Quale è la realtà del Kosovo Metohija oggi…a quindici anni dall’inizio dei bombardamenti e dell’aggressione alla Repubblica Federale di Jugoslavia/ Serbia…motivata dalla necessità di fermare una “pulizia etnica”, un “genocidio” e ripristinare i “diritti umani” nella provincia. Perché queste furono le tre basi fondanti su cui la cosiddetta Comunità Internazionale: cioè gli otto paesi più ricchi della Terra, cioè il loro braccio armato, la NATO (in quanto i governi dei 2/3 dell’umanità tra voti contrari e astensioni, erano contrari alla guerra), hanno decretato l’aggressione alla RF di Jugoslavia il 24 Marzo 1999.
“…Ho appena dato mandato al
comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale Clark, di avviare
le operazioni d’aria (ndt: bombardamenti aerei…) sulla Repubblica
Federale di Jugoslavia…Tutti gli sforzi per raggiungere una soluzione politica
negoziata alla crisi del Kosovo sono falliti e non ci sono alternative
all’intraprendere l’azione militare…”.
Così, il 23 marzo 1999,
l’allora Segretario generale della NATO
J. Solana, davanti ai mass media del mondo, decretava l’inizio della fine
della “piccola” Jugoslavia e del popolo serbo in particolare…
Quali erano e sono, le strategie
geopolitiche e geostrategiche, che c’erano dietro la “crisi del Kosovo” e Rambouillet, sono sotto gli occhi di tutti ed
agli atti; così come le menzogne e la “disinformazione strategica” pianificate,
che dopo 27 anni sono di dominio pubblico, pianificate per cancellare la RFJ e annichilire il popolo serbo.
Qual è oggi la realtà del Kosovo dopo 78 giorni di bombardamenti e dopo 27 anni di “ristabilita” democrazia, di “ristabiliti” diritti umani, “ristabilita” multietnicità,,, di “ritrovata” libertà?
La realtà sul campo è esattamente il contrario delle verità ufficiali
raccontate dalla NATO, dall’UNMIK, dall’OSCE o dalla cosiddetta Comunità
Internazionale.
Dopo 27 anni dove
sono la cosiddetta “pulizia
etnica”, il “genocidio”, “le fosse comuni” con le decine di
migliaia di albanesi kosovari dentro?
Quando, secondo i documenti CIA,
FBI, OSCE, Unmik, NATO….a tutt’oggi:
sono stati ritrovati 2108
corpi di tutte le etnie; quando secondo l’UNCHR i primi profughi
sono stati registrati il 27 marzo 1999, cioè 3 giorni dopo
l’inizio dei bombardamenti;
dal giugno ’99 ad oggi 3.000 serbi, rom, albanesi jugoslavisti, e di altre minoranze; sono stati rapiti 1300 serbi; oggi si sa (tramite le memorie della ex procuratrice del Tribunale dell’Aja per la Jugoslavia, Carla Del Ponte) che loro sapevano dei 300 serbi rapiti dalle forze terroriste dell’UCK portati in Albania per estirpare loro gli organi ad uno ad uno.
– Cos’è la democrazia
quando per motivi etnici, le persone (serbi e le altre minoranze) non
possono lavorare, studiare, avere l’assistenza sanitaria, camminare fuori dalle
enclavi (campi di concentramento a cielo aperto) con il rischio di essere
assassinati?
– Che significato ha il termine “diritti umani”, quando per
motivi etnici o religiosi, un uomo, un giovane, un bambino in ogni momento può
essere ucciso? Quando oggi nel 2026, tutti i “diritti umani”
fondamentali sanciti nella Carta
Universale dei Diritti Umani fondante l’ONU…sono
ogni giorno negati per tutti i non albanesi ed anche per migliaia di kosovari
albanesi?
– Cosa significa la parola multietnicità, quando oggi il Kosovo è una provincia etnicamente pulita, mentre fino al 1999 vivevano lì 14 minoranze diverse, con gli stessi diritti sanciti nella Costituzione jugoslava? Quando 148 monasteri e luoghi sacri ortodossi sono stati distrutti dalle forze terroriste dell’UCK?
– Che significato ha la parola “libertà”, quando ad un popolo per motivi etnici è negata la possibilità di lavorare, studiare, essere curato, privato dei diritti politici, civili o religiosi? Quando in uno stato fantoccio creato dalla forza militare della NATO, la sua leadership è formata da criminali, terroristi, da trafficanti di droga, di armi, di donne, di organi umani, come indicato e documentato da svariati organismi giuridici internazionali e dalla stessa DEA (Agenzia antidroga statunitense), che ha definito il Kosovo un narcostato nel cuore dell’Europa? Un lavoratore e le persone oneste di qualsiasi etnia, sono libere in una realtà simile?
Come può essere libero un popolo o una regione quando sulla sua terra costruiscono una base militare straniera, come Camp Bondsteel, la più grande base militare americana dai tempi del Vietnam? Per cosa un tale investimento di denaro e forze? Per controllare alcune decine di migliaia di serbo kosovari chiusi dentro alcune enclavi? O forse (!) per i loro disegni ed obiettivi geostrategici?
Per questo come SOSYugoslavia-SOSKosovoMetohija e come Forum Belgrado per un Mondo di eguali, continuiamo a lavorare caparbiamente per una informazione di verità e per una solidarietà concreta, con ancora molti Progetti sul campo, per il popolo serbo del Kosovo occupato, che resiste sempre più difficoltosamente nelle enclavi assediate dalla violenza e dall’odio.
La battaglia per la verità è battaglia per la giustizia. Senza verità
non può esserci giustizia. Senza giustizia non ci può essere pace per nessun
popolo.
Come modesta voce delle enclavi resistenti del Kosovo Metohija usurpato, chiediamo a coloro che li possiedono, col cuore e con la coscienza di uomini e donne liberi e consapevoli, di certamente non dimenticare l’aggressione criminale al popolo jugoslavo del 1999, ma altrettanto fortemente di non dimenticare la resistenza del popolo serbo del Kosovo Metohija occupato, OGGI.