L’aggressione
della coalizione di Epstein contro la Repubblica Islamica dell’Iran
potrebbe, data l’incapacità militare di Israele di controllare il territorio,
portare al collasso dello Stato “per soli ebrei”. Domanda: il collasso
del nazionalismo imperialista israeliano aprirà le porte a nuove rivoluzioni
antimperialiste? Non ci sono alternative: fascismo tecnocratico
(Israele) o democrazia socialista (il grande sogno di Ali Shariati e
Mahmud Ahmadinejad).
L’impero
statunitense d’Occidente, rinominato la “coalizione del pedofilo Epstein”,
configura il dominio della menzogna da parte dell’élite imperialista ai danni
dei popoli e del mondo del lavoro. Israele e Stati Uniti, rilanciando la
dottrina della “guerra eterna” hanno globalizzato un modo perverso
d’intendere la guerra: lo sterminio di bambini innocenti, unita agli assassini
mirati di singoli leader politici e militari, con l’intento di fomentare il
caos. Già Montesquieu, ispirandosi a Machiavelli, definì la virtù come
elemento fondante della Repubblica; dall’altra parte, i regimi – come USA ed
Israele – basano l’esercizio sistematico della violenza sulla paura: è
partendo da questi presupposti che Netanyahu, chiamando a raccolta il
neofascismo mondiale, ha trainato Israele in una nuova Architettura di
potere definendo la dittatura sionista “Super Sparta”. A differenza
di Sparta, Tel Aviv è rea d’aver consumato un infanticidio connotandosi, per
dirla con Cesare Lombroso, come un “delinquente nato”. Le sue azioni,
giuridicamente orripilanti, diventano criminologicamente rilevanti ricalcando
la psiche perversa di un “assassino di massa”.
L’analista
iraniano Sayyed Majid Emami, definendo gli
elementi caratterizzanti la “Pseudocrazia” (Dominio della menzogna)
occidentale, ha delineato la proiezione “pseudo-politica” della “società
della paura”:
“Nell’era moderna, e in particolare nel XX secolo, il
concetto di Dominio
della Paura nell’analisi dei
sistemi totalitari (come nel pensiero di Hannah Arendt) ha assunto nuove
dimensioni: Arendt si riferiva alla creazione di nemici immaginari attraverso
l’esagerazione delle minacce esterne o interne (come i gruppi minoritari);
tuttavia, una sua rilettura nell’era del cyberspazio e dell’egemonia mediatica
ci impone di prendere in considerazione ogni meccanismo volto a mantenere la
società in uno stato di perenne ansia sì da giustificare la repressione.” 1
I neoconservatori, indottrinati dall’ideologo Leo Strauss
all’utilizzo politico della menzogna per preservare una dittatura liberal-globalista
mondiale, hanno dichiarato guerra all’idea stessa di Civiltà: lanciare guerre
imperialiste con l’obiettivo di renderle eterne, decostruendo il fine storico
dello Stato nazionale, quello cioè di difendere la democrazia caratterizzata
dalla Giustizia Sociale. Israele, dichiarando guerra agli ideali cristallizzati
dalla Rivoluzione francese e successivamente dalla Rivoluzione bolscevica, si
connota storicamente come un regime sostanzialmente fascista.
Qual è l’obiettivo dell’imperialismo USA e dell’entità
sionista?
- Costruire artificialmente la “Fortezza
America” in quanto base logistica e militare del Pentagono.
- Distruggere le Repubbliche “non allineate”
alle porte del continente asiatico: il ripristino dei imperi vecchi persiano ed
assiro (il nuovo “Grande Israele”) in quanto alleati strategici di
Washington nella guerra di ricolonizzazione contro la Repubblica Popolare
Cinese.
- Pianificare, nei prossimi 4-5 anni, l’Armageddon
termonucleare contro la Cina.
I neocons,
come spiegò Samuel Huntington, vogliono riportare indietro le lancette della
storia: porre fine al grande processo di emancipazione, iniziato in Europa con
l’Illuminismo e portato a compimento dalla Rivoluzione giacobina. Il sionismo è
una gigantesca Vandea: barbara ed oscurantista, proprio come il cannibalismo
praticato dalle bande sanfediste (Masse di Santa Fede) che combatterono contro
la Repubblica Napoletana (1799) 2. L’antropofagia sanfedista rivive,
oggigiorno, nel governo israeliano-fascista: estranei a tutto ciò che è umano.
Il futuro che l’imperialismo
americano-sionista offre al mondo è di povertà, dittatura e guerra globale:
la variante distopica del capitalismo, dominata dal razzismo talmudico. Israele
uccide senza pietà, disumanizzando i propri avversari politici: è “pseudo-politica”,
crimine e dissoluzione dello Stato di diritto.
Israele
vuole ripristinare la Persia imperialista?
Come ha
osservato l’analista strategico Thierry Meyssan: “Israele si assimila all’imperialismo iraniano, il cui simbolo è il
leone: l’operazione di giugno è stata chiamata Leone Nascente (Rising Lion),
l’operazione in corso si chiama Ruggito del Leone (Lion Roar)” 3. Riesumando il figlio dello Scià Mohamed Reza Pahlavi,
un fascista dichiarato il quale si autoproclamò “signore degli ariani”,
l’entità sionista vorrebbe distruggere l’Iran sciita ripristinando l’antico
impero persiano. L’Iran dello Scià era il paradiso del Mossad, il quale
affiancò la SAVAK nella repressione dei comunisti e dei gruppi islamico-socialisti
chiamati Fedayn. Leggiamo dal sito Islamshia:
“L’amicizia
israelo-iraniana è stata reciprocamente vantaggiosa. In Iran, un paese non
arabo che negli anni ’70 ha vissuto un enorme boom economico, Israele ha avuto
un importante alleato in una regione ostile. Gerusalemme ha importato
petrolio iraniano. Teheran ha tratto profitto dal know-how di Israele
nell’agricoltura, negli affari e, soprattutto, nell’esercito.
“I
paesi arabi continuano ad essere preoccupati per le strette relazioni che
prevalgono tra Iran e Israele. Una lamentela speciale è stata la
denunciata esportazione di petrolio dall’Iran in Israele”, si legge in un
rapporto nel numero del 1961 del “Middle East Record”, una rivista
pubblicata ogni anno dall’Università di Tel Aviv. Il segretario generale
della Lega Araba all’epoca temeva che “la penetrazione e l’influenza sionista
in Iran aumentassero ogni giorno”, riferì il giornale, aggiungendo che il
gruppo raccomandava che “tutte le nazioni arabe interrompessero le relazioni
diplomatiche con l’Iran, la cui attività ha sconfitto l’obiettivo del
boicottaggio economico di Israele”.
Lo Scià
ammirava Israele principalmente per il suo successo militare. “La
cooperazione con Israele è stata straordinaria. Ogni generale iraniano ha
visitato Israele e noi ricambiavamo le visite”, afferma il generale Yitzhak
Segev, addetto militare israeliano dal 1977 al 1979 in “Before the
Revolution”.” 4
La
sudditanza dello Scià alla lobby israeliana, dev’essere comparata alla
subordinazione di Donald Trump al Zionist Power: Trump e Mohamed Reza
Pahlavi, il suo antenato politico, condividono una personalità megalomane e
fascista perennemente sottoposta ai ricatti dell’intelligence israeliana. Dall’altra
parte, Netanyahu ha approfondito il suo neoconservatorismo diventando un
nazista dichiarato. La lobby sionista ha sodomizzato la politica estera
statunitense, penetrando i gangli vitali dello “stato profondo” e
trasformando gli Stati Uniti in una sorta di “impero delle banane”. La
disamina di James Petras ha trovato una risposta: il Sionismo “satanista”
è il vero padrone degli Stati Uniti.
Il
“giornalismo di regime” è il cane da guardia di Israele
Il
giornalismo lubrificato, più che girarsi dall’altra parte, compila
articoli sotto dettatura: le agenzie di stampa occidentali compresi gli ordini
professionali (nello specifico in Italia) sono il megafono dell’estrema destra
israeliana, occultando i crimini orrendi consumati dai tagliagole sionisti che
occupano la Terra di Palestina. Ha ragione il reporter antimperialista Fulvio
Grimaldi:
“Troppa stampa,
troppo diversa, troppo libera, troppi editori. Parola d’ordine: concentrazione.
E negli ultimi decenni del ‘900 e nei primi di questo secolo si sono comprati
tutto, Reductio ad unum. Dal latino: ricondurre molteplici fenomeni, cause
o concetti diversi, a un unico principio esplicativo.
E’ così che, secondo
gli studi degli storici del giornalismo, negli USA le fonti d’informazione
considerate autorevoli si sono ridotte da 150 a 6. E noi siamo ridotti a La
Stampa, il Corriere, Repubblica, Mediaset, Telemeloni. Il resto è
robetta: L’intendence suivra, si assicurava Napoleone, l’Intendenza
seguirà. E campa grazie, non ai lettori, ma alla pubblicità. E chi
gliela dà se non gli imprenditori che, oltre ad automobili, missili, cliniche,
palazzi, farmaci, carburanti, fanno anche gli editori?” 5
Il sionismo aggredisce Paesi
sovrani, uccide innocenti, stupra donne e bambini e, in Europa, ha divorato
come un suino (da qui la definizione “sionismo suino” del giornalista
israeliano Gideon Levy) la libertà dei cittadini: non più cittadini attivi, ma “uomini
massa” indottrinati all’ideologia neocons della “guerra eterna”.
Automi senz’anima, spremuti come limoni da un’élite aziendale cinica e
disumanizzante partorita dal “ventre del mostro”: lo “Stato pazzo”
israeliano. Per questa ragione, etica oltre che geopolitica, la Repubblica
Islamica dell’Iran e le guerriglie sciite (Hezbollah, Yemen, Iraq) si
sono guadagnate il Diritto alla Vittoria.
Il capitalismo è guerra e
sfruttamento dei lavoratori, corruzione e violenza padronale, quello sionista è
perversione, crudeltà e menzogna. Oltre ogni limite: Israele è il cuore nero
del capitalismo.
Fonti:
https://comedonchisciotte.org/il-dominio-della-menzogna-e-quello-della-paura-sono-le-chiavi-dellimperialismo-occidentale/
https://www.voltairenet.org/article223806.html
https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2026/03/guerra-e-bugie-sorelle-gemelle-board-of.html
Fonte foto: New York Magazine (da Google)