L’aggressione
imperialista, da parte degli Stati Uniti e dell’entità sionista, alla
Repubblica Islamica dell’Iran, com’era prevedibile, ha contrapposto delle
tattiche di “guerra irregolare” di derivazione anglosassone alla
supremazia musulmana-sciita nella “guerra convenzionale” basata sul
controllo territoriale. L’uccisione della Guida Suprema, l’Ayatollah Ali
Khamenei, ha ulteriormente radicalizzato la popolazione, come emerge dalle
parole del Prof.
Marandi intervistato dal giornalista britannico Piers Morgan: “Il popolo
iraniano sta ora saldamente schierandosi con la sua Repubblica Islamica”. La
dottrina Anglo-Sionista caratterizzata dalla decapitazione dell’élite politica
e militare del Paese aggredito, con l’intento di generale quel caos
complementare al “cambio di regime”, con l’Iran non funziona: il sistema
militare decentrato della Repubblica Islamica dell’Iran permette a
Teheran di mantenere il territorio grazie all’autonomia militare delle milizie
sciite, una rete di guerriglieri legata alle memorie e all’esperienza delle
popolazioni autoctone.
La “coalizione di
Epstein” guidata da Trump e Netanyahu, nella prima fase del conflitto coi
Paesi “non globalizzati” (Iran e Venezuela), ha applicato la “Tecnica
del colpo di Stato” messa a punto da Luttwak nel 1968 e successivamente
rivista nel ‘79: la dottrina “colpisci e terrorizza”, che ha trasformato
Caracas nel laboratorio delle armi ultrasoniche caratterizzate dalla
manipolazione dei suoni, è inadatta a sfondare la politica difensiva di una
Nazione imperiale come l’Iran. Paese di oltre 90 milioni d’abitanti,
forte di un proletariato colto ed egemonizzato dallo sciismo rivoluzionario,
l’Iran è la bestia nera dell’imperialismo israeliano: Tel Aviv, un’entità
artificiale priva di profondità strategica, non può reggere una guerra di
logoramento nel medio periodo.
Il Prof. Ramin Kamran, accademico iraniano associato all’Università
della Sorbona, ha lanciato un durissimo avvertimento alla “coalizione di
Epstein”: “L’Iran
farà sembrare la guerra del Vietnam una passeggiata! Trump è sia un bullo che
un codardo. Pensava che l’Iran avrebbe fatto marcia indietro, ma Khamenei non
lo ha fatto. La sua risposta è lodevole sotto diversi aspetti: ‘Se attaccate,
attaccheremo e risponderemo duramente”. Inoltre qualsiasi ipotesi secondo cui
bombardamenti o pressioni prolungate potrebbero mettere in ginocchio l’Iran
deriva da una fondamentale interpretazione errata delle realtà sociali e
strategiche dell’Iran”. Dalle parole di Kamran emerge che la guerra
iraniano-statunitense (più Israele) avrebbe assunto le caratteristiche d’una
guerra di logoramento, portando all’inevitabile deterioramento della proiezione
geopolitica dell’imperialismo USA: dispendio economico, instabilità interna e
danni per miliardi di dollari alle basi militari USA dispiegate in Medio
Oriente. In questa direzione va anche l’analisi di Alon Mizrahi, giornalista israeliano, il quale ribadisce
l’impossibilità per le unità militari statunitensi e sioniste di attaccare
Teheran impegnandosi in una “guerra di terza generazione” o
territoriale. Leggiamo:
“I soldati americani
non possono nemmeno sognare di mettere piede in Iran. E per capire quanto sia
disperata questa guerra, il 4 giorno si sentono già i suggerimenti e le idee più
folli dell’amministrazione Trump. Suggeriscono di inviare una scorta militare
per navi petrolifere in uscita dal golfo Persico. Ma di cosa stai parlando?!
Volete inviare navi americane nel raggio di migliaia di missili iraniani?
NESSUNO può passare attraverso lo stretto di Hormuz in questo momento.
Gli iraniani si stanno preparando per questo da
decenni. Stanno ostentando questa idea di armare le milizie curde per invadere
l’Iran. Ma di che cosa stai parlando? Avete visto una mappa dell’Iran?! Sembra
che l’amministrazione Trump non abbia mai visto una mappa dell’Iran! Sai quanto
è enorme? Cosa intendi con invadere l’Iran?! Pensi che una milizia di 10.000
uomini possa invadere l’Iran?! O anche 50000?! O 100000?! L’Iran li
inghiottirà.”
Teheran,
memore della lezione militare di Mao sulla “guerra guerreggiata”, ha
imposto alla “coalizione di Epstein” una guerra di logoramento
strutturata dissanguando militarmente il regime sionista ed economicamente l’Occidente,
sempre meno collettivo. Le borghesie commerciali del mondo, in questo momento
taglieggiate dalle rispettive lobby filo-israeliane (anti)nazionali, stanno
spingendo per una de-escalation: una guerra criminale ed infanticida, sporca
come tutti i conflitti generati dalla lobby sionista, combattuta in nome del
pedofilo satanista Jeffrey Epstein. La dottrina asimmetrica dell’Iran rimane
inamovibile: estendere orizzontalmente il conflitto ed allungare al massimo le
tempistiche, per rendere insopportabile lo stress politico e sociale 1.
Israele è militarmente bollita; l’Occidente economicamente decotto.
Il
comandante della forza aerospaziale dell’IRGC,
Majid Mousavi, ha dichiarato che, “dopo
aver neutralizzato i sistemi di difesa aerea statunitensi nella regione, l’Iran
sta passando ad una nuova dottrina missilistica. D’ora in poi, non saranno più
utilizzati missili con testate più leggere di 1 tonnellata. Le ondate di
attacchi missilistici saranno più frequenti e più estese”. Una
linea esplicita, con tutta probabilità sistematizzata dalla nuova Guida Suprema
ben più simile a Mahmoud Ahmadinejad, la quale esclude (almeno per ora)
qualsiasi negoziazione. L’Iran è decisa a vincere la guerra.
Il giornalista investigativo Pepe
Escobar conclude che:
“L’Ayatollah
Khamenei ha realizzato quello che potrebbe passare alla storia come il più
grande sconvolgimento della geopolitica del XXI secolo. Tutto merito della sua
lucidità di visione, della sua resistenza, del suo spirito di sacrificio e
della meticolosa pianificazione della strategia di difesa a mosaico, ora in vigore. Ciò che l’Iran sotto
Mojtaba Khamenei – e questo è un consenso nazionale – vuole ora è una vittoria
inequivocabile. L’Impero del Caos, del Saccheggio e delle Aggressioni Infinite,
con la sua filosofia del “Se non mi piaci, ti uccido”, deve essere umiliato senza
pietà.” 2
Domanda: Il
fascista sociopatico Donald Trump sta cercando, al di là delle spacconate sui
media, una via d’uscita dal conflitto? Alla luce dell’analisi di Escobar la
domanda è più che legittima. Gli Stati Uniti sono come un animale ferito: in
pochi vorrebbero dargli il colpo di grazia, ma quasi tutto il pianeta
l’accompagnerebbe volentieri al camposanto.
L’Iran,
partendo dalla dottrina militare della “strategia difensiva a mosaico”,
può nel ventunesimo secolo replicare il miracolo di Ho Chi Minh e Giap:
umiliare l’imperialismo USA.
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https://comedonchisciotte.org/liran-ha-notificato-agli-stati-uniti-un-avviso-di-sfratto/
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