L’antifascismo strumentale di Mario Monti


L’intervento di Mario Monti a Cernobbio contro Vannacci è stato un evidente endorsement non al cosiddetto “campo largo” ma al “campo larghissimo”, da Renzi ad Acerbo (il leaderino di Rifondazione Comunista) passando per Schlein, Conte, Fratoianni e chi più ne ha più ne metta (buttamoce dentro pure Calenda e Bonino, sia mai, uno ce prova, come si dice dalle mie parti…).

E’ evidente come uno dei due schieramenti dello stesso sistema neoliberale e neoliberista dominante, quello di centrosinistra, non abbia altre carte da giocarsi se non quella dello spauracchio del fascismo alle porte (roba vista e stravista fin dai tempi di Rutelli vs Fini). Monti, uno dei massimi rappresentanti in questo paese della finanza e del capitale internazionale è andato in suo soccorso. Aspettiamo di vedere cosa dirà e farà, fra gli altri, l’altro pezzo da novanta della finanza e del capitale transnazionale, cioè Mario Draghi. Verso chi orienteranno le loro simpatie i veri padroni del vapore per gestire questa fase a dir poco assai delicata, per usare un eufemismo? Chi riterranno più affidabile e/o più servizievole per curare i loro interessi, il centrodestra o il centrosinistra? Oppure si divideranno, come già accaduto e accade, non solo in Italia, ovviamente, ma in tutto il mondo occidentale a partire dagli Stati Uniti? Non lo sappiamo ancora.

Di certo sappiamo che se Vannacci non fosse stato (ultra) pompato mediaticamente, in particolare dal mainstream liberal, oggi sarebbe un illustre sconosciuto. Con questo non voglio dire che Futuro Nazionale sia un’invenzione partorita in un laboratorio. Al contrario, questa neo destra radicale e reazionaria è molto abile nello sfruttare le contraddizioni reali create inevitabilmente dal sistema neoliberale e neoliberista e a proporsi come forza “antisistema”, anche quando il suo leader, politicamente parlando, è un uomo da sempre al servizio della NATO, degli USA e di Israele. L’acutizzarsi di quelle contraddizioni – diseguaglianza e sperequazioni sociali sempre più marcate, smantellamento dello stato sociale, senso di insicurezza generale, difficile e problematica convivenza dei settori popolari più deboli con una crescente presenza di immigrati con tutto ciò che ne consegue (competizione nei comparti di lavoro meno qualificati, coesistenza spesso faticosa all’interno di agglomerati urbani già di per sé disagiati e sovraccaricati) – in assenza di una risposta politica adeguata e soprattutto realmente alternativa allo stato di cose presente, ha creato e crea l’humus per la crescita e l’affermazione di quel genere di forze di estrema destra, comunque organiche al sistema stesso che se ne serve in vari modi e in base alle necessità del momento. Possono servire, come dicevo, da spauracchio, al fine di mettere in piedi rassicuranti e affidabilissimi (per le elite dominanti) rassemblement elettorali e altrettanto rassicuranti coalizioni di governo, oppure, estrema ratio, come cani da guardia da sguinzagliare in caso di precipitazione dello scontro sociale. Il fine ultimo è sempre lo stesso, la pace sociale, da realizzarsi a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, e quindi disinnescare ogni forma di autentica conflittualità, basso vs alto, ceti subalterni contro ceti dominanti, lavoro vs capitale, dategli il nome che preferite, la sostanza non cambia.    

Nonostante le apparenze – a questo serve la posizione assunta da Monti – le classi dirigenti non sono affatto preoccupate dall’affermazione di Vannacci che non modificherà in alcun modo gli assetti e la struttura economica e politica del sistema per le ragioni che ho già spiegato. La loro preoccupazione è la tenuta del “sistema” stesso, cioè del loro dominio e, naturalmente, il mantenimento della pace sociale. Questa preoccupazione è tanto più forte nel momento in cui quelle stesse classi dirigenti stanno marciando a vele spiegate verso la guerra contro la Russia, che significa più soldi per il riarmo e meno soldi per la sanità, i salari, le pensioni e lo stato sociale già fortemente indebolito da decenni di politiche neoliberiste. Il peggioramento delle condizioni di vita della gente potrebbe portare ad una rottura della pace sociale. E’ per questo che si rende necessaria anche una forza come quella di Vannacci. Perchè, repetita iuvant, può aiutare il sistema politico a stabilizzarsi attorno ad una serie di possibili soluzioni: l’affermazione alle prossime elezioni di un amplissimo schieramento di centrosinistra, oppure quella del centrodestra imbarcando Futuro Nazionale opportunamente ammorbidito (è un fenomeno ricorrente se non sistematico il venire a più miti consigli una volta al governo rispetto a quanto si diceva in campagna elettorale…) o, meglio ancora, un governo “tecnico” sostenuto da una larga maggioranza politica con l’esclusione di FN e forse di qualche pezzetto della “sinistra” (per rendere ancora più credibile l’operazione).

Dietro all’antifascismo declamato da Monti c’è questo obiettivo.

Mónti, Mario - Enciclopedia - Treccani

Fonte foto: da Google

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