L’imperialismo USA nel tentativo di destabilizzare la Repubblica bolivariana del Venezuela, ha rilanciato le tecniche manipolatorie tipiche della “guerra cognitiva”. Il governo bolivariano, forte dell’appoggio di Russia e Cina (per non parlare degli scandali che hanno travolto USA ed Israele), nei prossimi mesi dovrà radicalizzare la propria base sociale riscoprendo l’antimperialismo rivoluzionario di Hugo Chavez: una Rivoluzione pacifica, ma armata.
Hugo Chavez e Mahmoud Ahmadinejad
Il rapimento piratesco del legittimo presidente Nicolas Maduro, com’era prevedibile, ha rilanciato la “guerra ibrida” contro la Repubblica bolivariana del Venezuela. Aderente alla dottrina “del pazzo”, sistematizzata durante l’amministrazione Nixon, Donald Trump persegue cinicamente l’intento di riassorbire il Paese sudamericano nella “Fortezza America” costringendolo a transitare da un sistema economico semi-pianificato chavista al neoliberismo: la diffamazione sistematica del gruppo dirigente bolivariano, l’appoggio interno della “boli-borghesia” e la minaccia di una catastrofe militare sono i principali mezzi persuasivi.
Come già spiegato, l’azione militare del 3 gennaio scorso ha configurato l’applicazione della tecnica del colpo di Stato, compendiata da Edward Luttwak nel 1968. Teorico del neoconservatorismo e devoto alla lobby israeliana, Luttwak definì il proprio saggio un “manuale pratico” ribadendo la neutralità del golpe rispetto alle ideologie politiche; lo Stato moderno – prosegue questo losco figuro – è invulnerabile agli attacchi diretti, essendo un sistema di potere oggettivamente complesso caratterizzato dal funzionamento degli apparati d’intelligence. Gli unici modi per corroderlo sono la guerriglia e il colpo di Stato. Rileggendo “Tecnica del colpo di Stato” scritto dal giornalista ed agente segreto italiano Curzio Malaparte nel 1931, Luttwak si ripropose il bieco intento di liberalizzare l’idea stessa di golpe: una guerra multifattoriale di logoramento contro i Paesi esterni al mondo globalizzato, da portare avanti con una metodologia atipica.
Perché l’imperialismo USA ha colpito il cuore pulsante della Rivoluzione bolivariana? Scrive Luttwak: “Il colpo di Stato è una faccenda di gran lunga democratica. Può essere attuato dall’<<esterno>> e si svolge in quella sfera al di fuori del governo, ma nell’ambito dello Stato, che è costituita dagli impiegati statali in carriera, dalle forze armate e dalla polizia. Lo scopo è quello di staccare i dipendenti statali di carriera dalla leadership politica, e ciò non può di solito avvenire se gli uni e l’altra sono legati da fedeltà politiche, etniche o tradizionali” 1. Per Luttwak lo Stato è una macchina che reagisce alle minacce, esterne o interne che siano, in modo prestabilito quindi prevedibile: un aspetto che favorisce l’incontro fra golpismo (fascismo) e pensiero liberale, come dice lo stesso Autore (un individuo decisamente deplorevole).
Educato da Luttwak e corrotto dal “fascismo
israeliano”, Trump persegue un obiettivo preciso: obbligare la leadership
bolivariana ad accettare l’egemonismo della “boli-borghesia”,
abbandonando il pensiero antimperialista sistematizzato da Hugo Chavez.
La dottrina Trump è votata al fallimento: la presidentessa “ad interim” Rodriguez, figlia d’un dirigente rivoluzionario martirizzato dalla CIA, ha subito denunciato la natura sionista del rapimento del presidente Maduro. Alla domanda sulla legittimità della presidenza Maduro (leader popolare, di orientamento radical-democratico) risponde: “Nicolas Maduro è il legittimo presidente del Venezuela” 2. L’Occidente imperialista, corroso dall’ideologia satanica delle proprie élite emersa con lo scandalo Epstein, ha rilanciato la dottrina della “guerra eterna” contro i Paesi “non allineati” intermedi: Venezuela, Cuba ed Iran (un colossale errore di valutazione militare), tre nazioni indipendenti considerate meno resistenti rispetto a Russia e Cina.
Il Venezuela smentisce le fake news occidentali
Il Venezuela chavista ha smentito un articolo di Bloomberg, il quale sosteneva la ripresa delle esportazioni di greggio verso Israele, che in passato ha più volte tentato d’assassinare il fondatore della Repubblica bolivariana Hugo Chavez 3 “reo” d’aver intrapreso, insieme all’iraniano Mahmoud Ahmadinejad, la decolonizzazione del Sud Globale. La logica sionista è quella della Gestapo. Vediamo quali sono i punti chiave della fake news:
- Un funzionario venezuelano, Miguel Pérez Pirela, ha
negato pubblicamente la presunta spedizione, definendola fake news.
- Bloomberg ha parlato del primo carico di greggio verso
Israele da anni, dopo la presunta cattura di Nicolás Maduro.
- L’articolo si basava su fonti non identificate e su
irregolarità nel tracciamento delle petroliere.
- Le autorità israeliane e la raffineria Bazan non hanno
rilasciato commenti.
- La disputa si è inserita nel contesto della rottura
delle relazioni tra Venezuela e Israele e del sostegno di Caracas alla
Palestina. 4
La CIA sta adoperando la “dissonanza
cognitiva”, in quanto tecnica psicologica messa a punto dall’élite
statunitense ed anglo-sionista, contro il popolo venezuelano e le
organizzazioni antimperialiste occidentali. La strategia della classe dominante
consiste nel far dubitare di tutto, in questo modo una persona travolta da una
mole abnorme di informazioni non verificabili perde qualsiasi contatto con la
realtà di classe e geopolitica. Leggiamo l’analista e blogger antimperialista
Attilio Folliero:
“Le élite si servono di
infiltrati, di disinformatori d’ufficio, di una larga schiera di “cercatori”
della verità, di opinionisti pronti a screditare e confutare con falsità chi
cerca di informare seriamente. Ad esempio, per screditare quanti fanno un serio
lavoro di ricerca ed informazione verace vengono qualificati como complottisti,
ossia persone che vedono un complotto ovunque. Tale termine ormai è talmente
diffuso ed abusato che in pratica chiunque cerca di informare al di fuori dei
canali ufficiali (i media “mainstream”, in mano alla classe dominante) è
additato di complottista.” 5
Se la “sinistra zombie” accusa il giornalismo antimperialista di “complottismo”, il cospirazionismo è un’arma della disinformazione della destra trumpiana: in Italia, il canale di fatto neo-trumpiano “Visione TV” si è reso protagonista di una campagna denigratoria contro il Venezuela chavista mandando in onda senza contraddittorio George Lombardi, un manutengolo dell’amministrazione Trump, ed il fascio-sionista Joe Hoft. Il trumpismo è una sorta di bubbone tumorale della politica estera.
George Lombardi e Donald Trump
La “dissonanza cognitiva” è una tecnica di manipolazione delle masse
adoperata tanto dalla “sinistra neoliberale” quanto dalla destra
trumpiana; la prima applicazione, avvenuta durante la cosiddetta “guerra
fredda”, è stata l’Operazione MK-ULTRA. L’Istituto Tavistock di
Londra e la Cambridge Analytica hanno investito ingenti somme di denaro,
perseguendo l’ultima frontiera della guerra “di quinta generazione”: la
conquista del cervello umano.
L’”uomo massa”, a causa della colonizzazione anglo-sionista delle
menti, è prigioniero dell’Effetto Lucifero sistematizzato dal sociologo
Philip Zimbardo: una Matrix neoliberale che, passo dopo passo, sta proiettando
l’Occidente capitalista in una nuova Architettura di potere (cit. Edward
Snowden). Una nuova forma di fascismo tecnocratico.
Fonti:
1.
https://docs.google.com/file/d/0B7srLT3vW5caYTMtRUsyZEFfTms/edit?pli=1&resourcekey=0-0VLMAAsYUGVAXUDjPOklXg
2.
https://www.telesurtv.net/delcy-rodriguez-presidente-maduro-venezuela/
3.
Hugo Chavez ha pubblicato denunciato i legami fra Israele e l’estrema
destra venezuelana, la quale ha più volte tentato d’assassinare il presidente
eletto.
4.
https://it.palestinechronicle.com/falso-il-venezuela-smentisce-la-notizia-di-bloomberg-su-una-spedizione-di-petrolio-verso-israele/
5.
https://umbvrei.blogspot.com/2017/01/la-dissonanza-cognitiva-e-la-diffusione.html