I “fantasmi del potere”


“11. Il rapporto uomo-mondo diventa unilaterale, il mondo, che non è né presente né assente, diventa un fantasma

Da un lato sembrano realmente «presenti»: se ascoltiamo la trasmissione per radio di una scena di guerra o di una seduta parlamentare, non udiamo soltanto notizie sulle esplosioni o sugli oratori, ma udiamo le esplosioni e gli oratori stessi. Non significa ciò che gli avvenimenti, a cui prima non ci era possibile o non ci era consentito (né ci era imposto) di partecipare, sono ora realmente presso di noi? E noi presso di loro?  Eppure, da un altro lato, non lo sono. Infatti, si può parlare forse di presenza viva, se le voci del mondo hanno libero accesso presso di noi, se hanno diritto di essere presso di noi, e noi invece siamo privi di diritti e non abbiamo voce in nessuno degli avvenimenti forniti? Se non possiamo rispondere a nessuno, chiunque sia colui che parla, nemmeno a colui che sembra rivolgersi a noi; e se non ci è consentito di intervenire in nessuno degli avvenimenti il cui frastuono ci avvolge? Non è prerogativa della reale presenza che il rapporto uomo-mondo sia reciproco? Questo rapporto non è qui mutilato? Non è diventato unilaterale: nel senso, cioè, che l’ascoltatore può percepire il mondo, il mondo invece non può percepire l’ascoltatore? L’ascoltatore non è condannato per principio al don’t talk back? Questo mutismo non significa impotenza? L’onnipresenza di cui ci si fa dono non è la presenza dello schiavo? E lo schiavo non è forse assente, dal momento che viene trattato come inesistente, che viene ignorato e non gli è dato comunicare nulla da parte sua?[1]”.

Il pianeta si avvia verso una guerra globale. Le aspirazioni statunitensi alla Groenlandia e l’occupazione economica e politica del Venezuela sono parte integrante di una strategia generale, il cui fine ultimo è la guerra tra Occidente e Oriente. Il petrolio venezuelano è sottratto ai cinesi, mentre la Groenlandia con le sue immense e inesplorate risorse potrebbe essere il bacino da cui attingere risorse per lo scontro finale. Le guerre divorano quantità inaudite di energia e pertanto assicurarsi bacini minerari è la modalità con cui progettare una lunga successione di guerre. Lo scontro finale è iniziato e nel prossimo futuro i conflitti potrebbero portare al confronto tra Cina e Stati Uniti. Tutto questo accade sotto i nostri occhi che registrano eventi genocidiari con un distacco inquietante. Il futuro è un campo di possibilità all’interno di linee tendenziali e nel momento attuale si prospetta  un presente e un futuro tra deflagarazioni e boati di guerra. La domanda prima che si dovrebbe sollevare, mentre il rombo della guerra è sempre più vicino, riguarda il motivo di questa indifferenza sostanziale di molti. Con la sicumera di sonnambuli si va verso la rovina.

Günther Anders è il filosofo che può con le sue “filosofiche denunce” destare dal sonno i popoli. I popoli e i singoli necessitano di testimoni della verità per disalienarsi e  Günther Anders lo fu. 

Gli occidentali sono complici passivi di un sistema di violenza, in quanto sono oggetto di pratiche di “produzione in serie di alienati”. L’occidentale medio frequenta scuole mediocri,  compra sul mercato merci e “competenze”. A queste ultime è l’industria della formazione a offrire “i suoi servizi”. Si comprano titoli per vendersi sul mercato, in tal maniera gradualmente l’occidentale medio è sempre più  integrato negli ingranaggi del sistema produttivo, e dunque è sempre più macchina  umana e sempre meno essere umano. La normalità del processo “comprare per vendersi” forma e deforma, in quanto ci si percepisce come “aziende carnali” in guerra, per cui la guerra non scandalizza e non è pensata nella sua drammatica verità. Il luogo dove sarebbe possibile riumanizzarsi e pensare la propria condizione in modo oggettivo e critico è il rifugio casalingo. Günther Anders mostra e denuncia che il sistema con il Cavallo di Troia dei media penetra nelle case e omologa mediante le medesime immagini e le stesse parole che giungono in ogni casa e, oggi, su ogni smartphone. Divisi dalle pareti ma accomunati dagli spessi fantasmi che con il loro sibilo suadente ingannano e turlupinano. Le parole sono “fantasmi”, in quanto coloro che “ci parlano”, mentre mollemente si assiste allo spettacolo in poltrona o sul divano, non ammettono replica, non è possibile il dialogo, semplicemente si subisce la violenza fonetica che ripete con modalità diverse il medesimo messaggio. Il lavaggio della mente passivizza a livello cognitivo, emotivo e caratteriale. I “signor nessuno” ogni giorno escono di casa per la loro guerra e ritornano con il loro piccolo bottino. In micro essi riproducono la mostruosità che muove il pianeta. La solitudine emotiva e la guerra per il lavoro, per gli incentivi sullo stipendio e per il riconoscimento producono emotività logore e anempatiche i cui orizzonti sono limitati ai propri interessi personali. In questo clima di demotivazione depressiva la guerra avanza tenace e il terrore non trova limiti.  Il futuro è un orizzonte aperto, ma affinchè la guerra non sia ineluttabile, bisogna confrontarsi con l’omologazione in atto che potrebbe preparare nuovi e inediti totalitarismi interni alle guerre. Riconoscerli è fondamentale come capire il male nella sua radicalità polimorfica, solo in tal modo è possibile donare una possibilità alla “pace”. La lotta è nel riportare le coscienze nella realtà; la lotta è sostenere lo sguardo della Gorgone. La comunità di coloro che reggono lo sguardo può crescere solo se la denuncia è corroborata dall’azione politica e dall’organizzazione conseguente. Siamo chiamati, ciascuno con i propri talenti e limiti, a  donare una possibilità alla “pace pugnace”. La pace non è quietismo, ma giustizia e progettualità, essa è viva solo se incontra teste pensanti e senzienti disponibili al sacrificio di sé.

Tutto è difficile, ma niente è impossibile. Günther Anders ha dimostrato con i suoi scritti e con la sua testimonianza che l’impossibile è possibile, ovvero che l’inizio della lotta è già vittoria, in quanto ci si sottrae alla passività della “vergogna prometeica”. L’essere umano può vincere il terrore atomico e l’inferiorità dinanzi alla macchina con la  creatività sociale ed etica. A ciscuno di noi il primo passo. Gli eremiti di massa hanno il nemico in casa, giunge con la TV dell’orrore e del terrore. Si scoraggiano le relazioni con l’ostentazione continua di crimini e di assassini e ha lo scopo di instillare nelle fragili menti dei “sudditi” un pessimismo paralizzante e disperato che conduce all’isolamento competitivo. Bisogna congedarsi dal pessimismo usato come arma di addomesticamento adattivo per riconquistare un sano realismo. Spegnere il nemico che coltiviamo in casa e in tasca è il primo passo per rimettere in moto la storia e le nostre storie.


[1]Günther Anders, L’uomo è antiquato, Volume I, Bollati Boringhieri, pp. 124 125

L'uomo è antiquato. Vol. 1: Considerazioni sull'anima nell'epoca della seconda rivoluzione industriale - Günther Anders - copertina

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