Il
“Patto di non aggressione” Trump-Putin sancisce la vittoria militare della
Federazione Russa sul governo ucraino-nazista, ciò per cui i russi hanno
combattuto, ma trascende il fine ultimo del diritto internazionale: la fine
dell’imperialismo. Il gendarme statunitense, puntando su altri alleati,
perseguirà il proprio obiettivo strategico sistematizzato dai neocons,
un Super clan di sociopatici (potenziali serial killer): la sottomissione
della gran parte del pianeta.
Il
presidente statunitense Donald Trump, davanti alla potenza militare della
Federazione Russa, ha dovuto riconoscere la sconfitta strategica in Ucraina.
Tutto ciò, revisiona la storia contemporanea: l’Operazione Militare Speciale
Z non è stata un’aggressione, ma la legittima applicazione delle risoluzioni
Onu per defascistizzare un Paese caduto in mano, con il golpe di Piazza
Maidan del 2014, ad una “banda di drogati e neonazisti”. Lo storico
Alessandro Orsini ha recentemente sistematizzato la “dottrina Mike Tyson”
secondo cui “quando prendi un cazzotto in
faccia tutte le strategie che hai preparato vengono meno” (la citazione originale appartiene al campione dei
pesi massimi Joe Louis) la quale “è esattamente ciò che è successo
alla Nato” 1. La Nato, in questo momento, non ha
nessuna prospettiva strategica.
Gli
Stati Uniti e la Russia hanno concordato un piano di 28 punti che, da un lato,
riconosce la Crimea ed i territori del Donbass all’interno della sfera
d’influenza russa, ma, dall’altra parte, congela l’azione militare delle
componenti più radicali dell’esercito della Federazione Russa. Negli ultimi tre
mesi, la potenza di fuoco russa ha letteralmente disintegrato i “nazionalisti
integralisti” (neonazisti, utilizzando le categorie politiche del Cremlino)
guidati dal “Führer bianco” Andriy Biletsky. Questo criminale, foraggiato
dall’amministrazione Biden e dall’Ue, è stato sconfitto in modo umiliante nelle
battaglie di Mariupol (maggio 2022), Bakmut/Artiomovsk (dicembre 2023) e
Pokrovsk (novembre 2025)2. Il corrotto governo ucraino-nazista verrà
gettato, nei prossimi mesi, nella “spazzatura della storia”.
L’analista strategico Manlio Dinucci, dopo aver disaminato
con rigore i 28 punti del “Patto di non aggressione” USA/Russia, ne ha individuato
le gravi contraddizioni:
“Nel “patto di non-aggressione” non compare però la NATO. Si
cancella in tal modo la Storia: dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia e la
disgregazione dell’URSS, la NATO sotto comando USA si era impegnata a “non
allargarsi di un solo pollice ad Est”, mentre invece si è allargata da 16 a 32
membri sempre più ad Est a ridosso della Russia con le proprie basi e armi
nucleari. Sempre secondo il Piano USA, una volta realizzato il “patto di
non-aggressione tra Russia, Ucraina e Unione Europea”, cacciabombardieri
europei a capacità nucleare sarebbero permanentemente dislocati in Polonia “a
protezione dell’Ucraina”. Tramite la NATO essi sarebbero sotto comando USA e
armati di bombe nucleari statunitensi. In tal modo i paesi europei della NATO,
a partire dall’Italia, resterebbero in prima linea contro la Russia. Sarebbero
quindi costretti ad accrescere ulteriormente le proprie spese militari. Il
Piano USA prevede inoltre un “Fondo di Sviluppo per l’Ucraina”. Gli Stati Uniti
coopereranno per ricostruire, modernizzare e gestire congiuntamente in Ucraina
le infrastrutture del gas. Saranno a tale scopo investiti 100 miliardi di
dollari di asset russi congelati e Washington riceverà il 50% dei profitti
derivanti da questi investimenti. L’Unione Europea vi aggiungerà altri 100
miliardi di dollari e la parte rimanente dei fondi russi congelati sarà
investita in un accordo separato tra Stati Uniti e Russia.” 3
Il narco-stato di Kiev rimarrà una colonia economica
euro-atlantica indebitandosi ulteriormente con i centri della finanza
speculativa anglosassone, mentre Washington ha nominato il regime
clerico-fascista polacco come nuovo Cavallo di Troia della Nato contro
Mosca. La guerra non è finita, ma la Nato sta cercando di armare una
nuova base logistica (stato-laboratorio): la Polonia.
L’Operazione Z è rimasta ferma alla prima fase, quella
antifascista, senza trascendere verso un’autentica Rivoluzione democratica ed
antifascista. Ciò nonostante, la Russia si è guadagnata il diritto alla vittoria:
una potenza di fuoco capace di vincere nella “guerra di terza generazione” padroneggiando,
anche in una prospettiva geoeconomica, le tecniche di guerriglia e
controguerriglia. A Kiev, una “banda di drogati e neonazisti” è stata
sconfitta. Mosca ha ottenuto ciò per cui ha combattuto, la defascistizzazione
dell’Ucraina (almeno così sembrerebbe), ma non l’obiettivo strategico: una rivoluzione
civica contro la Nato e l’imperialismo USA.
Consapevoli della disfatta militare, i governi lacchè europei
hanno disposto ulteriori investimenti nella “guerra irregolare”. Il “non
paper” redatto da Guido Crosetto per il Ministero della Difesa italiano,
intitolato “Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva”4,
ridefinisce il ruolo del deep state verso la conquista dei cyber-spazi.
Per Crosetto:
“Il dominio cyber – come ho avuto modo di
condividere davanti alla IV Commissione Difesa della Camera a gennaio 2025 – è
il moltiplicatore che tiene insieme tutto: consente campagne di
disinformazione, interferisce con i processi democratici, mette in difficoltà
infrastrutture critiche (sanità, energia, trasporti, finanza) e rende ardua
l’attribuzione grazie all’impiego di proxy e alla “plausibledeniability”.
Nell’ambito ibrido conta più la percezione che la certezza: l’obiettivo non è
solo colpire, ma instillare dubbio e insicurezza. La percezione pubblica di
vulnerabilità, anche in assenza di prove definitive, produce effetti strategici
pari – o superiori – a quelli di un attacco dichiarato.” (Ibidem)
Il “non
paper” di Crosetto è un’ammissione implicita d’incapacità militare:
l’esercito italiano, incapace di confrontarsi nella guerra convenzionale, da
buon “imperialismo straccione” (cit. Lenin) ripiega sulla “guerra
irregolare” stabilendo la propria dipendenza d’intelligence da Tel Aviv. Il
governo italiano è la prostituta dell’Occidente imperialista.
Incapaci
di vincere una guerra territoriale valorizzando le capacità umane (es.
coraggio, abnegazione, gestione del combattimento ravvicinato oppure “corpo a
corpo”), gli europei hanno accettato la transizione verso una nuova Architettura
di potere trasformando il neonazismo degli eredi di Stephan Bandera nella
propria ideologia ufficiale. L’Ue, così facendo, diventa definitivamente una
provincia dell’impero americano d’Occidente: l’imperialismo delle banane.
Per
fronteggiare la dottrina della “guerra eterna”, gli Stati
antimperialisti devono affidarsi alle milizie popolari. In Venezuela, grazie ad
un esercito profondamente ideologizzato in una prospettiva patriottica, ne
esiste già una anche se non è stata ancora addestrata. Come avvenne nella Siria
baathista (fino al 2017), Iran e Corea del Nord, soltanto i civili possono
difendere i propri quartieri là dove hanno intessuto relazioni sociali ed
affettive. La radicalizzazione delle rivoluzioni democratiche, come quella
bolivariana, deve avvenire con urgenza.
In
Palestina e Libano, le guerriglie asimmetriche di Hamas ed Hezbollah
contrappongono al cyber-terrorismo israeliano l’etica comunitaria
propria delle popolazioni arabo-musulmane. La storia insegna, ma non ha
scolari: un esercito di professione, come spiegò il generale Charles De Gaulle,
storicamente non può vincere contro un popolo intero in armi. In questa
formula, sperimentata dai nazisti durante l’ Operazione Barbarossa, risiede la
ragione strutturale delle sconfitte israeliane e statunitensi. Come più volte
ho ribadito su L’Interferenza: Israele è una dittatura “lombrosiana”,
militarmente bollita. La Russia in Occidente e la Cina nel Sud Globale
ridefiniranno, nei prossimi anni, il Nuovo Ordine Multipolare.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/24/orsini-nove-ucraina-nato-sconfitta-news/8205129/?utm_term=Autofeed&utm_campaign=Echobox2021&utm_medium=social&utm_content=fattoquotidiano&utm_source=Facebook&fbclid=IwY2xjawOVsKNleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFUTjZkUmtrNno2ZTVVRmN5c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoXx74rBXRvX-hOeusQ3OwYF7uNq2Ht7bUqRBfARhcvaVNVCtYZaObWEurnj_aem_8-p5u-JFvq_Hg0_nUIMwaQ#Echobox=1763975243
https://www.voltairenet.org/article223244.html
https://www.voltairenet.org/article223231.html
https://www.difesa.it/assets/allegati/83696/non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida.pdf
Fonte foto: Corriere della Sera (da Google)