Nel silenzio dei media
internazionali, continua sottotraccia ma in modo pianificato l’aggressione
israeliana,in violazione del cessate il fuoco concordato nel novembre 2024, insieme alla strisciante avanzata
dell’occupazione del paese nel sud.
Il 4
gennaio l’ennesimo attacco con droni contro un auto che ha provocato la morte
di due civili libanesi. Il ministero
della Sanità libanese ha riferito di un drone israeliano che ha lanciato un
missile contro un’auto nella zona di Ain al-Mazrab nel distretto di Bint
Jbeil a sud del paese. L’attacco
ha completamente distrutto il veicolo, causando gravi danni alle infrastrutture
civili della zona, tra cui auto, negozi, esercizi commerciali e unità
residenziali situate nelle vicinanze.
L’esercito israeliano ha affermato di aver lanciato
questa operazione militare contro un membro del Movimento di Resistenza Islamico libanese (Hezbollah).
Dall’entrata in vigore della fragile tregua, Tel Aviv ha effettuato più di 10.000 incursioni, sia aeree che
terrestri, in territorio libanese.
Le autorità libanesi hanno avvertito che le violazioni
del cessate il fuoco da parte del regime israeliano, rappresentano un rischio
per la stabilità del Paese arabo.
Il 23 novembre un
attacco israeliano aveva colpito un edificio civile a Dahiyeh, uccidendo tre persone, tra cui il dott. Zakaria al-Haj, un medico membro del consiglio municipale di Jouaya.
Un altro attacco di droni israeliani ha preso di mira
una moto nella città di Yater, nel distretto di Bint Jbeil, causando la morte di una persona
e lesioni a un’altra.
Un drone israeliano ha anche colpito un veicolo tra le
città di Safad el-Battikh e Baraachit, nel governatorato di Nabatieh, che ha ucciso una persona, ha
riferito l’agenzia di stampa statale
Nna.
Questi continui attacchi mortali si aggiungono alle
molteplici violazioni dell’accordo di cessate il fuoco che era stato raggiunto
nel novembre 2024 con il Movimento di
resistenza islamico del Libano (Hezbollah) e il governo libanese.
Il 27
dicembre la missione UNIFIL ha denunciato che un attacco israeliano nel sud del
Libano ha ferito un casco blu e ha ribadito la sua richiesta allo stato
israeliano di fermare le aggressioni.
La
Forza
provvisoria delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha affermato in una
dichiarazione che il fuoco di mitragliatrice da posizioni dell’esercito di Tel
Aviv, a sud della linea di demarcazione tra i territori occupati da Israele e Libano, ha sparato ad una pattuglia che teneva un posto di
blocco nel villaggio di Bastarra.
La
sparatoria è arrivata dopo un’esplosione di granate nelle vicinanze, ha
aggiunto l’UNIFIL e ha precisato che
mentre l’incidente non ha causato danni alla squadra civile delle Nazioni Unite, un casco blu ha subito una commozione cerebrale nell’orecchio.
I media libanesi hanno riferito di un
altro incidente a Kfarchouba, dove un’altra pattuglia dell’UNIFIL nelle operazioni di routine è stata presa di mira da fuoco
di mitragliatrice a distanza ravvicinata da parte israeliana. La missione ha
sottolineato che l’esercito israeliano era stato precedentemente informato dei
movimenti di pattugliamento, in conformità con le procedure di coordinamento
stabilite. “Gli attacchi contro o vicino
ai caschi blu costituiscono gravi violazioni della risoluzione 1701 del
Consiglio di sicurezza”, ha denunciato l’UNIFIL, ammonendo le truppe israeliane a cessare la condotta
aggressiva contro il loro personale.
La risoluzione, che ha posto un cessate
il fuoco dopo la guerra di 33 giorni di Israele
contro il Libano nel 2006, stabilisce
che Israele rispetti la sovranità e
l’integrità territoriale libanese.
Le tensioni nel sud del Libano sono aumentate, mentre l’esercito
israeliano conduce attacchi aerei quasi quotidiani, sostenendo che le sue
operazioni prendono di mira membri e infrastrutture di Hezbollah.
Nell’ottobre 2023 scoppiarono scontri di
confine tra Hezbollah e l’esercito
israeliano, e il regime di Tel Aviv
li trasformò nel settembre 2024 in una guerra aperta che uccise migliaia di
persone e provocò una significativa distruzione in diverse regioni libanesi.
Le autorità libanesi hanno avvertito che
le continue violazioni del cessate il fuoco di Israele rappresentano un rischio per la stabilità del paese arabo.
Le Nazioni Unite
solo nel mese di novembre hanno contato almeno 127 civili uccisi, compresi bambini, dal fuoco israeliano da quando
il cessate il fuoco è entrato in vigore un anno prima. Funzionari dell’ONU
hanno avvertito che gli attacchi costituiscono “crimini di guerra”.
Alla fine di novembre il ministro degli affari
militari israeliano, I. Katz, ha minacciato
che Tel Aviv era pronta a lanciare
una nuova guerra contro il Libano, se Hezbollah
non avesse consegnato le sue armi entro la fine del 2025.
Hezbollah ha risposto
agli USA che: “ non disarmeremo per lasciar raggiungere l’obiettivo di Israele. Il
disarmo è un piano israelo-americano e ribadiamo che non sarà raggiunto anche
se tutti si uniscono a una guerra contro il Libano…L’unità nazionale del Libano
e la conservazione delle armi della Resistenza sono cruciali per contrastare la
“minaccia esistenziale” rappresentata da Israele e dagli Stati Uniti…”.
L’esercito
israeliano avrebbe dovuto ritirarsi dal sud del Libano questo gennaio secondo gli accordi, ma mantiene una presenza militare a cinque
posti di frontiera, violando apertamente sia la risoluzione 1701
del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che le disposizioni
sulla tregua.
A cura di Enrico Vigna per IniziativaMondoMultipolare/CIVG – gennaio 2026