Iran: la “coalizione di Epstein” continua a scavarsi la fossa


Le informazioni di prima mano provenienti da alcuni analisti militari fra cui Larry Johnson, analista militare ed ex agente della CIA, delineano un nuovo scenario shock nella crisi in Asia Occidentale: il 7 maggio, l’entità sionista e l’imperialismo statunitense potrebbero lanciare un nuovo attacco coordinato contro la Repubblica Islamica dell’Iran, un’aggressione denominata “Project Freedom” che partendo dal blocco dello Stretto di Hormuz porterebbe ad un attacco terrestre. Israele, il quale non ha dismesso il genocidio dei palestinesi di Gaza e la distruzione del Libano, è un “delinquente nato” utilizzando la terminologia di Cesare Lombroso: persegue il male per il male, elevando una teoria socio-criminologica a teoria dello Stato.

La “coalizione di Epstein”, travolta da una gravissima crisi economica interna, pensa di risolvere le proprie contraddizioni attraverso la guerra, aggredendo un Paese coeso come l’Iran che, più di una volta, ha dimostrato di poter vincere una “guerra convenzionale” basata sul controllo del territorio. La strategia di Donald Trump, del resto, lascia perplessi altri falchi del Pentagono: secondo il Colonnello Douglas McGregor, il “Project Freedom” – ovvero il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz – sta accelerando la de-dollarizzazione delle economie di ¾ del pianeta: come più volte ho spiegato su “L’Interferenza”, Russia, Cina ed Iran configurano un argine geopolitico all’imperialismo americano-sionista, ridefinendo la de-globalizzazione del mondo; un abbandono graduale del neoliberismo anglosassone. Non ci troviamo davanti alla Rivoluzione proletaria di Rosa Luxemburg e Lenin oppure al terzomondismo rivoluzionario di Ernesto Guevara, ma la giurisprudenza internazionale (anche grazie ai contributi di Teheran) potrebbe andare incontro ad un processo di democratizzazione revisionando le categorie tradizionali su cui le accademie militari occidentali hanno fondato la propria legittimità. Una idea di “Egemonia” e “Dominio” anacronistica dinanzi le nuove interconnessioni euroasiatiche e latino-americane, compresa la ridefinizione del potere militare: Teheran è stato il primo Paese, dopo la Siria baathista nel 2015-’16, a resistere all’applicazione della dottrina Rumsfeld-Cebrowski 1.

L’Iran, sopravvivendo alla guerra terroristica lanciata dall’imperialismo statunitense, è diventato un attore chiave non soltanto a livello regionale. Come ha spiegato l’accademico iraniano Mohammad Marandi, l’Iran in “un solo colpo ha spazzato via l’intero piano di Trump” 2 coordinando le proprie mosse direttamente con Pechino: Teheran, che ha dimostrato d’essere una potenza militare globale, non scenderà a compromessi sul proprio programma missilistico e (secondo chi scrive) dovrebbe valutare lo sviluppo del deterrente nucleare.

Il corrispondente di Al Jazeera, Ali Hashem, ha elencato su X quali sono le istruzioni per le navi che intendono attraversare il Golfo Persico:

“Le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz devono inviare un’e-mail all’indirizzo info@PGSA.ir.

I punti più importanti previsti dal meccanismo di transito:

1) Priorità del pagamento in valuta nazionale iraniana

2) Emissione di garanzie presso banche iraniane

3) Se un paese ha causato danni all’Iran nella recente guerra, deve prima pagare i danni prima di ottenere un permesso di transito. Ai paesi che hanno sanzionato l’Iran o bloccato i fondi iraniani non è consentito il transito.

4) In tutti i documenti deve essere riportata la denominazione corretta “Golfo Persico”.

5) Il mancato rispetto di quanto sopra comporterà il sequestro e una multa pari al 20% del valore del carico.”

Un ulteriore passo verso la de-dollarizzazione del capitalismo non neoliberale: una mossa geoeconomica che, in un contesto di “guerra multifattoriale”, Teheran ha indubbiamente concordato con Pechino. Washington blocca lo Stretto di Hormuz ed i Guardiani della Rivoluzione reagiscono congelando l’economia degli “stati lacchè” della “coalizione di Epstein”, dei sistemi economicamente bolliti e, seguendo una disamina marxista, pronti per essere abbattuti.

Lo storico marxista David North ha affermato che “Le stesse contraddizioni che portarono alla Prima Guerra Mondiale nel 1914 culminarono nella rivoluzione socialista russa del 1917”, prosegue “La stessa dinamica storica si sta ripetendo oggi. La crisi globale del capitalismo, alla base dello scoppio della violenza imperialista, sta anche preparando il terreno per l’esplosione della lotta rivoluzionaria della classe operaia internazionale” 3. La domanda è questa: il mondo sta cambiando, ma – da un punto di vista marxista – il socialismo potrebbe ancora essere all’ordine del giorno? David North ed il World Socialist Web Site (WSWS) hanno dato a questa domanda una risposta positiva.

Washington e la colonia sionista sono due regimi “lombrosiani”, militarmente bolliti. Una voce autorevole, Il ricercatore Ali Mamouri (citato dallo storico Tim Anderson) ha scritto: “A prescindere da come andrò il blocco, nel lungo termine sarà l’Iran a trovarsi nella posizione migliore per mantenere il controllo sullo Stretto, non gli Stati Uniti” 4. Un’altra prova della vittoria militare iraniana.

Israele può sopravvivere soltanto in quanto “Stato serial killer”, mentre Trump ha rivelato la sua vera natura di fascista sociopatico. La “coalizione di Epstein”, dal 28 febbraio 2026, ha intrapreso la sua discesa negli inferi, l’unico posto che (forse) gli appartiene.

https://www.voltairenet.org/article213171.html
https://visionetv.it/mohammad-marandi-un-solo-colpo-ha-spazzato-via-lintero-piano-di-trump/
https://www.wsws.org/es/articles/2026/05/06/emsc-m06.html
https://www.marx21.it/internazionale/liran-sopravvive-alla-guerra-terroristica-ed-emerge-come-attore-chiave-regionale/
Trump suggests that Iran let ten oil tankers through Strait of Hormuz -  AL-MONITOR: The Middle Eastʼs leading independent news source since 2012

Fonte foto: da Google

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