Andrei Martyanov e la tripartizione del mondo: la Cina potrebbe sradicare il sionismo?


Il vertice fra Donald Trump e Xi Jinping, a cui ha fatto seguito l’incontro fra Xi e Putin, ha definito la profezia di Andrei Martyanov: la tripartizione del mondo e, di conseguenza, lo sradicamento della sanguinaria banda dei sionisti-revisionisti al potere in Israele. La Cina, seguendo Martyanov, potrebbe defascistizzare quell’area geografica?

La mappa pubblicata da Martyanov il 15 agosto del 2025 (Fonte: Rete Voltaire)

Il 14 febbraio 2026, dopo aver organizzato il piratesco rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro, Marco “Narco” Rubio ha tenuto il suo discorso al vertice sulla sicurezza di Monaco, globalizzando la dottrina neocons del “Destino Manifesto”. Gli Stati Uniti, rilanciando il pensiero di Samuel Huntington, avrebbero aggredito prima la Repubblica Islamica dell’Iran, alleandosi strategicamente con l’entità sionista. Subito dopo, nella disamina di Rubio, sarebbe toccato alla Cina.

La vittoria di Teheran nella “guerra asimmetrica” in Asia occidentale ed il nuovo controllo sino-iraniano dello Stretto di Hormuz, ha obbligato il pedo-satanista Donald Trump – tutt’oggi sotto ricatto per via degli Epstein Files – a rivedere i propri piani, ma qual è la dottrina geostrategica dell’odierna amministrazione USA? Abbandonato il pensiero di Andrew Jackson, Trump ha dovuto coniugare la sottomissione alla lobby sionista (seguendo l’eccellente disamina del sociologo marxista James Petras) con la dottrina elaborata dall’ideologo neocons Colby: “strategia della negazione”. Con i metodi di un fascista sociopatico, Trump ha fatto rapire dalla Delta Force (e l’appoggio d’intelligence del Mossad) il presidente Maduro installando a Caracas un governo “collaborazionista”, mentre in Iran il suo piano si è infranto davanti alla coraggiosa Resistenza popolare sciita. Subito dopo la cessazione del conflitto fra Washington e Teheran, ma non fra l’Iran ed il regime sionista, Pechino ha sfidato l’amministrazione USA invitando i Paesi “non globalizzati” ad intrecciare scambi commerciali con l’Iran. La tripartizione del mondo è un fatto.

Davanti a Xi Jinping, come segnala Thierry Meyssan, il presidente statunitense ha tenuto un comportamento composto:

“Trump non ha mancato di ricordare che nel 1737 Benjamin Franklin pubblicò sul suo giornale, The Pennsylvania Gazette, estratti di The Morals of Confucius, sottolineando l’importanza della filosofia del saggio cinese per la virtù personale. O ancora che Confucio è raffigurato sul frontone orientale della Corte Suprema degli Stati Uniti, accanto a Mosè e Solone. Insomma, Trump si è mostrato uomo affascinante e colto, totalmente diverso dall’imbonitore spaccone dei giorni precedenti.” 1

Dall’altra parte, lo statista cinese ha ricordato la cosiddetta “trappola di Tucidide” menzionando come il conflitto fra la potenza al tramonto (USA) e quella emergente (Cina) si potrebbe evitare attraverso la comune accettazione del Nuovo Ordine Multipolare. Con la colonia sionista gravamente colpita, Trump ha (di fatto) perso l’Asia occidentale e, ben presto, dovrà far fronte ad una crescente conflittualità sociale interna; la criminalizzazione dei dissidenti all’interno del movimento MAGA rappresenta l’ennesima tattica fallimentare di un leader politico, consumato dai ricatti provenienti dal Zionist Power, oramai al tramonto. Donald Trump è un criminale e un fallito nel medesimo tempo.

Aumentando la stretta sulla “Fortezza America” (pensiamo alla minaccia di rapire Raul Castro), ma riconoscendo la sconfitta in Asia occidentale, Trump ha dovuto chinare il capo dinanzi alla dottrina sistematizzata da Andrei Martyanov: i sionisti-revisionisti verranno sradicati da Israele alla pari dei neonazisti in Ucraina, mentre la ricostruzione di quell’area geografica verrà affidata alla Cina. Scrive Meyssan:

“L’unica informazione di cui disponiamo è la mappa dello stato-maggiore russo, pubblicata da Andrei Martyanov, che divide il mondo in tre zone d’influenza, il che non contraddice il principio di un mondo multipolare. Il diritto internazionale originario – intendo antecedente la guerra fredda – risolve solo alcuni problemi e concede agli Stati massima libertà di manovra entro i limiti che essi stessi si sono imposti.” 2

La tripartizione del mondo non è in contraddizione con la transizione ad un mondo multipolare (la vittoria di Russia e Cina su Stati Uniti ed Israele), ma non risolve la “contraddizione principale”: il superamento del capitalismo su scala internazionale e, seguendo l’analisi di Marx, Lenin e Rosa Luxemburg, la costruzione del Socialismo. Un socialismo plurale, antimperialista e capace di coniugare Giustizia Sociale e Libertà d’espressione.

https://www.voltairenet.org/article224524.html
https://www.voltairenet.org/article223534.html

1 commento per “Andrei Martyanov e la tripartizione del mondo: la Cina potrebbe sradicare il sionismo?

  1. Giulio larosa
    25 Maggio 2026 at 16:52

    Si sono d accordo tranne per ilruolo di putin e la totale sottomissione dell America agli USa credo che putin se tutto va bene si terrà la russia con qualche modesta aggiunta come moldavia o qualche zona dell africa il resto è spartito tra usa ed ue e cina che avrà il suo spazio esclusivo anche in parte del centro e sud America

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