In alcuni articoli recenti ci siamo
occupati di alcuni aspetti che caratterizzano il femminismo, come
ideazione e come ortoprassi, che qui elenchiamo senza un ordine
particolare: disturbo
narcisistico di personalità, cospirazionismo,
parassitismo
associazionista, sessismo, fanatismo.
Un recente post
di Roberta Bruzzone, inserito ovviamente nel contesto
di innumerevoli altre sue dichiarazioni e attività, ci fornisce
l’occasione per riflettere nuovamente su questi aspetti. Oltre alla
pubblicazione di un libro, Patriarcato Criminale, che fa proprie
tutte le tesi femministe (cultura dello stupro, violenza di
genere come violenza unidirezionale e sistemica degli uomini
contro le donne, etc.), nella attività della Bruzzone vi sono corsi
per <<difendersi dal narcisismo maligno e dalla
manipolazione
affettiva (degli uomini) >>, altri
sulla violenza di genere (sempre quella strutturale ed endemica degli
uomini contro le donne) e una quantità pressoché sterminata di
dichiarazioni ed esternazioni
in tal senso (e, come è immaginabile, questa ansia di
convalida delle proprie
tesi ideologicamente orientate ha prodotto talvolta
clamorose debacle).
Roberta Bruzzone, per quanto riguarda
il post in oggetto, si appiattisce sulla narrazione femminista con
riferimento ai discorsi “anti-incel”, individuando innanzitutto
nei cosiddetti incel gli autori dei femminicidi: secondo la Bruzzone
gli omicidi in cui le vittime sono di sesso femminile sono commessi
da uomini che frequentano i forum incel; questi uomini, vengono
istigati da altri uomini, sempre utenti dei forum, a commettere
quegli omicidi che puntualmente poi vengono posti in essere. Nel post
della Bruzzone non manca poi il richiamo alla tesi del “terrorismo
incel”, quindi la tesi delle “stragi di donne e gli omicidi
organizzati dai movimenti incel”, gli stupri, eccetera
eccetera.
In particolare per Roberta Bruzzone,
queste organizzazioni terroristiche (quelle dei forum degli incel)
reclutano i propri membri tra uomini che hanno gravi disturbi
psichiatrici. Una volta individuati, la mano degli stessi viene
armata, vengono pianificati gli omicidi, le violenze, le stragi (di
donne), gli attentati.
Queste tesi non sono originali della
Bruzzone, le
abbiamo già lette altre volte, soprattutto negli
ultimi mesi (a nostro avviso in preparazione di provvedimenti che
dichiarino l’attività di critica del femminismo illegale). E già
qualche anno fa abbiamo risposto a quelle sul “terrorismo
incel”.
Quello che qui ci preme sottolineare
non è “smontarle” (operazione già effettuata più volte), ma
evidenziare come affermazioni disancorate così tanto dalla realtà
da apparire surreali e il cui contenuto consta di espressioni di odio
contro gli uomini e criminalizzazione dei movimenti di critica del
femminismo, vengano propugnate sempre con una maggiore insistenza e,
in ragione della pervicacia della propaganda, prese per buone da gran
parte della opinione pubblica. Come abbiamo già rilevato il 2025
sembra davvero essere per l’Italia l’anno della svolta: il libro
Bianco della Roccella, il DDL che istituisce il reato di
femminicidio, le esternazioni di Valeria Valente e di tantissime
altre esponenti del mondo della politica, delle istituzioni, di ogni
agenzia formativa e di stampa (le quali affermano a ogni piè
sospinto che in Italia sarebbe in atto una mattanza di donne e che
ogni “maschio” è responsabile per ogni singolo omicidio che si
verifica), la summenzionata campagna di criminalizzazione dei
cosiddetti “incel” (e con essi dell’area di movimenti di
critica del femminismo) condotta con una violenza mai vista prima.
Ecco alcuni punti su cui sembrerebbe
basarsi questa attività di propaganda:
1) Identificare un solo messaggio da
trasmettere, un solo simbolo, un unico nemico responsabile di tutti i
mali;
2) Trasporre sull’avversario i propri
errori e difetti, e non potendo negare le cattive notizie, inventarne
nuove per distrarre;
3) La propaganda deve essere popolare,
indirizzata al meno intelligente degli individui ai quali è diretta;
4) Tutto si deve basare su poche idee,
ripetute instancabilmente, presentate sotto prospettive diverse,
senza dubbi ed incertezze: “Ripetete una bugia cento, mille, un
milione di volte e diventerà una verità”
5) Far credere che le idee espresse
siano condivise da tutti (principio dell’unanimità). “Non basta
sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime,
inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti
del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una
droga.“
Ề in ragione della sistematicità di
questa attività di propaganda, all’impunità assicurata dal fatto
di essere (il femminismo) lo strumento di legittimazione ideologica
delle classi dominanti, che Roberta Bruzzone può affermare che gli
autori degli omicidi della propria compagna, della propria ex o delle
donne in generale sono utenti del forum degli incel (giusto per fare
un esempio) e ricevere una ovazione nei social; ovazione non molto
diversa da quella che ricevevano gli esponenti del nazionalsocialismo
quando affermavano che gli ebrei erano gli autori di stupri, omicidi,
rapimenti, la causa della povertà della Germania, eccetera eccetera:
l’ancoraggio con la realtà, quando il fanatismo ha preso il posto
della ragione, è irrilevante.
Da questo punto di vista potrebbe
essere interessante notare come le varie patriarcologhe mostrino
proprio quei tratti che loro stesse attribuiscono agli “incel”:
un’identità fragile, costruita attorno alla visibilità mediatica,
una fortissima tendenza alla colpevolizzazione esterna, lo sviluppo
di pensiero paranoide e vittimista, fino a forme di radicalizzazione
(“le donne vengono uccise dagli utenti dei forum”), un
evidentissimo (a nostro avviso) disturbo narcisistico di personalità,
che conduce alla pretesa di una narrazione identica alla propria,
all’attribuzione ai fenomeni più vari di significati strampalati,
ad un alto grado di antagonismo interpersonale verso chi ha idee
diverse dalle proprie (sostenuto da grandiosità, bisogno di
ammirazione e forte egocentrismo), ed un peculiare stile relazionale,
cognitivo ed emotivo della propria comunicazione.
Ma a noi non interessa cimentarci in
diagnosi psichiatriche né rispondere all’odio con altro odio.
L’ odio, che viene ormai quotidianamente diffuso contro intere categorie di persone, vorremmo cercare di arginarlo. E nel farlo riteniamo anche di difendere uno dei principi fondamentali della nostra civiltà, ovvero quello della totale libertà di pensiero e di espressione del pensiero: essa è inscindibile dalla democrazia e dal progetto emancipativo della modernità ed è l’unico antidoto contro i mostri prodotti dal fanatismo. Pertanto, pur presagendo gli scenari più cupi, continueremo ad opporci con fermezza contro tutte le tendenze antidemocratiche e i tentativi di inibire una libera discussione razionale dei cittadini. Tentativi che, come abbiamo dimostrato, passano attraverso la costruzione dell’immagine di un altro (gli incel, alterego del “maschio bianco eterosessuale”) su cui rigettare ogni negatività, una identità fittizia vista come causa di ogni male e che rimettono in auge quel nesso di razzismo, dominio e odio verso il prossimo che nella storia dell’umanità ha prodotto e continua a produrre immani sciagure.
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