La sinistra politicamente corretta urla al “mostro” dopo averlo creato


Che Vannacci sia stato creato dalla sinistra, come sostiene Fabrizio Marchi, è un’affermazione pienamente esatta. Anzi vorrei dire di rara esattezza. È infatti la sinistra politicamente corretta, paladina dei diritti individuali cosmetici e nemica della questione sociale, braccio politico delle élite e del finanz-capitalismo, ad aver generato lo spazio politico che ora Vannacci riempie con una proposta reazionaria di massa.

Per rendersi conto di questa stretta complementarità esistenziale basta vedere la ressa di commenti indignatissimi di personagg*, personaggin* e personaggett* della sinistra politicamente corretta, sia liberal che radical (anche nota come sinistra ztl, rosé, o fucsia, come si preferisce) tutti armati di “statistiche” certissime ma sfortunatamente mancanti dell’unico numero necessario a interpretarle, quello dei neuroni attivi nel proprio cervello portato all’ammasso.

Sulle affermazioni di Vannacci relative al cosiddetto “femminicidio” (sulla cui scia ideologica è stata prodotta, giova ripeterlo, una legge incostituzionale e sessista in senso antimaschile), e su Vannacci, basta dire con Ernesto Rossi che “Se un fascista dice che piove, e piove, il fascista ha ragione” (Ernesto Rossi, antifascista vero e storico, non nominalistico come gli “antifascisti” del PD), un’onestà intellettuale del tutto sconosciuta alla sinistra politicamente corretta, che ai fatti preferisce di gran lunga le narrazioni. Questa sinistra, anti-socialista e antipopolare fino al midollo, è totalmente prona al sistema capitalistico e della guerra, e megafono delle sue propaggini ideologiche a cominciare dal femminismo inteso come ideologia interclassista, funzionale a far slittare la lotta tra classi verso la guerra tra i sessi, cioè una guerra tra subalterni, scatenata a protezione e per conto delle élite.

A questo servono l’”emergenza femminicidi” e il patriarcato-prezzemolo. A reiterare la narrazione secondo la quale Chiara Ferragni e la precaria a 400 Euro al mese starebbero dalla stessa parte di una indifferibile battaglia di civiltà contro il carnefice rappresentato da un sesso. Ad abbassare lo sguardo distogliendolo dagli oppressori (che sono sia uomini che donne, proprio come gli oppressi…), dalla classe dominante, per rivolgerlo orizzontalmente verso il presunto pericolo che ti cammina affianco.

Con costoro non c’è nulla da fare e nulla da dire, non c’è alcuna speranza, bisogna soltanto combatterli. Esattamente come bisogna combattere la proposta politica di Vannacci. Quest’ultima non la si combatte di sicuro con la mostrificazione, al contrario questo è il modo garantito di regalargli il 10%. Questa “sinistra” di complemento marginalizza soltanto il Socialismo, per il resto apre autostrade a destra, da quella meloniana di governo a quella reazionaria di massa di Vannacci. Per combatterlo occorre combattere la “sinistra” che ha generato il “mostro” e ora urla al mostro. L’uno e l’altra sono, in modi diversi ma altrettanto visceralmente, anti-socialisti.

Scontro tra Lilli Gruber e Roberto Vannacci sui diritti delle coppie  omosessuali in Italia: "Non sono normali"

Fonte foto: da Google

5 commenti per “La sinistra politicamente corretta urla al “mostro” dopo averlo creato

  1. ndr60
    16 Giugno 2026 at 19:40

    Penso che il calcolo politico dei fenomeni del PD&affini sia proprio quello di favorire il fenomeno Vannacci per mettere in difficoltà la Meloni, dividendo il suo elettorato. La nascita di un Front National de noartri potrebbe (come in Francia) portare a un fronte comune per arginare “il pericolo fascista”, poichè è meglio un fascismo moderato travestito da pragmatismo filo UE-NATO-USraele che uno più estremo, uguale al precedente ma (orrore!) contrario al reato di femminicidio e all’armamentario woke.

    • Fabrizio Marchi
      16 Giugno 2026 at 19:53

      Condivido l’analisi.

      • Pier Paolo Caserta
        16 Giugno 2026 at 20:44

        Anche a me sembra molto verosimile.

  2. Ros* lux
    17 Giugno 2026 at 22:06

    Ma a loro Vannacci va bene , perché con le polemiche sul cosiddetto reato fi femminicidio e la remigrazione riporta il dibattito pubblico sui temi securitari ed identitari…Per altro le “opposizioni” non hanno mai neanche provato a cambiare le norme sull’immigrazione che favoriscono lo sfruttamento degli immigrati.
    Il dibattito innescato.da Vannacci sta stornando l’attenzione del pubblico dalla proposta di tassazione su i patrimoni superiori ai 2 milioni di euro…
    Le dirigenti (femminile sovraesteso) del PD e il M5S sono contro il patri-arcato,fino a quando non si tocca il patri-monio…Anche se nella stessa vulgata neofemminista…
    I grandi patrimoni sono storicamente e statisticamente concentrati nelle mani di una ristretta cerchia (prevalentemente maschile). Questa concentrazione estrema si dovrebbe tradurre in un potere di influenza politica, economica e sociale (spesso definito “plutocrazia”), che dovrebbe perpetuare strutture di stampo patriarcale a scapito dell’emancipazione femminile e delle fasce più vulnerabili,ma in realtà da decenni è in corso una costante campagna culturale neofemminista promossa dalle grandi imprese,dal grande Capitale.
    Proteggere i grandi patrimoni a scapito della redistribuzione sociale è il riflesso classista dell’ideologia neofemminista.
    Le politiche sociali hanno senso se hanno come obiettivo la riduzione delle diseguaglianze di classe,la riduzione del Coefficente di Gini ,il resto è solo un equivoco…Un Socialismo per analfabeti funzionali.

  3. Giacinto Lombardi
    19 Giugno 2026 at 8:32

    Cè’è però un dato positivo in questa orribile legge 577 bis (Femminicidio), con la definizione di femminicidio stabilita dalla legge, in questi 6 mesi si dono verificati solo 3 femminicidi. Non si prevede che se una donna uccida un uomo per le stesse ragioni, si possa parlare di maschicidio e infliggerle l’ergastolo.
    Se poi aggiungiamo che la legge è stata votata all’unanimità, io hegeliano vedo la furbizia della ragione che sta facendo il suo corso dando spazio a Vannacci e dando voce a quanti hanno subito in silenzio le umiliazioni delle leggi e delle femminste.

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