadini che con coraggio sono intervenuti per fermare il responsabile e alle Forze dell’ordine per il loro intervento”. Così sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. ”Salim El Koudri. Questo il nome del criminale “di seconda generazione” che oggi a Modena ha falciato, con la sua auto a folle velocità, dei passanti innocenti. Fermato da coraggiosi cittadini nonostante avesse un coltello, è stato arrestato. Non ci può essere nessuna giustificazione per un delitto così infame”, scrive sui social Matteo Salvini. (fonte ADNK)
Non risultano pervenute dichiarazioni e reazioni di Meloni e Salvini sul brutale assassinio di Bakary Sako, di anni 35, bracciante agricolo originario del Mali, accerchiato e ucciso all’alba dello scorso nove maggio a Taranto, mentre andava al lavoro, da un gruppo di giovanissimi. Perché? Per la vacuità del male, per l’indifferenza alla vita e alla morte, per la desertificazione di qualsiasi valore educativo, affettivo, morale, per il buio del nulla.
Le cronache ci dicono che i ragazzi, tutti italiani, provengono da famiglie difficili. La catena di ciò che non ha funzionato nella crescita di questi giovani tra cui uno maggiorenne, supponiamo abbia più mancanze che, a nostro parere, non devono sminuire le loro responsabilità.
Noi ci stringiamo alla famiglia di Bakary Sako e ci associamo a tutti coloro che in questi giorni hanno espresso dolore sincero per quanto accaduto, auspicando una giustizia esemplare verso questa barbarie montante e sempre più frequente ad ogni livello. Il nostro pensiero va altresì alle vittime di Modena e soprattutto ai feriti più gravi e in pericolo di vita.
L’arbitrio di teste vuote, di persone disturbate, di violenti, di prepotenti, va respinto e neutralizzato in ogni modo, sia con gli strumenti di legge sia con l’unanime riprovazione istituzionale e collettiva.
Purtroppo, l’omicidio del giovane malese non è il primo caso e non sarà l’ultimo a fronte di una disgregazione valoriale e di un disfacimento educativo che avanzano senza precedenti.
“Fu come tagliare la coda ad una lucertola“, recitano i versi di una raffinata e poco conosciuta poetessa che dedicò una struggente poesia al somalo bruciato vivo a due passi da Piazza Navona a Roma, nella notte tra il 21 e il 22 maggio del 1979. Anche lui aveva 35 anni e si chiamava Ahmed Alì Jama. I suoi assassini non pagarono mai.
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