La nascita di Futuro Nazionale,
il partito di Vannacci, serve sostanzialmente a cinque cose.
La prima. Alimentare la guerra
orizzontale fra autoctoni e immigrati criminalizzando i secondi, evitando
accuratamente di spiegare quali sono le cause strutturali dell’immigrazione: lo
sfruttamento e il saccheggio da parte del sistema capitalista, neoliberista e
imperialista (di cui lo stesso Vannacci è agente e strumento) ai danni del
Terzo Mondo, da tempo rinominato Sud del Mondo. Un saccheggio senza del quale
il sistema capitalista non potrebbe sopravvivere.
La seconda, direttamente
collegata alla prima. Depistare ideologicamente i ceti popolari dirottando la
loro attenzione impedendogli di vedere chi sono i reali responsabili del loro
stato di disagio (e certamente anche l’immigrazione incontrollata – che è
strutturale al sistema capitalistico – è una delle cause di tale disagio anche
se non la principale).
La terza è la guerra ideologica
contro quella parte dell’Islam non allineato al mondo occidentale. Oggi, può
piacere o meno ma è un fatto, l’Islam sciita (insieme ad una parte, minoritaria,
di quello sunnita) è l’ostacolo principale in tutta l’area del Vicino e Medio Oriente
all’imperialismo americano e israeliano. Un ostacolo non solo di ordine politico,
geopolitico e militare ma anche ideologico. Quell’Islam sciita è portatore di un
“pensiero forte” e di un “sistema valoriale forte” sul piano ideologico,
religioso e spirituale irriducibile all’ideologia e al “way of life” americano
e occidentale. E’ per questo che è odiato dall’Occidente (in questo caso non
solo dalla destra ma anche dalla “sinistra”, per ragioni in parte simili e in
parte diverse), non soltanto, quindi, perché impedisce il saccheggio
indiscriminato delle risorse di quell’area e un ostacolo concreto all’espansione
in linea teorica illimitata dello stato (è l’unico stato del mondo che non ha
confini definiti quindi è più corretto definirlo “entità”) sionista. Non a caso gli strali del generale Vannacci e
dei suoi sodali, da Rizzo ai fascisti di Casapound, si rivolgono contro i
musulmani. La loro campagna per la “remigrazione” (una puttanata ideologica
peraltro priva di ogni possibilità di realizzazione concreta, utile solo per
gettare nero seppia in faccia al loro elettorato) è di fatto rivolta contro gli
islamici. Vannacci è un uomo della NATO e di Israele e da questi, politicamente
parlando, prende ordini. Soltanto degli sprovveduti (non è una colpa esserlo ma
è doveroso chiarirlo) possono pensare che Vannacci sia un “antisistema”.
La quarta. Vannacci serve a ridare
un po’ di linfa ad un centrodestra stanco e logoro che in questi anni di
governo Meloni ha perso colpi, sia in virtù della sua inettitudine (fra cui il
suo stomachevole servilismo nei confronti degli USA e di Trump) che,
soprattutto, della sua incapacità di dare una risposta ai problemi (in taluni
casi, drammi) economici e sociali del Paese.
La quinta. Vannacci serve a
rafforzare la polarizzazione politica e ad impedire la nascita di un polo
realmente alternativo ai due schieramenti di “sistema”, il centrodestra e il
centrosinistra. La nascita di una nuova forza reazionaria radicale, con
evidenti venature fascistoidi, serve allo schieramento di centrosinistra per
serrare i ranghi, disinnescare le contraddizioni al suo interno (leggi i
contrasti, soprattutto sulla guerra della NATO contro la Russia, fra PD e Renzi
da una parte e Conte dall’altra) e chiamare l’elettorato a turarsi il naso e a
votare per fermare il fascismo alle porte. Il centrodestra, dal canto suo, non
chiede di meglio, e la giostra può continuare a girare.
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