Marco Rubio globalizza l’ideologia delle “Bestie di Satana”


Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Marco – “Narco” – Rubio ha affermato che gli Stati Uniti restaureranno la Civiltà occidentale, proiettando nel ventunesimo secolo il suprematismo bianco “giudaico-cristiano” un regime neocoloniale reo, com’è ampiamente documentato dalla disamina storica di Karlheinz Deschner, d’aver contemplato lo sterminio della gran parte del pianeta. Lo storico tedesco, nella primissima parte della sua monumentale opera “Storia criminale del cristianesimo” (un’opera storica di 10 volumi), analizza l’origine giudaica del concetto di “guerra santa” imputando la Torah di aver introdotto la pena di morte per i cosiddetti “reati” religiosi, politicizzati dal suprematismo ebraico. Lo sterminio delle popolazioni cananee ha configurato, seguendo delle linee di analisi storica e giuridica, il primo genocidio della storia umana: rei i proto-sionisti. Le prime milizie sterminatrici delle comunità pagane, contrariamente a quanto afferma la storiografia liberale, sono state proprio le milizie ebraiche che consumarono un crimine misconosciuto: la cancellazione di civiltà antiche e misteriose, mutuando però la natura vendicativa degli antichi culti.

Il cristianesimo prima ed il “sionismo religioso” poi già nell’epoca medioevale hanno approfondito il totalitarismo della Bibbia ebraica, un trattato militare più che un testo teologico, trasformando l’Occidente imperialista in una prigione di popoli. Inseguendo la conformità al volere del geloso e sanguinario “Dio di Israele” (come lo definì Marx), una divinità capitalista, le società israeliana e statunitense sono da sempre due “società di ladri”: i palestinesi sono diventati gli amerindi della Terra di Palestina, anche in virtù della loro eroica Resistenza.  

L’analista Alessandro Visalli, su “L’Interferenza”, ha colto gli aspetti focali del discorso di Rubio, leggiamo:

“A seguito di questa ri-essenzializzazione dell’Occidente come soggetto storico unitario si crea un campo polare “Noi/Altri”, che fronteggia direttamente la visione cinese di “tutti sotto il cielo” e “destino comune dell’umanità”. Nessuna dimensione planetaria viene ammessa come legittima. Né il diritto di movimento (come visto l’immigrazione è espressamente denunciata come minaccia identitaria), né la tutela del clima come bene comune (anche qui la questione ecologica è derubricata a leva geopolitica ed industriale). Il mondo immaginato da Rubio è piuttosto un’arena nella quale grandi guerrieri combattono per la vita. Un “Grande spazio” da occupare e contendere.” 1

Lo storico israeliano Zeev Sternhell definì il fascismo una guerra ideologica e politica agli ideali cristallizzati dalla Rivoluzione francese, ed il nazismo una “guerra eterna” al concetto universale di Uomo riconducibile ad Immanuel Kant, l’ultimo grande pensatore illuminista. Partendo da questi presupposti, lo storico israeliano nel 2018 comparò lo Stato sionista al nazismo delle origini:

“La sinistra non è più in grado di sconfiggere l’ultranazionalismo tossico che si è sviluppato qui, la cui versione europea ha praticamente sterminato la maggioranza del popolo ebraico. Le interviste per Haaretz di Ravit Hech a Smotrich e Zohar (3 dicembre 2016 e 28 ottobre 2017) dovrebbero essere ampiamente diffuse su tutti i media in Israele e nel mondo ebraico. In entrambe, si nota non solo un crescente fascismo israeliano, ma anche un razzismo simile al nazismo degli esordi. Come ogni ideologia, la teoria nazista della razza si è sviluppata nel corso degli anni. All’inizio, ha solo privato gli ebrei dei loro diritti umani e civili. È possibile che, se non ci fosse stata la Seconda Guerra Mondiale, la “questione ebraica” si sarebbe risolta con la sola espulsione “volontaria” degli ebrei dalle terre del Reich. Dopotutto, molti ebrei austriaci e tedeschi erano riusciti ad andarsene in tempo. È possibile che questo sia il futuro dei palestinesi.” 2

Venuto a mancare il 21 giugno 2020, Sternhell non ha avuto modo di analizzare il genocidio dei palestinesi di Gaza (2023) ed il riferimento di Netanyahu alla “Grande Sparta” (2025), un messaggio chiaro a tutto il neonazismo mondiale. La fascistizzazione della società israeliana è compiuta, mentre lo Stato israeliano è diventato, di fatto, un regime nazista. Si è passati dalla pulizia etnica allo sterminio vero e proprio, che nella logica nazi-sionista (definizione accolta da molti storici, fra cui Alan Hart) si sovrappone all’infanticidio. Israele è un Paese nazista.

L’analista strategico Andrew Korybko ha aggiunto ulteriori osservazioni:

“Come prevedibile, il concetto di Eccezionalismo americano ha permeato il discorso di Rubio, evidente nella sua affermazione che gli Stati Uniti agiranno da soli per restaurare la Civiltà occidentale, se necessario, e nella descrizione del presunto “declino terminale” dell’Occidente dopo la Seconda guerra mondiale come “scelta”. Quest’ultima osservazione lascia intendere che gli Stati Uniti non considerano inevitabile la multipolarità, intesa in questo contesto come l’ascesa di altri Stati-civiltà volti a bilanciare quello che Trump 2.0 vuole creare.” 3

In questa circostanza, sembrerebbe chiaro il riferimento al filosofo mussoliniano Oswald Spengler. Autore de “Il tramonto dell’Occidente” e teorizzatore d’uno Stato leviatano etnicamente omogeneo, Spengler considerava i nazisti troppo tedeschi e troppo poco occidentali per guidare, vittoriosamente, una Crociata contro le Rivoluzioni anticoloniali. Una concezione delinquenziale della storia, successivamente ripresa dai neoconservatori statunitensi: loro sì, abbastanza occidentali per contemplare il concetto di “guerra eterna” e sventrare la sovranità dei Paesi non globalizzati. La filosofia fascista di Spengler ha influenzato, in modo diretto, l’ideologia neocons di Leo Strauss e James Burnham riciclando il pensiero razzista di Julius Evola nel cuore del complesso militare-industriale, il “ventre del mostro” USA. Filo-israeliani, razzisti e colonialisti: la civiltà occidentale è stata ridotta al regime satanico del pedofilo Epstein, vero ideologo di questa distopia perversa.

Il discorso fascista di Rubio ricalca i deliri di Spengler contro le “razze di colore”, una concezione arcaica della politica che in Italia, nella seconda metà dell’’800, trovò riscontro nella criminologia pragmatica di Raffaele Garofalo, sostenitore della pena di morte contro le “razze criminali”; una definizione “razzialista” vergognosa accolta dalla classe dominante dell’epoca, perlopiù contro le prime comunità d’immigrati. La dottrina Trump, nella Terra di Palestina, configura una esecuzione di massa post-moderna: gli aderenti al “Board of Peace” su Gaza sono le “sentinelle del male”, disconoscendo il Diritto alla Vita di un intero popolo resistente. 

Su “Il Popolo d’Italia”, il 15 dicembre 1933 così Mussolini recensiva la delirante opera di Spengler:

“Che il mondo è minacciato da due rivoluzioni: una bianca e una di colore. La bianca è la «sociale» ed è il risultato catastrofico del crollo della civiltà del secolo XVIII e dell’avvento del regno della massa specialmente di quella che si ammucchia – senz’anima e senza volto – nelle grandi città, avvento verificatosi nel secolo XIX sotto il segno del liberalismo, della democrazia, del suffragio universale, della – globalmente detta – demagogia. L’altra rivoluzione è quella dei popoli di colore, i quali, essendo più prolifici dei popoli di razza bianca, finiranno per sommergerla. Si pone, quindi, per noi, europei del XX secolo, la domanda: Che fare? Spengler non risponde molto chiaramente a questo angoscioso interrogativo.”

Il neocons Marco Rubio ha dato seguito al quesito di Spengler, seguendo le orme del dittatore italiano: Marco Rubio e Donald Trump sono, in termini politologici, due fascisti mentre, appellandoci alla “criminologia clinica”, andrebbero classificati come sociopatici.

Il satanismo è l’ideologia di Stato della dittatura sionista. Gli Stati Uniti e l’entità sionista minacciano l’idea stessa di Civiltà: il loro ordine è quello di Epstein (droga, rapimenti e pedofilia), il “satanismo acido” che trova in Tel Aviv la propria Capitale, una sub-cultura criminale d’ispirazione talmudica. Le “Bestie di Satana” contro una grande rivoluzione civica e multipolare guidata da Russia e Cina.

https://www.marx21.it/internazionale/il-discorso-di-rubio-a-monaco-ha-illustrato-nel-dettaglio-il-nuovo-ordine-mondiale-previsto-da-trump-2-0/
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Fonte foto: da Google

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