Intervento di Fabrizio Marchi all’Assemblea Nazionale di Agorà


Il 27 giugno 2026 si è tenuta a Roma l’Assemblea Nazionale di Agorà, iniziativa politica lanciata dal prof. Angelo D’Orsi. L’Interferenza ha partecipato con il direttore Fabrizio Marchi, questo è il suo intervento:

7 commenti per “Intervento di Fabrizio Marchi all’Assemblea Nazionale di Agorà

  1. Giovanni
    28 Giugno 2026 at 18:55

    Però è abbastanza deludente, ma non sorprendente, che lascino solo 5 minuti o poco più per un intervento.

    L’altro giorno ho citato M. Severgnini, oggi leggo al riguardo Tomaselli.

    «Qualunque cosa se ne possa pensare, è chiaro che tra l’operazione Vannacci [..] e quella del prof. D’Orsi c’è un abisso. Letteralmente lo zenit e il nadir
    [..]
    l’operazione Agorà mi ricorda molto “L’altra Europa per Tsipras”, e temo che ne seguirà ineluttabilmente le sorti.
    [..]
    la buona fede e la buona volontà dei promotori [..] garantiscono, rispettivamente, l’onestà intellettuale e la sincerità dell’impegno, ma [..] non necessariamente la capacità.
    [..]
    sto ad Agorà come un pasdaran al negoziato con gli USA: con scetticismo, ma anche con la speranza di essere smentito.»

    Sono d’accordo con lui, ma con ben poca speranza di essere smentito.

    • Fabrizio Marchi
      28 Giugno 2026 at 21:38

      Le tue perplessità sono le perplessità di tutti. Ci si prova…Da perdere non abbiamo nulla e per la nostra comunità, quella che si è raccolta intorno a questo giornale intendo, è anche un modo per farsi conoscere, per diffondere le nostre idee. La battaglia politica che stiamo conducendo non si ferma di certo alle prossime elezioni politiche…

      • Giulio Bonali
        29 Giugno 2026 at 7:34

        Concordo con Giovanni e con Fabrizio (più col primo per il mio pessimismo della ragione prevalente sull’ ottimismo della volontà).
        L’ inderogabile conditio sine qua non per me è un NO inequivocabile alla ben che minima ipotesi anche di soltanto prendere in considerazione l’ ipotesi di collaborare a qualsiasi titolo, anche minimalissimo, con i nemici del popolo della sedicente “””sinistra””” che più destra non si può (nemmeno da parte della peggiore di quella che propongo di chiamare la “destra sincera”, cioè il vannacciume); al massimo potrebbe essere ammissibile la remota ipotesi di inevitabile, casuale, ingrato e imbarazzante convergenza di fatto “a naso turato” come nella prima repubblica poteva capitare che il PCI fosse costretto controvoglia a votare in parlamento come il MSI contro la DC, i socialdemocratici e o liberali.
        Scusate la pignoleria ma qui la “vigilanza”, come si diceva ai bei tempi, é importantissima e deve essere assolutamente “ferrea”: errare humanum est, perseverare diabolicum!
        La storia recente dimostra che dietro anche il più timido tentennamento in proposito inevitabilmente si cela il solito tradimento ed inganno,

        • Fabrizio Marchi
          29 Giugno 2026 at 10:04

          Sono d’accordo. Come ho cercato di spiegare nel mio brevissimo intervento (obtorto collo, il tempo concessomi era quello che era…) all’assemblea fondativa di Agorà, la nostra partecipazione e il nostro sostegno al nascente movimento è legato è legato alla possibilità di lavorare alla costruzione di un nuovo soggetto politico, di classe, popolare e Socialista, che operi una cesura netta con entrambi i poli di destra e di “sinistra” in tutte le loro articolazioni. Nel contesto storico-politico attuale infatti, la questione principale non è battere la “destra-destra” per mandare al governo un’altra “destra”, cioè l’attuale “sinistra”, bensì costruire un nuovo grande partito di massa che oltre a rappresentare gli interessi delle classi subalterne sia anche una garanzia di tenuta democratica. Agorà è al momento soltanto un movimento di opinione finalizzato ad una lista elettorale, con il rischio concreto che si sciolga laddove non riesca a raggiungere il quorum, così come è successo a tante altre liste. Tuttavia, rispetto a quelle altre, il programma è sicuramente valido e condivisibile e può costituire una base di partenza per un lavoro futuro, che vada ben oltre la scadenza elettorale.

          • Ros* lux
            29 Giugno 2026 at 13:54

            Concordo…Bene ma tardiva l’iniziativa di Agorà …Ma per chiarire dall’equivoco Destra/falsa Sinistra…Alle prossime elezioni avremo la possibilità di scegliere, con una nuova Legge elettorale Acerbo ,tra Eterofascismo e Queerfascismo.
            La scelta sarà tra un fascismo in stile Mussolini (Vannacci) o un Dannuzianesimo (Schlein), oppure un loro mix in proporzioni variabili nelle altre formazioni politiche.

            Parafrasando Marx dell’ incipit della sua opera ” Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte ” (1852) …un’analisi del Fascismo ante litteram : La Storia si ripete …Da tragedia a farsa …Nel caso attuale una tragicommedia degli equivoci di genere…Dal Caporale Benito al PdC Giorgia ed oltre…al Generale delle passeggiate identitarie…alla Camarade neodannunziana che sfila alla festa della rivoluzione del Pride LGBTetc

    • Alessandro
      29 Giugno 2026 at 17:27

      Se Agorà dovesse far proprie, assimilandole e rendendole impianto teorico, le analisi del professor Zhock, sul ruolo che il capitalismo finanziario assegna alle emergenze storiche di questo trent’anni (islamismo, subprime, clima, guerra, pandemia…) direi che siamo agli antipodi del substrato culturale e ideologico che costituiva L’altra Europa. Per fortuna, direi. Per non parlare della posizione totalmente diversa e opposta rispetto ad un certo femminismo, alla cultura woke, gender ecc.

  2. Andrea Vannini
    29 Giugno 2026 at 19:20

    Le questioni sembrano essere due: il partito e le prossime elezioni. La prima strategica, la seconda tattica. Marchi, giustamente, sottolinea la centralità della prima. Mi limito a una osservazione: il partito non nasce da una operazione volontaristica e intellettualistica. Da una scommessa. I tentativi fallimentari non sono certo mancati. La diversità di Agorà sarebbe “il programma”? Caro Marchi, no. Di programmi “belli e buoni” é lastricata la via della sconfitta. Ciò che conta é se il programma è una “bandiera piantata nella testa dei proletari”. Se ragioniamo di partito e di programma oggi é essenziale partire dai recenti movimenti, dagli scioperi e dalle manifestazioni antimperialiste e antifasciste. Relazionarsi con gli attivisti e gli organizzatori. Il partito che vogliamo nasce, non solo ma principalmente, nei luoghi di lavoro e di studio. Sulla partecipazione elettorale: è dagli anni ’90 che le leggi elettorali sono delle truffe. In italietta non c’ è né una democrazia sostanziale né una democrazia formale. L’ astensione crescente testimonia che gli italiani hanno capito ciò che “politici e intellettuali rivoluzionari” stentano a capire. Ciò non significa che partecipare a una gara truccata sia sempre e comunque sbagliato. Si tratta di valutare correttamente e concretamente di volta in volta. Se si é stati partecipi, protagonisti delle lotte é legittimo testare anche elettoralmente il consenso che si è stati capaci di acquisire. É assai difficile che, anche se la legge elettorale cambierà, manchi una sbarramento percentuale da superare per eleggere uno o più grilli parlanti. Se contro destra-centro-sinistra si presenteranno più liste (non una sola) alternative-antagoniste? Sarà o no una lotta fratricida? Il nemico finiranno per essere non le “due facce della stessa medaglia” ma chi, essendo politicamente più vicino, finirà per contendere gli stessi consensi. Più liste si presenteranno, perdipiu’, più si alimentera’ la sciagurata logica del voto “utile” sulla quale contano gli opportunisti portatori di acqua con le orecchie (avs, prc, ecc.). Passo e chiudo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.