L’assassinio di Charlie Kirk, una “operazione
psicologica” probabilmente interna al mondo MAGA, è servito a Donald
Trump per mobilitare le forze più reazionarie del Paese, declinando in termini
fascistoidi il capitalismo USA, un sistema di potere organico al “capitalismo
della sorveglianza”. Gli Stati Uniti d’America configurano una nuova Architettura
di potere, quindi i rigurgiti reazionari dei trumpiani coniugano
l’ideologia “anarco-capitalista”, il cosiddetto “Stato minimo” in
economia e l’esaltazione dell’aziendalizzazione della vita quotidiana con il
suprematismo MAGA erede del Ku Klux Klan. Leggiamo dal comunicato
del Partito Socialista dell’Uguaglianza:
“Innanzitutto, è necessario mettere da
parte ogni illusione che ciò che si sta verificando non sia altro che una
spinta a instaurare una dittatura presidenziale, basata sull’esercito, la
polizia, le forze paramilitari e le bande fasciste. Lo scopo essenziale della
glorificazione di Charlie Kirk è stato quello di fornire un martire per
mobilitare le forze più reazionarie del Paese.”
L’analisi del World Socialist Web
Site (WSWS) è corretta: la transizione degli USA verso il fascismo
si va delineando. Se lo “stato profondo” clintoniano persegue il
transumanesimo dell’élite di Davos, Trump propone un ritorno a ciò che in
criminologia prese il nome di “teoria delle finestre rotte”. Sistematizzata
da Phil Zimbardo, secondo il teorizzatore dell’”Effetto Lucifero” la
violazione dell’ordine pubblico è data dalla sensazione di noncuranza e
trascuratezza, escludendo il binomio povertà-criminalità il quale caratterizzò
le correnti più sociali delle scienze criminali. Questa bislacca dottrina venne
messa a punto definitivamente negli anni ’80 con un articolo di scienze sociali
a firma di James Q. Wilson e George L. Kelling titolato“Broken
windows. The Police of Neighborhood Safety” dove i due sociologi sostennero
che “L’ordine pubblico è qualcosa di molto fragile e se tu non ripari
la prima finestra rotta presto tutte le finestre saranno rotte”. Nell’epoca
reaganiana si affermò l’idea che alla deregolamentazione economica dovesse
seguire il rafforzamento dello “stato penale”, svuotando l’entità
statuale della propria funzione sociale e corroborando gli apparati repressivi:
negli USA ed in Gran Bretagna massicce manifestazioni operaie vennero represse
nel sangue, mentre il capitalismo parassitario trascese la sovrastruttura
giuridica del Paese, facendone carta igienica. In Italia, il disegno di legge
1660, successivamente approvato alle Camere, ha configurato un rilancio di
questa ideologia: populismo pan-penalista per i ceti popolari, mentre il
regime neocons si è premurato di depenalizzare una parte dei reati dei
colletti bianchi e d’abuso d’ufficio. Ha ragione lo storico Alessandro Orsini: “Giorgia
Meloni è una criminale politica”, definizione forte, ma che trova la
propria ragione nelle scienze politiche e nell’area criminologica dato il
coinvolgimento del Presidente del Consiglio nel genocidio di Gaza.
Il disegno di legge 1660 ha
configurato una normativa post-reaganiana legata alla criminologia
pragmatica, la corrente ideologicamente dominante negli apparati accademici
e di polizia: la difesa dell’ordine capitalista, che riconduce il dissenso a
devianza o crimine. Dall’altra parte, non andrebbe slegato all’agenda di Davos
ed alla transizione verso il “capitalismo della sorveglianza”.
La “teoria delle finestre rotte”
prese di mira la gente comune ed i ceti disagiati diventando un’arma di
depistaggio dei “capitalisti criminali” (come li definì il criminologo
Edwin Sutherland), un Super clan d’affaristi capaci di deindustrializzare
il tessuto sociale di un Paese. In poche parole, servì a rompere lo spostamento
della criminologia a sinistra, una dinamica progressista inaugurata in Italia
dal socialista Enrico Ferri il quale affiancò alla figura del “delinquente
minore” quella ben più grave del “criminaloide bancario”.
MAGA contro MAGA o fascista contro
fascista?
Il capitalismo a mano armata
statunitense è destinato alla dissezione neocoloniale interna, un processo
ineludibile, come spiegò il demografo russo Igor Panarin, che Donald Trump non
riuscirà ad arrestare. Qual è l’intento di Trump? Leggiamo dal WSWS il
giornalista marxista Patrick Martin:
“La reazione politica è culminata con
le dichiarazioni di Trump. Nel corso di una violenta invettiva, Trump ha
proclamato: “Odio i miei nemici”, un’affermazione straordinaria da
parte di un presidente americano sui suoi oppositori politici interni. Questa
affermazione è particolarmente inquietante se proviene da un presidente la cui
lista di nemici include chiunque nel Paese rifiuti le sue politiche.
Trump ha affermato che le ultime
parole di Kirk erano un invito a inviare l’esercito a Chicago, con il pretesto
di “salvare” la città dalla criminalità, e ha promesso di farlo. Ha
promesso di intensificare la sua campagna di violenza militare contro il popolo
americano, concentrandosi sulle principali città, ripetendo al contempo la
menzogna che “la violenza proviene in gran parte dalla sinistra”.” 1
Il caudillo statunitense parla proprio
come Benito Mussolini, ciononostante occulta la frattura interna al mondo MAGA.
Secondo il giornalista investigativo Max Blumenthal, Kirk era entrato in rotta
di collisione con alcuni ultra-miliardari affiliati alla lobby ebraica:
“L’apparente
rottura di Shillman con Kirk ha coronato una campagna di pressione durata mesi
da parte di pezzi grossi sionisti, operatori dei media e dello stesso primo
ministro israeliano Benjamin Netanyahu per riportare il defunto attivista
conservatore in linea con l’agenda dell’autoproclamato Stato ebraico.
Come riportato
da The Grayzone, citando uno degli amici di lunga data di
Kirk, il fondatore di TPUSA ha rifiutato l’offerta di Netanyahu di organizzare
un nuovo apporto di fondi alla sua organizzazione da parte della sua scuderia
di milionari e miliardari sionisti negli Stati Uniti.
Questo
giornalista ha anche rivelato che Kirk e il miliardario filoisraeliano Bill
Ackman hanno
convocato un ritiro segreto negli Hamptons in
agosto, dove Kirk ha dovuto affrontare continue lusinghe e una serie di rimproveri
rabbiosi da parte dei partecipanti sionisti per la sua presunta disobbedienza.”
2
Gli
aspetti che emergono sono due: 1) Il mondo MAGA è diviso fra una
componente neocons e la fazione legata a Steve Bannon, due modi diversi
(ed ugualmente aberranti) d’intendente l’eccezionalismo USA; 2) Trump ha
trasformato l’orazione funebre di Kirk in un comizio teocratico-fascistoide. La
verità è ben più grave: gli USA sono un Paese pericoloso. Il Paese della “Grande
Bugia”, in cui nessuna persona “normale” vorrebbe mai vivere.
Non è
sufficiente combattere Trump o Netanyahu; è necessario scardinare il sistema
capitalista, di cui la “sinistra invertebrata” (cit. Perry Anderson) è
parte integrante, che ha generato questi mostri politici.
https://www.wsws.org/es/articles/2025/09/24/gkac-s24.html
Fonte foto: da Google