L’ipocrita “contrordine compagni” di Ocasio Cortez e Giuseppe Conte


Il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha detto che “l’ideologia woke non serve alla sinistra perché il nemico vero da battere sono le diseguaglianze sociali”. Naturalmente lo ha dichiarato con quella cautela e quel cerchiobottismo tipici del democristiano qual è, nella sostanza. “Il Woke – ha spiegato – ha avuto anche aspetti positivi, ha spinto ad allargare il concetto di giustizia, ad adottare un linguaggio più rispettoso, ha contribuito a creare spazi simbolici e pratiche di riconoscimento che si sono diffuse nei luoghi di lavoro, nelle università, nei media, però ha avuto anche effetti perversi: conformismo ideologico e, in talune punte, repressione della libertà di opinione”. E ha soggiunto:” non è con il woke che la sinistra può fare giustizia perché una forza progressista deve necessariamente interveniresulle radici materiali delle diseguaglianze, assumendo quale prioritario obiettivo la riduzione (se non l’eliminazione) degli squilibri economici e delle iniquità sociali”.

Meglio tardi che mai, potrebbe dire qualcuno. No, “spiaze”, come si suol dire, troppo tardi e troppo strumentale. Conte ha fatto finta di nulla in tutti questi anni rispetto alla deriva woke di tutta la “sinistra” occidentale e italiana e ora cerca di smarcarsi perché ha capito che proprio quella deriva ha consegnato milioni di persone, soprattutto, se non prevalentemente, dei ceti popolari, alla destra. E siccome ha il problema di vincere le prossime primarie del “campo largo” deve differenziarsi dal PD e in modo particolare dalla sua leader, Ely Schlein, che è una campionessa del woke; diciamo pure che quest’ultima si affermò alle primarie del PD che le consentirono di diventare segretaria di quel partito proprio in virtù del fatto che lei stessa è una delle principali esponenti di quella “cultura” e di quella ideologia.  

Non solo. Conte fa questa dichiarazione dopo che negli stessi ambienti democratici americani è iniziato l’ipocrita e strumentale ripensamento sul woke. Anche in questo caso prevalgono – né poteva essere altrimenti – l’ipocrisia e la strumentalità. Soprattutto la Ocasio Cortez – che si è prodotta negli ultimi giorni in una sorta di falsa quanto penosa autocritica – è stata anch’ella una campionessa, e fra le più agguerrite, del wokismo. Anche intellettuali ultra liberal maitre a penser (l’ “italo-americano” Federico Rampini fra gli altri) sono arrivati a criticare il wokismo per quanto era asfissiante e fanatico negli anni in cui a governare negli USA era la fazione dem del sistema capitalista americano.  Ora i democratici si accorgono (ma guarda un po’) che essersi occupati dei deliri wokisti, genderisti e transfemministi piuttosto che delle diseguaglianze sociali, della precarizzazione del lavoro e della vita e dell’affossamento dello stato sociale (in un contesto come quello americano dove le diseguaglianze sociali hanno raggiunto livelli parossistici) ha portato consensi alla destra.

Ma il problema è strutturale. La “sinistra” occidentale e ovviamente quella italiana, tutta, senza nessuna esclusione, da Italia Viva a PaP, è quella “roba” lì, non è altro, di conseguenza non è recuperabile. Quella di Ocasio Cortez è soltanto una maldestra arrampicata sugli specchi che le serve per proporsi come una candidata credibile per il partito democratico (ammesso che riesca a prevalere alle primarie) per le prossime elezioni del 2028. Per perseguire questo obiettivo deve cominciare, sia pur timidamente, a prendere le distanze dal fanatismo ideologico che l’ha contraddistinta in tutti questi anni; proprio lei che è stata una sorta di inquisitrice, di vestale del wokismo e del politicamente corretto, insieme naturalmente a tante altre e altri, in primis Kamala Harris. Quest’ultima andò al disastro elettorale contro Trump, proprio sventolando la bandiera di tutti i deliri politicamente corretti, wokisti e neo, post e transfemministi che, appunto, contribuirono a spostare consistenti fette di elettorato, anche tradizionalmente democratico (pensiamo alla famosa “Cintura della ruggine” tra il Michigan e l’Illinois dove è concentrata una gran parte dei lavoratori metallurgici americani) nelle braccia di Trump e Vance.

Il tentativo, dunque, è di salvare il salvabile, cominciando una sia pur timida autocritica rispetto ai temi di cui sopra, ma questo ovviamente non sarà sufficiente. L’attuale “sinistra” è ormai giustamente letta da gran parte dei ceti popolari per quello che è, cioè un “salotto” radicalchic del tutto funzionale e organico all’attuale ordine sociale e politico e alle sue strutture di comando, gli USA, la NATO e l’UE. Il problema, come abbiamo più volte denunciato, è che questi stessi ceti sociali finiscono in buona parte per rivolgersi alle destre, passando in tal modo da una padella ad un’altra. Ma l’abilità della destra o di una parte di essa è proprio quella di riuscire a darsi un’immagine di forza “antisistema”, quando in realtà gli è del tutto organica.

In tal senso, l’”invenzione” del partito di Vannacci è stata geniale. Un partito che si presenta appunto come “antisistema” quando in realtà è ad esso completamente organico. FN è infatti filo atlantico e filo sionista fino al midollo ma questo viene occultato anche e soprattutto dai media controllati dal centrosinistra che picchiano duro sulle questioni di genere ma si guardano bene dal denunciare l’organicità di FN alla Nato e agli USA (e a Israele) per la semplice ragione che è anche la loro.

Nello stesso tempo però Vannacci e chi gli sta dietro hanno capito perfettamente che il “politicamente corretto” in tutte le sue declinazioni, dal “femminismo reale” attualmente dominante fino alle sue propaggini woke, costituisce una questione concreta, un racconto demonizzante e deformante la realtà stessa sempre più mal sopportata da larghi settori popolari, sia da uomini che da donne, e la affrontano di petto e senza mediazioni, a differenza dei balbettii di Conte, naturalmente interpretandola dal loro punto di vista neoconservatore o neo tradizionalista, leggasi l’idea bislacca di tornare ad un non ben precisato “patriarcato mediterraneo”.  

Superfluo sottolineare da parte nostra, ancora una volta, per l’ennesima volta, che la crescita di una forza politica come quella di FN è dovuta alla inesistenza, al momento, di un’autentica forza Socialista, di classe e popolare in grado di produrre una critica radicale ma tutt’altro che reazionaria (anche) a quell’ideologia politicamente corretta (in tutte le sue articolazioni) che costituisce uno dei perni fondamentali dell’ideologia neoliberale dominante. Per parte nostra, per quelle che sono le nostre modeste possibilità, stiamo cercando di lavorare per costruirla.

Giuseppe Conte, l'Ocasio-Cortez italiano: "Alla sinistra non serve il woke"

Fonte foto: Il Foglio (da Google)

4 commenti per “L’ipocrita “contrordine compagni” di Ocasio Cortez e Giuseppe Conte

  1. Giulio larosa
    22 Agosto 2026 at 12:56

    il woke ha anche scoperto che una parte importante dei suoi beniamini prende i privilegi che gli hanno garantito i falsi sinistri ma poi una volta acquisiti passa alla destra con tanto di pernacchie. Basta vedere la famosa Sconcia leccarazzisti e altri rubastipendio come lei da che parte stanno.

  2. Ros* lux
    22 Agosto 2026 at 20:43

    Non sembra una vera svolta che metta da parte il neofemminismo per il Socialismo….
    La O.C. nella stessa intervista nella quale prende le distanze dalle assurdità woke rilancia il tema neofemminista della “Social Freezing”.
    Il Social Freezing è spacciare per progresso e libertà quella che è una resa alla precarietà lavorativa.

    Il Social Freezing è un obbligo mascherato da beneficio , una mercificazione abietta ,un assoggettamento al Capitale presentato come emancipazione.
    In sintesi una negazione orwelliana delle politiche sociali, soprattutto negli Usa,dove circa 26-28 milioni di persone (pari all’8% – 9% della popolazione) sono prive di assicurazione sanitaria. Questa stima, basata sui dati ufficiali del U.S. Census Bureau, oscilla leggermente a seconda dell’anno e dei criteri di rilevazione, ma si mantiene storicamente intorno a quella soglia.

    In quel contesto [ ma a questo punto anche in Italia dove oltre 6 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi a causa della povertà e delle liste d’attesa mentre la Regione Puglia a guida PD ha già disposto il ( https://www.sanita.puglia.it/web/asl-lecce/-/crioconservazione-degli-ovociti-per-fini-sociali-social-freezing-l-avviso-per-il-contributo) contributo al social freez ing
    ] proporre di impiegare finanziamenti pubblici per trattamenti di conservazione degli ovuli costosi e molto spesso inefficaci è puro cinismo classista borghese, un’ennesima manifestazione della vera natura dell’ideologia neofemminista .

    Per quanto strumentale ben venga la nuova posizione di Conte …Il problema è che nel frattempo il M5S è già diventato il Partito della Donna Qualunque proprio per convergere nell’alleanza con il PD e la sua componente fanaticamente neofemminista non lo seguirà.

  3. Stefano Tenenti
    23 Agosto 2026 at 8:28

    TUTTO VERO ANCHE SE, LA PRESA DI COSCIENZA DEL DISASTRO WOKE DA PARTE DEL FURBETTO CONTE, CON TUTTA EVIDENZA METTE IN TENSIONE LA CLOACA DEL CAMPOSANTO LARGO LA CUI FINE È CONDIZIONE INDISPENSABILE PER METTERE IN PIEDI UN’OPPOSIZIONE CREDIBILE ALLA CORTE DEI MIRACOLI MELONIANA.
    VISTO LO SPESSORE DELLE CLASSI POLITICHE ITALIOTE, TUTTAVIA, È PROBABILE SI TRATTI DI TATTICA ACCHIAPPA VOTI E ACCHIAPPA GONZI. CITANDO: LA SITUAZIONE È GRAVE MA NON È SERIA.
    TOGLIAMOCI UN ALTRO SASSOLINO, SUL PASSAGGIO: “ELY SCHLEIN, CHE È CAMPIONESSA DEL WOKE” SIAMO PERFETTAMENTE D’ACCORDO MA SEGNALIAMO UN’AGGRAVANTE, CAMPIONESSA DEL WOKE SENZA WAKE NON HA PRODOTTO NULLA DI PIÙ DELLE PATETICHE COMPARSATE SUL CARRO PRIDE, SENZA FEMMINISMO ALLA FRASER E CANCEL CULTURE.

  4. Piero
    24 Agosto 2026 at 11:15

    Di tutta questa fuffa del woke, quello che stupisce è che, appena parte l’ordine dagli USA, la sinistra italiana si accoda immediatamente, con alla guida un democristiano di destra, una partecipante con ancheggiamenti alla Elvis Presley di GAY PRIDE, un esponente di un partito che dà un senso computo ad un acronimo, e due di presunta sinistra con moglie di uno al seguito (con conseguente doppio stipendio parlamentare in famiglia, che anche i marxisti tengono famiglia).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.