Il
presidente Donald Trump, un fascista sociopatico capace di proiettare la
Dottrina Monroe nel XXI secolo, dopo aver ordinato il rapimento di Nicolas
Maduro, ha compendiato il significato della dottrina Trump 2.0: un
approccio iperrealista, che rilanciando la retorica hitleriana riafferma la
necessità di un potere imperiale capace di depredare popoli e nazioni. Donald
Trump si è autoproclamato imperatore dell’impero americano d’occidente, una “società
di ladri” perennemente in guerra col sacrosanto diritto di autodecisione
dei popoli.
La
lobby sionista contro la Rivoluzione bolivariana
Intervenendo
in un dibattito televisivo, la presidentessa ad interim Delcy Rodriguez
ha affermato che la cattura di Maduro, un atto di pirateria internazionale che
ha portato all’assassinio di 32 miliziani cubani regolarmente integrati negli
apparati di sicurezza bolivariani, “ha senza dubbio delle connotazioni
sioniste” (Fonte: Haaretz) rammentando la capacità del Mossad
di violare la sovranità (economica, politica, ma anche militare e
d’intelligence) dei Paesi aggrediti. Domanda: l’operazione è stata pianificata
durante l’incontro in Florida, a Mar-a-Lago, la capitale Maga del
banditismo, fra Trump e Netanyahu?
Nell’articolo
“USA e Israele contro la Repubblica bolivariana del Venezuela” pubblicato
su L’Interferenza il 19 dicembre scorso (19/12/2025), citando la
giornalista Ivana Cardinale spiegavo che “Il Mossad è presente in America Latina da molto tempo”, “È
il guardiano dei proprietari di miniere d’oro, diamanti e pietre preziose in
tutto il mondo, e in Sud America ce n’è parecchio, oltre allo spionaggio,
all’addestramento e ad altre attività. Non hanno perdonato al Venezuela
l’espulsione dei loro diplomatici e la maledizione dello stato sionista
omicida” 1, un sistema di spionaggio oggettivamente
complesso, emanazione dell’ideologia suprematista ebraica: Israele ha
dichiarato guerra all’eredità di Hugo Chavez, un processo rivoluzionario delle
popolazioni amerinde contro l’Occidente cleptocratico.
La lobby sionista è scesa in campo contro
Nicolas Maduro, legittimo presidente della Repubblica bolivariana del
Venezuela. Il giudice che allestirà il processo, su basi mendaci, contro il leader
chavista sarà l’ebreo ortodosso Allan Hellerstein, storicamente appartenente
alla lobby della destra israeliana. Per
rispondere alla domanda “chi è questo losco figuro?” possiamo menzionare una disamina eloquente
concernente i fatti dell’11 settembre 2001 (11/9), un
episodio drammatico che portò alla globalizzazione della dottrina della “guerra eterna” un nuovo
modo d’intendere le guerre perfettamente compatibile col disturbo della
personalità dell’attivista Maga-medio, la sociopatia:
“Hellerstein è un truffatore, non c’è dubbio. Il suo spaventoso abuso
delle procedure giudiziarie per proteggere i suoi padroni sionisti,
responsabili dell’omicidio di 2.977 americani in pieno giorno l’11 settembre, è
un’accusa nauseante. Eppure, i media di proprietà ebraica lo hanno lodato
mentre costringeva le famiglie delle vittime, una per una, a risolvere i loro
casi fuori dal tribunale, sostenendo che “avevano deciso di accettare denaro
piuttosto che ottenere informazioni”. Ciò che i media hanno rifiutato di
riferire, tuttavia, è stato l’evidente conflitto di interessi del Giudice
Hellerstein, che, in primo luogo, avrebbe dovuto squalificarlo immediatamente
dal presiedere il contenzioso.
Il figlio del giudice Hellerstein, Joseph Hellerstein, è un avvocato
ebreo ortodosso in Israele per lo studio legale Amit, Pollak&Matalon, che, per puro caso, rappresenta
la società madre di ICTS, la stessa azienda responsabile della sicurezza
aeroportuale dell’11 settembre e un imputato principale nella causa per illecito
civile!” 2
Il corrotto giudice Hellerstein aveva fatto in modo di escludere dal
giudizio i famigliari delle vittime dell’11/9, palesando i propri legami
con una società gestita direttamente dal Mossad. Israele ordina e Trump
esegue: Netanyahu, scatenato in queste settimane contro la Repubblica Islamica
dell’Iran, ha predisposto il rapimento di Nicolas Maduro ripristinando la
distopia dell’”Israele sudamericana”: l’imperialismo ebraico-sionista
alla riconquista dell’America Latina. Nell’articolo del 19/12, citando un
analista iraniano ribadivo che: “La lobby pro-Israele sta sostenendo un cambio di regime in
Venezuela come trampolino di lancio per una guerra contro l’Iran. Non è certo
una novità né una sorpresa. Ma è preoccupante che l’argomentazione sia
essenzialmente quella secondo cui la distruzione degli impianti petroliferi del
Medio Oriente non avrebbe ripercussioni sull’America”(Ibidem).
Una guerra sporca la quale ridefinisce il rapporto“servo-padrone”
Trump-Netanyahu: il Benito Mussolini e l’Adolf Hitler del nostro tempo.
Le strutture del potere popolare chavista
sono rimaste intatte: l’esercito è rimasto fedele al “Partito Socialista” (PSUV), mentre
la Federazione Russa ha prontamente offerto il proprio sostegno militare al
Paese aggredito. La Repubblica Popolare Cinese, con tutta probabilità, darà
supporto d’intelligence. Ha ragione il giornalista investigativo Pepe Escobar:
l’imperialismo USA non otterrà nulla. Il Pentagono, come ho largamente spiegato
nel precedente articolo, non ha la capacità di vincere una “guerra convenzionale”
controllando il territorio avverso, conscio di ciò già nel lontano 2008 approvò
una direttiva in cui elevò la “guerra irregolare” sullo
stesso piano di quella tradizionale.
L’avvocato Eva Golinger, quando il
documento di 12 pagine venne pubblicato per la prima volta, scrisse:
“La tattica della Guerra Irregolare imperniata
sulla sovversione, operazioni psicologiche e l’uso di forze speciali per
ottenere il controllo e la subordinazione di popolazioni civili in paesi
strategicamente importanti per Washington, costituisce la strategia
tradizionalmente impiegata dai governi democratici negli USA. A differenza dei
repubblicani come Bush, che sono più aggressivi e bellici in modo aperto, i
democratici preferiscono le tattiche meno visibili per arrivare agli stessi
obiettivi. In un certo senso, questa realtà rende più pericoloso un governante
democratico a Washington piuttosto che un repubblicano, perché il suo messaggio
visibile, con la sua dolcezza e diplomazia, inganna, mentre clandestinamente
esegue guerre e invade paesi mediante meccanismi eversivi.” 3
Il fascista sociopatico Donald Trump, partendo da queste basi che
comunque vedono la “sinistra zombie” come uno dei nemici principali del
mondo del lavoro, è destinato alla sconfitta.
https://comedonchisciotte.org/israele-ha-fatto-l11-settembre-e-oggi-chi-comanda-in-usa/
https://www.resistenze.org/sito/os/dg/osdg8n14-004193.htm
Fonte foto: Corriere della Sera (da Google)