Di seguito il link con cui Agorà
risponde ufficialmente alle polemiche sorte in merito ad alcune posizioni sulla
crisi pandemica assunte alcuni anni fa dal Prof. Angelo d’Orsi, ideatore e promotore
del movimento.
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Non entrerò volutamente nel
merito dei contenuti di questo documento per due ragioni fondamentali. La prima
è che questa questione lacerò a suo tempo innanzitutto quella che potremmo
definire l’area, estremamente variegata e disunita, del dissenso sociale e
politico. E proprio quest’area, durante la crisi pandemica, fu attraversata da
conflitti e contraddizioni, reali e non inventate, incapace di dare una
risposta unitaria e di trovare una sintesi. E ciò per varie ragioni sia di
ordine politico che ideologico. In altre parole, il nemico di classe –
cominciamo a richiamare le cose con il loro nome – riuscì ad avere la meglio
anche in quello specifico contesto, riuscendo a dividere (attività nella quale
il nemico è abilissimo) non solo quello che chiamerò, per capirci, il “fronte
del dissenso” ma anche il resto della popolazione, separando ad arte quelli che
per brevità potremmo chiamare i “no vax” da coloro che pur essendo in posizione
diversamente critica nei confronti della gestione politica della crisi
pandemica, scelsero comunque di vaccinarsi, mettendo infine questi ultimi contro tutti quegli
altri che in buona fede e per le ragioni più diverse, aderirono alla campagna a
favore della vaccinazione. Un vero e
proprio capolavoro di intelligenza e astuzia politica che creò una nuova artificiosa
polarizzazione.
Quello che definiamo come “sistema
dominante” fu abilissimo nel creare ad arte questa divisione in cui tanti, se
non più o meno quasi tutti, caddero. La conseguenza di ciò fu l’ennesima guerra
orizzontale che vide i ceti popolari dividersi in “no vax”, “pro vax” o “diversamente
vax”. Tutti incapaci, nel frangente
specifico, di produrre una analisi lucida e coerente rispetto a quanto stava
accadendo e di individuare la reale controparte. I riflettori sulla crisi
pandemica si spensero, come molti ricorderanno, solo quando scoppiò la guerra
(della NATO) contro la Russia.
Ora, a distanza di anni, alcuni provocatori hanno artatamente rianimato quella lacerazione, quella “contraddizione in seno al popolo” non ancora risolta, con il solo scopo di danneggiare politicamente un nascente movimento come quello promosso dal Prof. Angelo d’Orsi perché ritengono, non a torto, che questo possa rubargli la scena politica e soprattutto sottrargli elettori.
La provocazione è stata inaugurata da un ex politico di professione, uno che non ha mai veramente lavorato in vita sua, rimasto da tempo senza poltrona e che farebbe di tutto, politicamente parlando, pur di riaverla. Questo personaggio molto noto di cui non farò il nome per ragioni di decenza, si è da tempo autoridotto ad una sorta di clown da social, che inonda con decine di sgradevoli video ogni giorno e che ha spaccato unilateralmente il partito di cui è stato co-fondatore per le sue ambizioni personali. Il soggetto in questione è un perfetto esempio di trasformismo e di opportunismo, più la solita massiccia dose di narcisismo ed egocentrismo. Ma fin qui, in fondo, nessuna particolare novità. Il tizio ha capito che la potenziale base elettorale a cui si è rivolto in questi ultimi anni gli è stata letteralmente prosciugata dalla scesa in campo di Vannacci. Avendo compreso che non c’era più spazio per realizzare il suo sogno (cioè prendere per i fondelli un po’ di gente per farsi votare e rimettere le chiappe su uno scranno parlamentare) ha scelto, metaforicamente parlando, di mettersi il collare e di consegnare il guinzaglio nelle mani del generale Vannacci, di fatto il suo nuovo padrone che molto probabilmente lo premierà con una candidatura alle prossime politiche, ammesso che non siano già d’accordo. In fondo conviene al Vannacci pigliarsi l’ex comunista (mi viene da ridere…) trasformatosi in una specie di cantore dell’identitarismo MAGA in versione italica non tanto per quel po’ di voti che può portargli (non ne ha certo bisogno avendo ormai sfondato sul piano mediatico) ma perché in tal modo può millantare l’immagine di un partito variegato, non totalmente schiacciato sulla figura del leader (anche se il tizio è ormai di fatto una maldestra copia del suo padrone).
Stiamo ovviamente parlando di una
marionetta, di un cane da guardia, come si suol dire, che però si camuffa da “antisistema”
e in questo, va riconosciuto, è abile, né più e né meno del padrone a cui si è
volontariamente consegnato, appunto, l’ex generale della NATO, Roberto
Vannacci, filo sionista fino al midollo, chiamato anch’egli dai suoi padroni (cioè
il governo israeliano, gli apparati militari della NATO e l’attuale amministrazione
USA) ad alimentare l’odio nei confronti di tutti coloro che combattono contro lo
stato sionista, in generale nei confronti del mondo arabo e musulmano e
naturalmente a gettare benzina sul fuoco dell’ennesima altra guerra
orizzontale, altrimenti chiamata “remigrazione”. Vannacci è l’ultima “trovata” del “sistema”,
cioè delle classi capitaliste dominanti (sempre per chiamare le cose col loro
nome..) che sostengono attivamente tutti coloro, a destra come a “sinistra”,
lavorano attivamente per alimentare guerre orizzontali e così facendo allontanare
lo spettro dell’unica guerra che temono realmente, cioè quella di classe.
Alla luce di tutto ciò, trovo che il documento di Agorà e del Prof. D’Orsi manchi nella denuncia di simili operazioni di sciacallaggio politico. E invece è proprio questo che bisogna fare, e cioè innanzitutto smascherare questi parassiti politici privi di ogni scrupolo che peraltro vivono con le pensioni d’oro da parlamentare ed europarlamentare che hanno immeritatamente accumulato nel corso degli anni e che, non paghi, sarebbero disposti a tutto, anche ai mezzi politicamente più meschini – e lo stanno dimostrando – pur di tornare a far parte del salotto. La posta in gioco è ben altra, e cioè la costruzione di una autentica forza popolare, democratica, di classe e Socialista, che difenda gli interessi e i bisogni delle classi lavoratrici e popolari, che combatta contro la precarizzazione del lavoro e dell’esistenza, per la difesa dei salari, delle pensioni, dello stato sociale, per la piena e buona occupazione, per combattere le sempre più crescenti diseguaglianze sociali, che si adoperi per mettere un freno alle politiche neoliberiste, guerrafondaie, neocolonialiste e imperialiste della NATO e dell’UE, rompere ogni legame con lo stato terrorista di Israele e portare il paese fuori da una guerra scellerata contro la Federazione russa in cui una classe politica, di destra e di “sinistra”, lo vorrebbe far precipitare.
E’ su questi temi che bisogna inchiodare questa gente. Di certo non bisogna farsi dettare l’agenda da personaggi politicamente loschi, che utilizzano i mezzi più infimi per delegittimare quelle persone che provano, fra mille difficoltà, a costruire una reale alternativa politica.