Come eravamo. Come siamo ridotti


Qualcuno dirà che questo mio breve articolo è retorico, demagogico. Non lo so e tutto sommato non mi interessa molto. Credo però che le immagini accompagnate da poche parole di commento siano spesso molto più efficaci di analisi elaborate (pur necessarie, sia chiaro…).

Questa che vedete sotto nel video è una manifestazione operaia a Torino negli anni ’70. Questa era la Sinistra (con la S maiuscola) in quella fase storica. La Sinistra alla quale avevo aderito, anima e corpo. Osservate bene le persone, i volti, le espressioni, la composizione sociale, senza starci troppo a pensare, di getto, come si suol dire.

Dopo di che resettate tutto e andate a vedere una manifestazione della “sinistra” di oggi, liberale o radicale che sia. Anche in questo caso osservate le persone, i volti, le espressioni, la composizione sociale, anche in questo caso, senza pensarci troppo.

Vi verranno alla mente tante cose, come è cambiato il mondo, la società, il lavoro, le persone, la cultura, come è cambiata radicalmente la “sinistra” che infatti ora scrivo, non casualmente, fra virgolette e con la minuscola. Un vero e proprio processo di mutazione genetica che l’ha portata ad essere la brodaglia stucchevole e insopportabile che è da almeno quarant’anni.

Fra le tante cose che vi verranno alla mente capirete anche perchè, senza necessità di analisi elaborate, anche nel nostro paese, sta nascendo, anzi è già nato, un nuovo e inquietante partito reazionario di massa.  Una delle tante conseguenze di quella mutazione genetica.

Non riesco ad accettare questo disastro che ha nomi e cognomi. Forse Dio, l’Universo o Chi per Loro li/e perdonerà. Io no.

Scioperi contrattuali alla Fiat. Operai davanti alla Fiat on striscione  Consiglio di fabbrica Fiat- Mirafiori, Torino 1974 - Archivio | 9centro

3 commenti per “Come eravamo. Come siamo ridotti

  1. Giovanni
    14 Giugno 2026 at 22:46

    In fondo è quella trasformazione che Pasolini aveva colto quando ancora era in embrione. Una trasformazione che non era riuscita neppure al fascismo ed è invece riuscita alla modernità.

    L’omologazione verso un modello unico vuoto, che varie forme di consumismo riempiono come una droga. E la droga lascia il vuoto, ti mangia dentro e crea dipendenza.

    Personalmente ho cominciato a capirlo solo pochi anni dopo la grande crisi.

  2. Giulio Bonali
    15 Giugno 2026 at 7:51

    Corruptio optimi pessima (antica saggezza latina).

  3. Enza
    15 Giugno 2026 at 10:56

    Analisi comparata efficacissima senza tante storie. Siamo sgomenti pur se avremmo dovuto assuefarci, rassegnarci, secondo note teorie. Chi è sgomento? Chi ancora ribolle, sussulta, si intossica davanti a tanto sfacelo. Serve a qualcosa? A niente se è così facile accalappiare nella rete milioni di prede. Indubbiamente occorre riconoscere alle classi egemoni, la piena riuscita della pianificazione a partire daglii anni ’70, con picchi magnifici dopo la crisi del 2008. Un tenace fil rouge lega eventi apparentemente lontani nel tempo, nello spazio, nella loro specificità. La covidemia fa parte di questo unico disegno, per esempio, che continua con la guerra diffusa.
    E ogni volta, dopo, ci si ritrova sempre peggio. Non è un caso che i fascismi, storicamente, si alimentino nelle macerie politicihe, sociali, economiche…
    Ora è tardi, troppo tardi con la velocissima, imperiosa IA, riconosciuta dai suoi stessi padri come ingovernabile. Intanto i burattinai si divertono piazzando a loro piacimento fantocci orridi, surreali, infimi, per sprezzante dileggio dei vinti. Come ci siamo ridotti-dici bene- Fabrizio.

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