L’ombra di George Soros dietro il nuovo fascismo ebraico?


Il genero di Donald Trump, Jared Kushner, marito di Ivanka, è stato determinante per l’imposizione del piano “di pace” Trump-Blair: delegare la ricostruzione della Striscia di Gaza ai grandi fondi d’investimento anglo-statunitensi, completando (di fatto) la pulizia etnica dei palestinesi di Gaza. Un governo tecnocratico locale, infine, avrebbe gestito la spoliazione delle terre appartenenti ai gazavi, ridefinendo il piano razzialista di Peres sistematizzato negli anni ‘90: la costruzione della “Singapore mediorientale”.

Jared Kushner: l’architetto della pulizia etnica

La società d’investimento appartenente a Jared Kushner, l’Affinity Partnens, gestisce un transito di miliardi di dollari dagli Stati Uniti verso Arabia Saudita e Qatar (aspetto confermato dai cables di Wikileaks), attività speculativa che, dato l’intimo legame fra l’intelligence saudita e l’ISIS, è stata – dal 2011 al 2024 – il cofattore determinante la disgregazione di Paesi pluralisti come la Libia popolare ed in larga parte la Siria baathista. Diversi analisti osservano come l’impronta del marito di Ivanka (la quale s’è convertita al giudaismo talmudico sotto pressioni famigliari) abbia caratterizzato la politica estera di Donald Trump molto prima del suo secondo mandato, accreditandolo come intermediario fra gli ultimi rantoli del fascismo ebraico ed i neocons, un uomo digiuno di conoscenze storiche, apparentemente esterno al deep state tradizionale, ciononostante ugualmente in grado di preservare la vocazione unilaterale del Pentagono:

“Gli osservatori affermano che l’impronta di Kushner sulla politica mediorientale è stata visibile fin dall’inizio della seconda amministrazione Trump. Una proposta chiave – la riqualificazione di Gaza come vasta proprietà fronte mare – fu espressa per la prima volta da Kushner in un evento ad Harvard nel 2024. I critici accusarono Trump di promuovere la pulizia etnica dopo aver affermato che i palestinesi avrebbero potuto essere sfrattati con la forza da Gaza prima della riqualificazione – un’idea che Kushner aveva proposto per primo.” 1

Le capacità imprenditoriali di J.K. hanno trovato piena approvazione da parte dello stesso Trump: ““Ho incaricato Jared perché è una persona molto intelligente e conosce la regione, la gente, molti degli attori coinvolti”, ha dichiarato Trump la scorsa settimana, poco dopo l’annuncio dell’accordo. In un’intervista al New York Times, Kushner lo ha spiegato in modo semplice: lui e Steve Witkoff, l’inviato del presidente in Medio Oriente, erano “deal guys”, veterani del settore immobiliare newyorkese che capiscono cosa spinge le persone ad agire” (Ibidem). Sarà proprio il settore immobiliare newyorkese, ambito in cui proliferano mafie di diversa estrazione compresa quella israeliana, il campo d’incontro fra i due colossi del “capitalismo parassitario” statunitense delineando nuovi rapporti di forza e, come vedremo, alleanze tattiche.

C’è un ulteriore aspetto della vita professionale del marito di Ivanka emerso (in realtà non di recente) in alcuni blog disallineati: il Mago Imperiale George Soros versò, a ridosso della prima candidatura di Donald Trump alla presidenza nord-americana (2016), 259 milioni di dollari ai fratelli Kushner, Jared e Joshua, cosa confermata anche da una fonte privata vicina “all’affare”,“Soros ha una lunga e produttiva relazione con la famiglia Kushner” 2. Durante le medesime elezioni, Soros sovvenzionò anche “Killary” Clinton assicurandosi il controllo delle due principali correnti organiche al complesso militare-industriale: liberal-globalisti o sostenitori dell’eccezionalismo USA, al di là delle false dicotomie a vincere è sempre il Mago Imperiale ed agente doppio.

Per Soros e Kushner gli affari vengono prima dell’ideologia, mentre in termini analoghi per la CIA la vocazione geopolitica precede l’ideologia di un governo. Per questa ragione i loro interessi, insieme a quelli di altri magnati come Peter Thiel*, si ritrovano nella “Cadre” una startup immobiliare interessata a grandi operazioni di speculazione edilizia sostenuta da Goldman Sachs, George Soros, Peter Thiele, Vinod Khosla. Un “comitato d’affari” che conferma il connubio fra le famiglie del capitale USA (in realtà quasi tutte con doppia cittadinanza: statunitense ed israeliana) nella declinazione talmudica del Grande Reset; Gaza, alla luce di ciò, è soltanto uno scorcio del futuro da incubo che ci aspetta. Perfino per la CNN non possono esserci dubbi su questa macabra alleanza: “Esclusiva: Cadre, la startup immobiliare sostenuta da Kushner e Soros, torna all’attacco”3.

In un documento di 38 pagine, messo a punto dall’amministrazione USA e pubblicato dal giornale Washington Post (storicamente vicino alla CIA), gli strateghi del Pentagono hanno delineato un futuro distopico per Gaza: grattacieli, speculazione edilizia (ed è qui che George ed Alexander Soros cercheranno di teleguidare i fratelli Kushner), statue dorate raffiguranti Donald Trump, escort ed informatrici del Mossad, ma soprattutto la ricostruzione del Terzo Tempio, una follia rabbinica per appagare un sistema di potere che trae forza dalla rilettura letterale della Bibbia ebraica. Un’operazione di deprivazione dei diritti fondamentali di un popolo (in questo caso il popolo palestinese) post-moderna la quale, al di là della superficialità del giornalismo lubrificato, richiama ai grandi manovratori della CIA: il sadico Mago Imperiale, architetto dei processi controrivoluzionari denominati nella letteratura giornalistica come “rivoluzioni colorate”.

Chi è George Soros e cosa gli permette di andare oltre alla dicotomia fra globalismo e “fascismo evangelico”? Leggiamo l’analista strategico Heather Cottin:

Questo tipo di razzismo eurocentrico costituisce il nucleo dell’orgoglio smisurato di Soros. Quando afferma che gli USA possono e dovranno dirigere il mondo, è un sostenitore del fascismo mondiale.” 4

In termini simili, l’entità sionista, una dittatura capace di utilizzare il massimo della vigliaccheria contro donne e bambini inermi, è diventata la Capitale del neonazismo mondiale.

*Il multimiliardario Peter Thiel, abbracciando il “nazionalismo cristiano” di Trump, ha recentemente definito i critici dell’Intelligence Artificiale (IA) prodotta dalla Silicon Valley come “legionari dell’Anti-Cristo”.https://www.voltairenet.org/article223019.html

https://www.maurizioblondet.it/georges-soros-ricco-socio-jared-genero/
https://edition.cnn.com/2020/09/21/investing/real-estate-cadre-savings-account
https://www.resistenze.org/sito/os/mp/osmp4d11.htm

Fonte foto: X

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